66° di Nikolajewka

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    COLICO Alpini in armi e in congedo uniti nel ricordo

    Una giornata fredda ma conclusasi con un sole radioso e splendente. Lassù in alto, l’intenso azzurro del cielo faceva da sfondo al pulviscolo che il vento sollevava sopra le cime, innevate come non mai. Una fitta schiera di vessilli sezionali, fra cui quello della sezione Germania, ed un numero imponente di gagliardetti, rendeva gli onori ai nostri soci alle armi, gen. C.A. Armando Novelli, gen. D. Bruno Petti, gen. B. Gianfranco Rossi, comandante della Julia, col. Simone Pietro Giannuzzi comandante del 5º alpini. Più tardi alzabandiera, salutata anche dai ragazzi del picchetto del btg. Morbegno sulle note sempre coinvolgenti della fanfara della brigata Julia (che la sera precedente aveva tenuto un applauditissimo concerto a Gravedona). La presenza degli alpini in armi, rappresentati anche dai comandanti al massimo livello, ha voluto essere anche la partecipazione alla celebrazione militare della ricorrenza di Nikolajewka che solitamente si svolge ogni anno a Vipiteno. Solennemente, a Colico alpini in armi e alpini in congedo, sono stati uniti nel ricordo. Il presidente della sezione di Colico, Luigi Bernardi, sorvegliava attento a che tutto procedesse nel migliore dei modi, secondo i ritmi previsti, permettendo alle massime autorià prefetto, questore, comandante dei Carabinieri, comandante della Guardia di Finanza di trovarsi a loro agio. Non mancavano, ovviamente, i Reduci, circondati da un caloroso abbraccio personale da parte di tutti. Spiccava, per il suo sempre accattivante sorriso, monsignor Gaetano Bonicelli, che presiedeva la Messa a suffragio dei Caduti sul fronte russo, mentre la figura santa del cappellano per antonomasia don Carlo Gnocchi, veniva ricordata dal Presule. Chiudeva la serie degli interventi il vice presidente nazionale Alessandro Rossi, che unitamente all’altro vice presidente Carlo Bionaz, portava il saluto del CDN e del presidente Perona. Rossi, ricordando l’ultimo scontro decisivo a Nikolajewka, vittorioso anche sulla forza delle armi, si interrogava sul significato del ricordo 66 anni dopo, trovando, in un momento intenso e profondo rappresentato dal giuramento che dobbiamo prestare a chi ha donato la vita per gli altri, la risposta solenne ad uno struggente quesito.

    Alessandro Rossi


    ISOLA DEL GRAN SASSO (SEZIONE ABRUZZI) Una sfilata che non finiva mai

    Dopo l’onore ai Caduti e relativa deposizione di corone, lo scambio di saluti tra il sindaco di Isola (quasi un veterano della manifestazione con ben 11 presenze ufficiali ) ed il vice presidente vicario Marco Valditara, gli alpini convenuti ad Isola del Gran Sasso per le consueta commemorazione della battaglia di Seleny Jar si sono ritrovati nella sala civica per partecipare ad una serata dedicata al ricordo, dal titolo davvero suggestivo Gli alpini abruzzesi dal Ponte di Perati a Seleny Jar . Si è voluto ripercorrere l’avventura tragica ma eroica del sacrificio abruzzese nelle campagne di Grecia e di Russia, attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti più o meno illustri. E così i ricordi di Giacomo Lombardi, di Luigi Rolandi, di Peppino Prisco e di tanti abruzzesi hanno fatto rivivere una storia che gli alpini non hanno alcuna intenzione di dimenticare. Una storia di dolore, di sangue, ma anche esempio di virtù elevatissime, di fratellanza, di amore per il fratello, di senso del dovere, di forza e di tenacia contro tutto e contro tutti. La domenica, poi, la grande sfilata da Isola del Gran Sasso al santuario di San Gabriele, aperta dal vessillo abruzzese delle grandi occasioni (quello con l’aquila, per intenderci) ha chiuso la commemorazione. Cinquemila, seimila, diecimila il numero esatto degli alpini non lo si saprà mai. Una cosa è certa: la sfilata sembrava non finire mai e il santuario di San Gabriele, noto per la grande capienza, straboccava di alpini. Per dirla in breve: tantissima gente. Segno che la semplicità e il ricordo, che la concretezza e la caparbietà sono ancora valori importanti per l’Italia reale.

    Cesare Lavizzari

    CONEGLIANO Sui binari della memoria

    Nikolajewka è idealmente unita a Conegliano da quel filo d’acciaio che si chiama rotaia che unisce città e nazioni, ma che per sua natura rappresenta uno sbarramento artificiale. Ecco la necessità dei sottopassi per migliorare la vita quotidiana come è a Conegliano, o per salvare migliaia di vite umane, come avvenuto a Nikolajewka durante il secondo conflitto mondiale. Il capogruppo Pietro Masutti a nome del gruppo Città M.A. Olindo Battistuzzi , ha così ricordato quanti del Gruppo Conegliano di artiglieria da montagna della Julia hanno vissuto momenti drammatici ed eroici in terra di Russia. Olindo Battistuzzi era uno di loro, le date del decreto di conferimento della Medaglia d’Argento si riferiscono ai giorni 16 30 gennaio 1943, i giorni decisivi dell’attacco per romperne l’accerchiamento. Una targa in rame riporta: Qui è riposta terra di Nikolajewka. Vide l’eroico sacrificio della migliore gioventù. Fronte di guerra russo agosto 1942 gennaio 1943. La terra riposta è quella raccolta dal vice presidente della Provincia di Treviso e capitano degli alpini Floriano Zambon, lo scorso anno in gennaio, durante il pellegrinaggio organizzato da un alpino protagonista in terra di Russia, Lino Chies (a lui è legata la realizzazione dell’asilo a Rossosch del 1993), che ha donato per l’occasione un frammento di mattone del sottopasso di Nikolajewka inserito con la terra nella preziosa teca posta a memoria. Il Corocastel Conegliano ha eseguito una toccante armonizzazione della poesia Io resto qui , posta sotto la targa, che ha emozionato i presenti nel momento del raccoglimento successivo alla deposizione. Agli interventi del sindaco Alberto Maniero e del presidente sezionale Battista Bozzoli è seguito quello del presidente nazionale Corrado Perona, che ha subito parlato con reverenza ai due veci reduci di Russia, Pietro Minet e Egidio Pini, ricordandone i drammatici momenti vissuti, dimostrando loro affetto e gratitudine. Parlando degli alpini, ha messo in evidenza il grande impegno sociale espresso, perché è un impegno offerto, di disponibilità verso il prossimo, e mai svolto perché imposto e lo dimostrano tutte le opere di solidarietà realizzate. La Fanfara alpina ha infine salutato musicalmente i numerosi gagliardetti e i vessilli delle sezioni di Conegliano, Pordenone e Belluno che neppure il tempo inclemente ha potuto tenere lontano.

    Silvano Armellin


    VARESE In pellegrinaggio al Sacro Monte

    Il 26 gennaio si è tenuto l’annuale pellegrinaggio degli alpini al Sacro Monte di Varese per commemorare la battaglia di Nikolajewka. Centinaia di alpini provenienti dalla provincia di Varese e da quelle limitrofe, con vessilli e gagliardetti, si sono ammassati all’Arco della Prima Cappella, insieme a militari di varie armi, a rappresentanti della Protezione Civile, delle associazioni d’Arma e autorità. Le fiaccole hanno illuminato la via al corteo, preceduto dal vessillo sezionale, mentre il fluire degli alpini sul sentiero era scandito dalla recita del Rosario. Nella meditazione dei misteri sono stati ricordati i 60 mila alpini Caduti, le migliaia di feriti e quanti consentirono con il loro sacrificio il rientro in Patria dei loro commilitoni. La S. Messa a suffragio di tutti gli alpini andati avanti è stata concelebrata dal vicario episcopale mons. Stucchi con l’arciprete del Santuario e i cappellani militari della provincia. Davanti all’altare era stata posta un’urna contenente la terra d’una tomba in Russia portata da Sarajevo Albisetti, fratello del capitano Dorligo Albisetti, Medaglia d’Argento al Valor Militare. La teca è conservata nel Santuario del Sacro Monte dal 1988. Dopo la Preghiera dell’Alpino ha commemorato la Campagna di Russia Vittorio Brunello, direttore de L’Alpino , che ha tratteggiato con intensità i fatti drammatici legati alla battaglia di Nikolajewka, sottolineandoli con episodi legati alla sua esperienza personale di vita e alle testimonianze raccolte dagli amici dell’Altopiano di Asiago. Ha ricordato i valori di onore e solidarietà, di spirito di sacrificio e forza di volontà che contrassegnarono gli alpini durante tutta la terribile esperienza di questa infausta campagna, valori diventati un punto di forza e un’eredità comune che non può essere dimenticata.

    Rosalba Ferrero

    VIAREGGIO (SEZIONE PISA LUCCA LIVORNO) Due giorni per Nikolajewka e Walujki

    Per due giorni, sabato 17 e domenica 18 gennaio Viareggio, città di mare, ha respirato l’aria di montagna per la presenza di numerosi alpini e del presidente nazionale Corrado Perona. Si è celebrato infatti il 66º anniversario delle battaglie di Nikolajewka e Walujki. Già la giornata di sabato ha visto come prologo, numerose manifestazioni collaterali, a dimostrazione della perfetta organizzazione del gruppo di Viareggio. Alle ore 9 è stata inaugurata dai due reduci dal fronte russo Carlo Vicentini e Beppe Barsanti la mostra intitolata Non solo stellette , presso lo studio del maestro Michetti nei pressi del comune di Viareggio. Alle ore 14 la cerimonia della deposizione di una corona d’alloro al Sacrario Alpini della Versilia, a Pontestazzemese, eretto a ricordo delle 600 penne mozze della Versilia cadute sul fronte russo; alle ore 15.45 incontro con l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva ed il vice sindaco del comune di Viareggio Benincasa presso la sala di rappresentanza del Comune sull’argomento Alpini oggi . Per chiudere in bellezza la giornata, al Teatro Jenco veniva rappresentato dalla compagnia teatrale di Fossano lo spettacolo Talianski Karasciò Ricordi degli alpini in Russia . Il ricavato della serata è stato devoluto in beneficienza all’Associazione BESVA di Milano impegnata nella ricerca per la cura delle malformazioni infantili. La domenica ammassamento presso la piazza antistante il comune di Viareggio e il gemellaggio fra il gruppo di Viareggio ed il gruppo di Solagna, nella sala di rappresentanza del Comune. Erano presenti: la Medaglia di Bronzo al Valor Militare ten. Carlo Vicentini ed il reduce Beppe Barsanti, molto applauditi, il presidente nazionale Corrado Perona, i consiglieri Lavizzari e Balleri, il presidente della sezione Pisa Lucca Livorno Canini con il consiglio al completo, il sindaco di Solagna (Vicenza), il vice presidente della Provincia di Vicenza Dino Secco e Gian Andrea Bellò quale rappresentante della Provincia di Lucca. Inoltre i sindaci, Lunardini di Viareggio, Buratti di Forte dei Marmi, Silicani di Stazzema, Benedetti di Pietrasanta e l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva. Oltre ai numerosi gruppi della sezione Pisa Lucca Livorno, quelli di Solagna, di Pavone del Mella, di Trofanello, di Arborio e di Paspardo. Dopo la sfilata per le vie del centro storico, la Santa Messa presso la chiesa dei Francescani e la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti di piazza Garibaldi ed infine, presso la sede del gruppo di Viareggio, è stata scoperta una scultura in marmo raffigurante un cappello alpino donato dal gruppo alpini di Solagna. A questa cerimonia ha partecipato anche il presidente nazionale Corrado Perona, che ha avuto parole di elogio per il capogruppo Paolo Benedetti al quale ha confermato che Viareggio ha tutte le prerogative per ospitare in futuro manifestazioni più importanti. La sezione Pisa Lucca Livorno ha ricordato l’anniversario di queste due cruente battaglie anche a Pontedera e a Bagni di Lucca Comune dal quale partirono per il fronte russo 101 alpini senza più far ritorno a baita dove, alla presenza delle massime autorità cittadine e di numerosi alpini, ha tenuto l’orazione ufficiale il consigliere nazionale Balleri, socio di questo gruppo.

    Roberto Andreuccetti


    BORMIO (sezione Sondrio) Come ogni anno, S. Messa in ricordo di chi non tornò dalla Russia e di coloro che sono ‘andati avanti’.


    CASTELVECCANA (sezione Luino) Celebrazioni di Nikolajewka il 1º febbraio.


    COLDA (sezione Sondrio) Nikolajewka, 1 febbraio, alla presenza di Corrado Perona.


    MORBEGNO (sezione Sondrio) Il 24 gennaio ricordata Warwarovka.


    CARGNACCO (sezione Udine) Il 25 gennaio al tempio di Cargnacco.

    DARFO BOARIO TERME (sezione Vallecamonica)

    Domenica 25 gennaio la città di Darfo Boario Terme ha accolto moltissimi alpini che da tutta la Vallecamonica, e non solo, hanno testimoniato la loro vicinanza a quei reduci che, nonostante l’età non più giovanile, hanno voluto presenziare alla cerimonia celebrativa del 66º di Nikolajewka. Il corteo, aperto dal Vessillo scortato dal presidente della sezione ANA Vallecamonica Ferruccio Minelli, dal sindaco Francesco Abondio, dal consigliere nazionale Cesare Lavizzari e dal ten. col. delle Truppe alpine Luigi Rossi, ha raggiunto la chiesa, ove l’Ordinario Militare emerito mons. Gaetano Bonicelli ha concelebrato la S. Messa con i cappellani alpini don Lorenzo Cottali e don Massimo Gelfi. La celebrazione è stata accompagnata dai canti del coro ANA di Boario Terme. Dopo il saluto del capogruppo di Darfo Mario Sala, mons. Bonicelli ha ricordato le figure di don Carlo Gnocchi, di cui è prossima la beatificazione, e di don Guido Maurilio Turla, reduce di Russia e realizzatore della artistica chiesa dedicata alla Madonna. Ha concluso la cerimonia l’intervento del consigliere nazionale Cesare Lavizzari.


    CAVRIAGO (sezione Reggio Emilia)

    Presentazione del monumento al gen. Luigi Reverberi, a Cavriago (suo paese natale) il 25 gennaio con grande partecipazione di alpini e di pubblico. Nikolajewka non poteva essere celebrata meglio di così in quanto oltre ad onorare tutti i Caduti, abbiamo voluto rispettare anche un desiderio dei nostri reduci. Nella foto da sinistra a destra il capogruppo Mattia Zurli, il sindaco di Cavriago Vincenzo Del Monte, il vice presidente vicario Marco Valditara e il presidente sezionale Ivo Castellani. La giornata è stata anche caratterizzata dalla visita al cimitero di Montecchio Emilia presente una folta delegazione della sezione di Brescia con il presidente Forlani.


    MASSA CARRARA Nel ricordo dei Caduti della Cuneense

    A Casola Lunigiana, nel 66º della battaglia di Nikolajewka, cerimonia per commemorare gli alpini Caduti e dispersi in Russia. Dopo l’alzabandiera sono stati resi gli onori al Gonfalone della Provincia, decorato di Medaglia d’Oro al V.M. e a quello del comune di Casola Lunigiana decorato di Medaglia d’Oro al merito civile. La S. Messa è stata celebrata dal cappellano alpino don Sergio Rosaia, quindi si è formato un corteo che ha raggiunto il monumento ai Caduti ove è stata deposta una corona d’alloro. Il sindaco alpino Pier Giorgio Belloni ha svolto l’orazione ufficiale.


    TEGLIO (sezione Sondrio) Commemorazione di Nikolajewka a Teglio nella chiesa di Sant’Antonio, celebrata dal cappellano militare don Mario Simonelli.


    CIGOGNOLA (sezione Pavia) La cerimonia organizzata dal gruppo alpini di Broni, del 66º anniversario della battaglia di Nikolajewka.


    INTRA Grande concorso di alpini a Intra per la celebrazione del 66º di Nikolajewka testimoniato da numerosi vessilli e gagliardetti.


    SALUZZO Per commemorare Nowo Postojalowka corteo, preceduto dal Gonfalone della Città e celebrazione della Santa Messa in suffragio dei Caduti della Cuneense. Quindi onore ai Caduti e deposizione di una corona al Monumento all’Alpino che non è tornato .


    SALSOMAGGIORE TERME (sezione Parma) Commemorazione intersezionale di Nikolajewka dell’Emilia Romagna tenuta a Salsomaggiore Terme. Presenti anche gli alpini della Sezione Carnica.

    SOLIGHETTO (sezione Conegliano) Un ricordo lungo 60 anni

    Nella frazione di Pieve di Soligo da oltre sessant’anni si ricorda il sacrificio dei soldati italiani che hanno combattuto sul Don. Proprio a Solighetto, nell’atto di fondare il gruppo alpini, Giovanni Pansolin, uno dei pochi a rientrare dalla Russia, ebbe la grande intuizione di onorare degnamente tutte le Penne Mozze di quella drammatica epopea con una specifica cerimonia nell’anniversario della fatidica battaglia di Nikolajewka alla quale egli stesso prese parte. Da quel lontano gennaio del 1946, quindi, per la prima volta in assoluto in Italia, si cominciò a celebrare quell’evento.


    CAIRO MONTENOTTE (sezione Savona) Ricordati i Caduti della Cuneense

    Alpini e folla delle grandi occasioni a Cairo Montenotte per commemorare i Caduti della Divisione Cuneeense a Novo Postolajowka, villaggio toccato dalle Truppe alpine durante la ritirata della Campagna di Russia. Cairo Montenotte è molto legata alla Divisione Cuneense, perchè ospitava una caserma nella quale gli alpini in partenza per la Russia passarono a ritirare le divise ed il vettovagliamento. Molti alpini dei paesi della Valle Bormida presero parte alla Campagna di Russia, inquadrati per la maggior parte in tale Divisione e la maggior parte di loro non fece più ritorno. Giornata uggiosa e fredda, con parecchia neve ai lati delle strade toccate dalla sfilata che ha portato i partecipanti, dopo la deposizione di una corona al Monumento all’Alpino, nella chiesa Parrocchiale per la S. Messa. Erano presenti le massime autorità civili e militari della città, oltre al presidente sezionale Gian Mario Gervasoni, accompagnato dai consiglieri sezionali, dai vessilli sezionali di Mondovì e Pavia, da molti capigruppo con i loro gagliardetti e numerosi alpini. Commovente anche la folla composta di persone che faceva ala alla sfilata e che si è riversata in chiesa per la cerimonia religiosa. Nell’omelia il celebrante, il colombiano don Carlos, ha richiamato l’attenzione sul sacrificio degli alpini Caduti per la Patria, i valori che essi rappresentano nella vita sociale di tutti i giorni. Il presidente Gervasoni, ha tracciato a grandi linee gli avvenimenti della disastrosa ritirata di Russia incentrati su Novo Postojalowka. Ha ricordato inoltre che uno dei cardini e dei doveri dell’ANA è la memoria, che gli alpini proseguono il loro cammino nel ricordo di quanti di loro sono andati avanti .

    Pubblicato sul numero di marzo 2009 de L’Alpino.