CEVA – Per chi non tornò

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    Le penne nere del Gruppo di Garessio hanno scoperto, nella locale stazione ferroviaria, una targa per ricordare il 29 dicembre 1942, giorno della partenza per la Russia degli alpini del 1º btg. Complementi della Cuneense che giunsero a Rossosch tra il 10 e l’11 gennaio. Alla cerimonia erano presenti i vessilli delle Sezioni di Cuneo, Mondovì e Ceva, del Memoriale della divisione Cuneense e dell’Unirr di Cuneo e numerosi gagliardetti. Le compagnie 604ª e 401ª furono completamente annientate da una colonna di carri armati sovietici mentre il giorno 16 andavano a presidiare l’aeroporto della città. Degli alpini delle compagnie 601ª e 602ª ne torneranno in Italia solo 47 e questo fa ritenere che quel Battaglione abbia avuto la più alta percentuale di morti di tutta la campagna di Russia. Basandomi sulla testimonianza del cappellano don Rinaldo Trappo, registrata nel novembre 2008 e completata con il racconto di un altro reduce di quel Battaglione e di 4 reduci già presenti al fronte dall’estate del 1942, avevo scritto, nel 2014, il libretto La Tradotta. Don Trappo al termine di quell’intervista disse: «Degli oltre mille alpini partiti da Garessio per la Russia il 29 dicembre 1942, a casa siamo tornati in 47; alcuni feriti nel corpo o con parti degli arti in vari stadi di congelamento. Tutti, ma proprio tutti, profondamente feriti nell’animo e queste ferite, purtroppo, non si sono più rimarginate».

    Romano Nicolino