COMO Bulgarograsso: 121 gruppo

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    Anche la sezione di Como ha voluto dire la sua in fatto di reazione alla presunta crisi del dopo leva presentando, in questo torrido luglio, il nuovo gruppo di Bulgarograsso, 121ª stelletta nel firmamento sezionale. Il capogruppo Augusto Valsecchi (nella circostanza inaugurale assente giustificato) ci ha creduto, si è dato da fare e 40 alpini mai iscritti prima hanno aderito aggiungendosi ai dieci che già ne formavano il nocciolo centrale provenendo da gruppi del vicinato.

    Un bel successo: speriamo che Augusto e il segretario, che è poi suo figlio Angelo, classe 1980, della 45ª del Morbegno con una solida esperienza a Sarajevo nel 2001, sappiano aumentare la messe. Bulgarograsso, nome curioso di questa borgata della pianura comasca. Chi credesse di incontrarvi qualche florido abitante della Nazione dello yogurth rimarrebbe deluso: il nome, ci spiega il sindaco, viene dalla ubertosa campagna (grasso) unito al cognome di una casata che qui ebbe un certo seguito nel XVIII secolo, i Bulgheri. Romantica la credenza che abbia preso il nome da bulgari qui fermatisi dopo essere stati incalzati da altre popolazioni a inizio del secondo millennio: un castello starebbe a confermare la diceria. Comunque, bulgari o celti, gli alpini del luogo hanno celebrato il battesimo del loro gruppo.

    La benedizione del gagliardetto, impartita dal cappellano della sezione, padre Felice, è avvenuta nella moderna parrocchiale ingentilita da tre splendide vetrate triangolari, naturalmente dopo la sfilata e dopo gli onori ai Caduti: di loro gli alpini non si dimenticano mai. Madrina la signora Emilia Negretti, figlia di un alpino disperso in Russia e che lei non ha mai conosciuto; presente il sindaco Ferruccio Cotta che, pur non alpino, ha dimostrato di essere dei nostri; per l’ANA il consigliere nazionale di zona Cesare Lavizzari. Non mancavano i carabinieri e i bersaglieri in congedo, i vigili del fuoco, la Croce Rossa, l’AVIS e la P.C.

    Ha accompagnato il corteo la fanfara di Olgiate Comasco, che non ha dimenticato che le marce degli alpini vanno scandite a passo lento. Gli alpini del gruppo indossavano tutti un’elegante maglia azzurra; sarò fuori tempo ma debbo dire che queste maglie mi hanno detto qualcosa di più di quelle dei calciatori a Berlino.

    L’alpino errante