Al Contrin, ora più bello e grande

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    Quando, il 6 settembre 1915, uno dei ben assestati colpi d’artiglieria del Saltamartin , il cannone da montagna da 70 mm (così chiamato dagli alpini per il suo forte rinculo), distrusse la Contrinhaus che ospitava il comando austriaco, il destino del rifugio pareva inesorabilmente segnato. L’azione era stata condotta dagli alpini del battaglione Val Cordevole , lo stesso del quale faceva parte il tenente Arturo Andreoletti, che avevano trasportato con abilità il pesante pezzo d’artiglieria (la sola bocca da fuoco pesava un quintale) e le munizioni attraverso la Val Cordevole e il Passo delle Cirelle.

     

    Terminata la guerra e divenuto presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, fu proprio Andreoletti che aveva sostenuto l’idea di compiere l’azione contro il rifugio, a volerlo ricostruito. Gli alpini lo riedificarono più ampio e solido, e lo inaugurarono con una grande festa il 15 luglio 1923. Sulla facciata della costruzione fu apposta una targa: L’Associazione Nazionale Alpini, italianamente operando, volle riedificato questo rifugio e lo affida ai fratelli di queste vallate, in pegno del vigile affetto della Patria .

    Parole che quasi un secolo dopo suonano quanto mai attuali a vedere gli alpini e centinaia di amanti della montagna attorno al Contrin per celebrare il 27º raduno. Sono saliti con ogni mezzo e sono tornati a quel rifugio che lo stesso Andreoletti aveva voluto fosse dedicato all’accoglienza, come ha ricordato il presidente nazionale Corrado Perona nel suo intervento: Una parola che significa non solo compagnia e fratellanza ma anche amor di Patria e che ci ricorda anche i nostri fratelli morti in guerra su queste montagne, in questo splendido paradiso .

    Lo spirito di quegli alpini è vivo ancora oggi: Nei giorni scorsi ero a Torino ha proseguito Perona e ho voluto incontrare Cristina Buonacucina (l’alpina ferita nell’attentato dello scorso 17 maggio), e ho visto il sorriso e anche la determinazione con la quale combatte il dramma che l’ha colpita. In lei ho visto quello stesso spirito alpino, che è la matrice con la quale è nato il nostro Corpo, che ci ha fatto crescere e ci ha reso Uomini . Anche il colonnello Maurizio Paissan, in rappresentanza del Comando Truppe alpine, citando un brano scritto da Attilio Calvi, ha parlato degli alpini in armi e del luogo in cui operano, la montagna, che ha la splendida particolarità di formare persone non solo brave tecnicamente, ma uomini di carattere.

    Maurizio Pinamonti, vice presidente della sezione di Trento che quest’anno festeggerà il 90º di fondazione, ha ringraziato l’ANA e il vice presidente nazionale Sebastiano Favero per l’attenzione e l’impegno con cui hanno ristrutturato il rifugio, oggi dotato di ogni comfort. Dall’altare sullo spiazzo accanto alla cappella dedicata ai Caduti, gremito di vessilli e gagliardetti, padre Ippolito (Hippy) ha celebrato la Messa tenendo fede al motto prediche corte e luganeghe lunghe . E così è stato.

    In fondo, quando in una giornata come quella che è stata al Contrin, i nostri occhi vedono nel cielo terso il sole scintillante sulle vette delle Dolomiti, i verdi e ubertosi declivi puntinati di larici e abeti, un fiume che scorre a valle, capiamo che esiste qualcosa di superiore e che ci sono cose che vanno al di là delle parole. Occorre solo esserci.

    Matteo Martin

    Il rifugio Contrin, di proprietà dell’ANA, è gestito dal 1974 dalla famiglia De Bertol che riserva un prezzo speciale per i soci alpini. Per prenotazioni: rifugio Contrin ANA, loc. Val Contrin, 38032 Canazei (TN) Tel. 0462/601101, cell. 392/9480794; e mail: info@rifugiocontrin.it www.rifugiocontrin.it.

    Pubblicato sul numero di luglio agosto 2010 de L’Alpino.