CANADA – MONTREAL – Nuovo Gruppo per il 60°

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    Una giornata memorabile quella del 60° della sezione di Montreal. Duecento persone, tra cui diverse delegazioni dall’Italia e dalle altre Sezioni canadesi hanno sfilato per le vie cittadine e si sono date appuntamento alla chiesa dedicata alla Madonna di Pompei dove è stata celebrata la Messa, durante la quale è avvenuta la benedizione e consegna del gagliardetto a Bruno Negrello, capogruppo del neonato gruppo di Montreal.

     

    Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il console generale d’Italia a Montreal Enrico Padula e il vice presidente nazionale dell’ANA e delegato ai contatti con le Sezioni all’estero Ferruccio Minelli. Il “rancio” è stato preparato al “Buffet Le Rizz”, dove in allegria e tra tanti ricordi, si sono rinnovati i sensi dell’amicizia, della fraternità e della solidarietà. Alla festa era presente anche Michele Cometti e i suoi alpini del gruppo di Collio (Brescia), gemellato con la sezione di Montreal. Fernando Bisinella, storico presidente (dal 2003) e colonna delle penne nere locali, ha narrato la storia degli alpini canadesi al “Corriere Italiano”: «Il fondatore della Sezione fu, nel 1954, Rino Zanardelli, un bresciano della zona di Collio, in Val Trompia, e poiché quando si forma un nuovo Gruppo alpino deve essere, per statuto, patrocinato da un Gruppo già esistente, ecco il motivo per il quale abbiamo un rapporto particolare con Collio e gli alpini bresciani. Finché c’è un alpino, c’è un Gruppo o una Sezione».

    Bisinella è nato a Bassano del Grappa ed è emigrato a Montreal nel 1967 con la moglie. Poco dopo il suo arrivo cominciò ad occuparsi della Sezione ANA che, all’epoca, era la sola in Canada. Poi sono nate anche le sezioni di Toronto, Windsor, Vancouver, Hamilton, Edmonton, Ottawa a cui, in seguito, si sono aggiunti altri Gruppi autonomi. La sezione di Montreal conta oggi 120 soci, 40 dei quali hanno oltre 80 anni, e a questa età non è facile tenere viva la “fiamma”…

    Gli alpini si sono inseriti molto bene nel tessuto sociale e si sono prodigati in numerose iniziative benefiche come nel caso delle ultime belle prove di solidarietà: la macchina per i massaggi con ultrasuoni, donata al Centro di Accoglienza Dante e la raccolta di fondi per sistemare i locali del Centro, destinati all’accoglienza di parenti dei bambini malati in fase terminale. Senza dimenticare la solidarietà per le emergenze in Italia, in occasione delle calamità naturali. Bisinella è preoccupato per il futuro dell’Associazione e delle Sezioni all’estero, prive del ricambio garantito dalla leva militare: «Fino alla fine lo spirito alpino dei soci d’oltreoceano resterà intatto, sperando in qualche rapido rimedio».