Articolo Alpino

TRENTO - Esperienza nelle scuole


  Argomento: Trento

Articolo di tipo Le Nostre Sezioni   pubblicato nel numero di Ottobre 2018 dell'Alpino


In occasione del centenario della Grande Guerra, il Gruppo di Monte Casale, in collaborazione con il Gruppo culturale della Sezione di Trento, ha organizzato e promosso, per gli studenti delle terze classi della scuola media di Dro, un incontro dal titolo: “...Ricordare ...Capire... Per un futuro di Pace”. Raccontando la storia degli alpini e del loro impegno a favore della società civile, dei “Nuvola” e della Protezione Civile, delle missioni di pace all’estero, del Milite Ignoto, dei nostri Caduti, dei profughi di ieri e di oggi, delle nostre emozioni.

Queste le impressioni di una studentessa, Valeria S., classe 3B: “Per aumentare l’interesse di un gruppo di adolescenti come noi, gli alpini ci hanno fatto ripercorrere la storia usando storie, lettere, testimonianze e molti materiali interattivi che a noi ragazzi piacciono molto. Ci hanno anche fatto ascoltare delle canzoni per loro significative. Quella che ricordo meglio è “Ta-pum”, canzone molto nota in trincea durante la guerra. Il suo ritornello vuole ricordare il rumore dello scoppio di bombe e granate. Durante la guerra, le cose non sono come immaginiamo o come vogliono farci credere i numerosi telegiornali. La guerra non è un gioco perché non c’è un vincitore: tutti perdono.

Tra le tante lettere che ci hanno letto, una mi ha colpita molto più delle altre: è stata scritta da un uomo per chiedere scusa al comandante e per spiegargli i motivi della sua fuga dal fronte. L’uomo illustra la sua vita da contadino, i suoi doveri e le sue innumerevoli responsabilità; conclude la lettera lasciando il suo paio di scarpe al comandante e lanciando un messaggio molto significativo: «Non scappo, ma devo fare il contadino». Questa lettera mi ha fatto riflettere e confrontare le due realtà: la nostra e quella in cui quell’uomo e tanti altri vivevano. Ho anche confrontato i rapporti sociali: l’uomo diceva che la sua “famiglia” gli sarebbe mancata molto, insieme alla divisa di cui era tanto fiero. Secondo me, è una lettera molto importante e toccante in certi punti.

Ci sono molte lettere e poesie del genere, tra cui anche alcune di Ungaretti. In molti luoghi c’è ancora oggi la guerra. Gli alpini sono tra quelle persone che aiutano la popolazione a riprendersi da un clima di violenze e distruzione. Come si può capire, il lavoro di un alpino è molto importante e intenso! Anche loro, infatti, hanno un luogo dove possono passare il loro tempo insieme: questo posto si chiama baita. È una semplicissima casa, che per loro però è parecchio importante. Importante è anche il cappello con la penna nera, da cui non si separano mai. Dopo tutte le loro spiegazioni, siamo riusciti a trovare anche un acrostico: Amore, Lavoro, Patria, Ideali, Natura, Orgoglio! È stato un incontro davvero speciale e interessante. Grazie mille ai nostri fantastici alpini!”.

  09/10/2018

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