ARGENTINA Tra i veci in Argentina

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    Il mio viaggio in Sud America durante la trasferta del Presidente Perona per il 50º di fondazione della Sezione Argentina ha avuto origine turistica. Ma, fin dal primo contatto con gli alpini di Ferdinando Caretti e del suo vice Gianfranco Tuzzi, sul turista ha prevalso la penna nera. Ho perciò subito cercato il contatto con i veci che, prima di partire per la seconda naja , hanno combattuto per l’onore d’Italia.

    Ciò, nonostante avessi già come compagno di viaggio un vecio doc: Antonio Rezia, combattente, 91 anni, già vicepresidente nazionale, già presidente della Sezione ANA di Milano. Durante la cerimonia al Monumento all’Alpino di La Plata, ho così conosciuto Giuseppe Raus, classe 1915, combattente nell’Edolo in Grecia e Russia, già Vice Console alla Plata e fondatore del Gruppo ora guidato da Umberto Sina, che ancora ringrazio per il dono del suo vecchio guidoncino in cambio di quello del mio Gruppo. Ho poi vissuto un momento commovente il giorno dopo a Buenos Aires prima della sfilata e della S. Messa officiata dall’intramontabile Mons. Luigi Mecchia.

    Mi sono trovato davanti un vecio. Era sorretto da un bastone, ma da Lui emanava una vitalità e una fierezza difficilmente riscontrabile nelle giovani leve. Mi ha voluto mostrare i documenti da combattente. Però mi ha invitato a dimenticare il suo nome perché aveva combattuto anche nella Monterosa e non desiderava creare polemiche. Inutilmente gli ho ricordato che per l’ANA la questione è superata.

    Ho un rammarico: non ho potuto approfondire quei contatti per mancanza di tempo e soprattutto perchè, durante i convivi, gli alpini ospiti, per ragioni organizzative, erano separati dai locali. Un suggerimento: si favoriscano le tavolate miste. È con le gambe sotto lo stesso tavolo che ci si conosce, si fa amicizia, si racconta e si ascolta. Soprattutto si apprezza il sapore e si accresce il valore del vivere alpino.

    Giobott