BELGIO L'incontro degli alpini: pochi ma con l'Italia nel cuore

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    Tutto inizi il 26 aprile: il 40 di fondazione del gruppo dell’Hainaut stata l’indimenticabile occasione d’incontro di tutta la sezione, dei suoi gruppi e tanti alpini residenti in Belgio. Molti di loro sono andati avanti, troppi sono in precarie condizioni di salute persa nelle miniere di carbone, ma ci sono ancora!
    Indimenticabile occasione perch stata festa grande, che ha coinvolto belgi e italiani, di Bruxelles,di Charleroi, di Liegi, di Mons, di Bruggs, le autorit belghe e italiane, l’Ambasciata e consolato italiani, e tanti alpini venuti dall’Italia.
    Le celebrazioni iniziano nel pomeriggio del 26 con un incontro tra il gruppo ANA di Protezione civile di Lavagno (Verona), e i pompieri di Charleroi, impegnati in una simulazione di soccorso alpino. Molti i presenti e grandi applausi a fine dimostrazione. In serata il concerto del coro alpini della sezione di Omegna e della corale polifonica di Lavagno: grande la partecipazione di pubblico e le numerose richieste di bis e i lunghi applausi. La serata si conclusa con un buffet.
    Il 27, con l’arrivo di tutti i gruppi della sezione, alpini e familiari, si formato un lungo ed applaudito corteo che dal centro di Charleroi, si diretto alla Chiesa cattedrale, per la Santa Messa officiata dal cappellano della sezione.
    Commovente al Vangelo, il sermone del cappellano che abbina la parabola evangelica al lungo sacrificio dei nostri alpini nelle miniere: i canti dei cori accompagnano tutto il percorso ecclesiale.
    E’ seguito il corteo, il ricevimento nel maestoso Salone delle Feste dell’Hotel de Ville, dove il sindaco Jacques Van Compel, con la consorte italiana, alla presenza di tutti i consiglieri, ha ricordato l’alto esempio di abnegazione dei nostri emigranti, tra cui tanti alpini friulani ed abruzzesi che si guadagnarono la stima di tutta la popolazione belga e che ormai il Belgio considera propri cittadini.
    Verso mezzogiorno il corteo si ricompone sul piazzale del cimitero di Marcinelle, per rendere omaggio ai nostri minatori morti nello scoppio della miniera del Bois de Caier: 256 vittime di cui 136 italiani e tra questi 57 alpini.
    La commozione accomuna belgi ed italiani, autorit della Regione, i nostri rappresentanti diplomatici tra cui il console generale Gerardo Gerardi Crocini, il gen. Piero Frisone, alpino, rappresentante italiano alla NATO e tanti alpini che si sono fatti interpreti dei sentimenti profondi che li lega al ricordo dei Caduti sul lavoro.
    Alla serata di gala che segue, oltre 400 persone, sono presenti anche le autorit e delegazioni d’arma belghe ed italiane. All’inizio gli inni nazionali: alle prime note di Fratelli d’Italia, tutti in piedi, a cantare. Un vecchio alpino (30 anni di miniera) bonariamente sollecitato a cantare, dice: Non ho pi fiato, l’ho lasciato in miniera, posso solo piangere….. In chiusura, il sindaco di Charleroi e il console hanno reso giusto merito al presidente della sezione Roberto Del Fiol, per l’impegno profuso. Il sindaco lo ha chiamato semplicemente l’amico italiano, e appellativo pi significativo, non si poteva trovare.
    Dal Fiol ha fatto tutto, in queste due indimenticabili giornate: pensato, organizzato, diretto; con i suoi pochi alpini rimasti. Ha fatto tutto e bene.
    Sulla via del ritorno penso a quanto successo, a quanto hanno fatto in cos pochi! Mi esce dal cuore solo un grazie infinito: grazie alpini del Belgio per quello che avete fatto, per quello che siete; una volta ancora riferir al nostro presidente Parazzini che in terra belga battono ancora tanti cuori alpini, forse un po’ stanchi ma pieni d’amore per la nostra Italia.
    Anche se per loro l’Italia fu matrigna, l’amano e non la dimenticano mai!


    Giovanni Franza