ANA e Monterosa

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    Ti scrivo una lettera anche se non ho fiducia di vederla pubblicata fra Le lettere al direttore . Sono stato ufficiale degli alpini per quasi cinque anni, metà dei quali con il Regio Esercito, btg. Exilles, 3º rgt., e metà con l’Esercito Repubblicano Monterosa . Naturalmente sono iscritto alle due Associazioni: ANA e Monterosa, però mi piacerebbe prima di morire vederle riunite. Gli alpini non sono mai stati né fascisti né antifascisti, ma militari che hanno fatto il loro dovere con il pensiero della Patria Italia. Ci si stringe la mano fra nemici come soldati russi o tedeschi e non fra fratelli della stessa Patria! Lasciamo da parte gli eroismi di pochi: la guerra 1940 1945 non era sentita soprattutto da quelli che erano alle armi. All’8 settembre 1943 c’era un solo pensiero la guerra è finita, torniamo a casa . Così pensavo quando sono uscito dal campo di concentramento tedesco per continuare la guerra come era cominciata e che comunque non poteva durare. A guerra finita credevo di aver fatto il mio dovere invece sono stato punito (poi perdonato) dagli antifascisti che si davano per vincitori, mentre io ero fra gli stupidi perdenti (così mi ha chiamato un mio amico partigiano). Ma gli alpini regi o repubblicani si sono fraternamente abbracciati ricordando le avventure di ognuno. Siamo tutti alpini.

    Giov. Marco Franceschini Brescia

    La lettera esprime sentimenti sinceri. Sull’auspicio di vedere le due associazioni riunite bisogna rivolgersi al ministro della Difesa. Però permettimi bonariamente una tiratina di orecchie: non avere fiducia di vedere pubblicata la tua lettera su L’Alpino non è un complimento per il suo direttore.

    Pubblicato sul numero di novembre 2008 de L’Alpino.