Cittadella dei record

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    Quella allestita in occasione dell’Adunata del Centenario è stata una Cittadella dei record. Teatro di diversi momenti ufficiali, di un’anteprima stampa bagnatissima ma molto apprezzata e di un’intensa giornata dedicata alle scuole il giorno prima dell’apertura al pubblico, è stata però soprattutto la Cittadella della gente, con o senza penna sul cappello. Ben 150mila i visitatori registrati nella tre giorni milanese, primato assoluto per quella che è ormai un’istituzione nel contesto delle Adunate nazionali, ma che quest’anno si è presentata in una formula inedita ed evidentemente molto gradita. Per la prima volta, infatti, con grande lavoro e dedizione è stata allestita in concerto dai volontari della Protezione Civile Ana, gli uomini delle Truppe Alpine (in particolare dalla brigata alpina Taurinense) e dal personale dell’Ospedale da Campo. All’allestimento – in un’area complessiva di 24mila metri quadrati attorno a piazza del Cannone al Parco Sempione – delle 40 postazioni hanno lavorato 250 alpini. «Questa è la prima Cittadella davvero completa – ha sottolineato Sebastiano Favero, Presidente dell’Ana, nel suo appassionato intervento alla cerimonia ufficiale di inaugurazione – perché contiene l’intero spirito alpino, senza distinzione tra alpini in armi e in congedo ». Presa d’assalto dal pubblico e dalle famiglie in tutti e tre i giorni di manifestazione, ha svolto con indiscusso successo il suo ruolo di ampia vetrina dei mezzi di equipaggiamento di ultima generazione in uso alla Protezione Civile Ana e alle Truppe Alpine, al servizio della popolazione in caso di emergenza. A popolare la Cittadella degli Alpini sono stati cingolati, blindati, mezzi di soccorso, l’elicottero AB 205, droni, robot oltre ad accampamenti, mostre a tema a cura del Museo Storico degli Alpini di Trento e l’Ospedale da Campo Ana (qui solo in funzione espositiva), utilizzato soprattutto nelle missioni di pace all’estero, ma soprattutto uomini (e donne) carichi di entusiasmo e di storie da raccontare. Lo aveva sottolineato, all’inaugurazione, anche il generale di C.A. Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine: «Non guardate solo alla tecnologia, ai mezzi di ferro: parlate con il personale e scoprirete storie di grande umanità. Perché quello che vedete qui non è solo il nostro equipaggiamento, ma il nostro modo di essere, che non cambia tra alpini con la divisa e senza». E il pubblico ha obbedito, entrando nei dettagli tecnici ma anche nell’anima di un team di successo – quello costituito dagli alpini in armi e da quelli in congedo, con specifica attenzione alla capacità “dual use” delle truppe da montagna – la cui professionalità l’Italia ha in più occasioni avuto modo di testare e apprezzare, dai grandi terremoti alle devastanti alluvioni della nostra storia, antica e recente. Ad affascinare grandi e piccini sono state soprattutto le simulazioni d’intervento, per esempio nella bonifica di ordigni esplosivi (residuati bellici), nello spegnimento di incendi boschivi e nel soccorso alle persone; le attività sportive su ponti tibetani e pareti artificiali d’arrampicata e naturalmente l’unità cinofila, con i suoi eroi a quattro zampe. Una nota speciale va infine all’Ospedale da Campo. Nato contestualmente alla Protezione Civile Ana è decorato con la Medaglia d’Argento al Merito Civile. Con sede stanziale all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), è concepito per moduli, con sale operatorie, laboratori di analisi, reparti di degenza, farmacia, accettazione e, di recente, anche con il servizio di telemedicina.

    Federica Zanini