Agricoltura e scuola a sostegno dell’Afghanistan

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    La possibilità di crescita e di ritorno alla normalità in Afghanistan passa soprattutto attraverso i tanti progetti umanitari di assistenza e ricostruzione sul territorio. Un bellissimo esempio è quello realizzato nella provincia di Herat, dove il contingente italiano ha collaborato per rendere più funzionale la “Urdu Khan Farm”, un’azienda agricola sperimentale. In cinque mesi di lavoro è stata costruita un’area che permetterà l’esposizione e la vendita delle centinaia di prodotti ortofrutticoli coltivati presso il Centro; alcuni sono prodotti di primissima qualità come le pesche e una varietà d’uva eccellente.

     

    Alla cerimonia d’inaugurazione è intervenuto il governatore di Herat Daud Saba e il colonnello Aldo Costigliolo, comandante del Provincial Reconstruction Team- CIMIC Detachment, l’unità militare italiana dedicata alla realizzazione dei progetti di sviluppo, costituita da militari del 1° reggimento artiglieria da montagna della brigata Taurinense e del CIMIC Group South di Motta di Livenza. Nell’azienda vengono sviluppate tecniche di crescita e piantumazione moderne che una volta condivise con i contadini della zona consentiranno lo sviluppo di un’agricoltura intensiva.

    Il centro sperimentale è considerato il fiore all’occhiello del dipartimento dell’agricoltura e garantisce una trentina di posti di lavoro tra tecnici, agronomi e operai, che salgono fino a 150 operatori nei periodi di raccolta. In Afghanistan sono attive sei aziende agricole sperimentali che rientrano in un progetto internazionale per lo sviluppo dell’agricoltura locale denominato Perennial Horticulture Development Project. Il progetto, fortemente sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura afgano e sovvenzionato con fondi dell’Unione Europea, vede anche il coinvolgimento di alcune aziende italiane, nonché delle Università di Firenze e Bologna.

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    La tutela delle risorse sul territorio va di pari passo con l’istruzione, da sempre ai primi posti per garantire una migliore qualità di vita alle nuove generazioni. Ultima iniziativa in ordine di tempo è la costruzione di una nuova scuola nel villaggio di Kalat-e Kalil, realizzata dagli alpini della Taurinense, comandati dal generale Dario Ranieri. La struttura ospita circa 800 studenti e studentesse ed è composta da dodici aule complete di banchi, sedie, lavagne e tutto il necessario per svolgere le lezioni.

    Il progetto di è stato realizzato in soli cinque mesi con un costo complessivo di 140.000 euro, cui vanno aggiunti i 14.000 forniti dalla componente slovena del Provincial Reconstruction Team per le attrezzature scolastiche. Dal 2005 ad oggi sono stati investiti per l’istruzione oltre 10 milioni di euro e sono stati realizzati ben 81 centri scolastici. Nella sola provincia di Herat la situazione è in costante miglioramento, in una decina di anni le iscrizioni a scuola sono triplicate e gli iscritti all’Università sono più di diecimila, di cui quasi la metà ragazze.