1º RAGGRUPPAMENTO – In riunione ad Alessandria

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    Il 3 luglio, nella storica Cittadella di Alessandria, sui cui bastioni il 10 marzo 1821 venne innalzato per la prima volta nella storia d’Italia il vessillo tricolore, si sono riuniti i responsabili del 1º Raggruppamento.

    L’incontro ha avuto un prologo conviviale la sera precedente con l’arrivo del Presidente nazionale Sebastiano Favero, ospite d’onore nella sede della Sezione di Alessandria, al quale sono stati donati un distintivo in argento, opera del nobile artigianato orafo di Valenza, raffigurante la silhouette della Cittadella a racchiudere il logo associativo e un ritratto in acrilico su legno, realizzato dall’alpino Bruno Di Pieri del Gruppo di Ovada.

    Nell’occasione è stata conferita la presidenza sezionale onoraria a Bruno Cassino, plurimandatario Consigliere sezionale e storico Capogruppo di Garbagna, a riconoscimento dell’impegno e della fedeltà associativa. Il mattino seguente le settecentesche mura della Cittadella hanno accolto i componenti delle commissioni – che per la prima volta in assoluto si sono riunite contemporaneamente – schierati a fianco del vessillo sezionale, di fronte al pennone della piazza d’armi, per la cerimonia dell’alzabandiera.

    Dopo il saluto del Presidente sezionale Dalchecco, del Presidente nazionale Favero e del sindaco Cuttica di Revigliasco sono stati resi noti i nomi e premiati i vincitori del concorso grafico indetto dalla Sezione di Biella per il logo, che illustrerà le diverse iniziative indette a celebrazione del primo secolo di vita sezionale. L’elaborato giudicato migliore è opera di Giulia Buzzi del liceo artistico Carrà di Valenza.

    I lavori della riunione dei Presidenti e delle Commissioni Centro Studi, Protezione Civile, Sport e Giovani nei locali riservati si sono protratti per il resto della mattinata, seguendo i rispettivi ordini del giorno. Al termine i partecipanti sono stati accolti sotto l’ampia tensostruttura allestita per il pranzo, preparato dai Gruppi di Felizzano, Solero e Valenza grazie all’efficiente cucina da campo della Protezione Civile. Il “liberi tutti” ha archiviato la due giorni che ci ha arricchito, umanamente e associativamente.

    Gian Luigi Ceva