Agli uomini del Servizio d'Ordine: Bravi, alpini, bravi

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    L’Adunata anche Servizio d’ordine.

    di Viviana Mazza


    Dislocati lungo il percorso della sfilata alla 75 Adunata di Catania, dalla partenza in piazza Verga alla tribuna di piazza Universit, gli alpini del servizio d’ordine, diretti da Giorgio Balossini, sono rimasti per sei ore al di qua delle transenne a regolare l’attraversamento della gente negli intervalli tra una sezione e l’altra. Anche quando il bel tempo se n’ andato, un quarto d’ora a mezzogiorno, e soffiava vento e pioveva forte: Pazienza, prendiamo l’acqua.
    Impegnati nella logistica nei giorni precedenti, hanno avuto poco tempo per vedere la Sicilia, ma nel vivo della folla, tutta tricolore, fiori e canti, commentava alla fine Albino Seppi di Bolzano: Questo spetttacolo non me lo scorder mai.
    Facevano servizio d’ordine e servizio informazioni, spiegando, come Renato Valsecchi, storia e glorie degli alpini ai catanesi famiglie intere che applaudivano, gridavano Bravi gli alpini, bravi e domandavano, poich gli echi degli altoparlanti giungevano solo a pochi metri dalle tribune.
    Civili con la mentalit di militari, li ha definiti il colonnello Sammartino alla Caserma Sommaruga, che li ha ospitati a Catania. Amici spiegava Mirto Lorenzato di Vicenza uno tira l’altro, e passandosi la voce si ritrovano a svolgere un servizio gratuito per gli altri.
    Pugno di ferro e guanto di velluto, aveva raccomandato il presidente dell’ANA Giuseppe Parazzini consegnando loro due giorni prima i premi per il lungo servizio.
    E all’inizio della sfilata, quando in piazza Verga qualcuno aveva aperto da s e superato le transenne, Eugenio Tarroni di Faenza, penna d’oro per i suoi 30 di servizio, cercava di fare ordine senza offendere nessuno.
    Un po’ cabarettisti alcuni, speaker improvvisati sotto un tendone in piazza Verga, si passavano il microfono intrattenendo chi sfilava fradicio e chi, spettatore nella pioggia intermittente, correva per ripararsi dalla piazza ai portici del tribunale antistante.
    Abbiamo portato l’acqua in una terra assetata scherzavano, mentre un catanese stretto insieme a loro sotto la pensilina dell’autobus, ripeteva cento volte Mi dispiace, qui non piove mai, come fosse colpa sua.
    E intanto gli alpini in attesa di sfilare ripulivano tombini otturati per far defluire l’acqua. Certo, sarebbe meglio fosse vino, ma ci crescono le piume in testa.
    Bagnato ma felice, sorrideva Roberto Pianto, 59 anni, spillino del Tirano sul cappello sobrio: l’anno prossimo sar premiato per 25 anni di servizio e vuole proprio arrivarci ai 30, pur essendo in invalidit da 15 anni per un infarto e un incidente.
    Qualcuno marciava coi compagni di sezione dalla zona di ammassamento alla partenza, ma poi come proprio dovere li lasciava andare.
    Al proprio posto, in coda al corteo, gli uomini in verde chiudevano infine la sfilata raccogliendo i compagni via via lungo il cammino. Li seguiva straripando in strada la folla di spettatori, col sole ritornato in cielo. Bravi, gridava fila per fila un bambino pantaloni da fanteria e cappello alpino acquistato in bancarella. E tutt’intorno strette di mano e abbracci.
    Troviamo citt fredde, qua invece.
    Grazie a voi di esserci, E’ stato un piacere avervi, ‘Resterete nei nostri cuori….