Contenuto

Ospedale da campo


  Argomento: Ospedale da campo


Gruppo di Intervento Medico Chirurgico
OSPEDALE DA CAMPO
Fondazione ANA ONLUS

 

  • Sede direttiva: GIMC - Ospedale da Campo A.N.A.
    c/o ASST Papa Giovanni XXIII
    Presidio Matteo Rota
    Via Garibaldi 11/13 - 24122 Bergamo
    Tel. 035/232991 - 035/2278800 - Fax 035/232941
    E mail: ospedaledacampo@ana.it
  • Sede stanziale: c/o 3° rgt. Sostegno Aviazione dell'Esercito 'Aquila'
    Via Cavour, 26 24050 Orio al Serio (Bergamo, Italia)
    Tel./fax: 035/321641

Scarica il depliant dell'Ospedale da campo ANA »

 


L’OSPEDALE DA CAMPO DELLA ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

L’idea nasce nel 1976, sul campo nel terremoto del Friuli, quando un gruppo di medici e infermieri dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, volontari, opera sin dalle prime ore dalla catastrofe nel territorio devastato.

Non esiste una organizzazione sanitaria adeguata alle esigenze di una grande calamità, vi è quella socio-assistenziale, che solo in piccola parte può vicariare la prima. Non esiste d’altro canto un “sistema” di protezione civile nazionale, che proprio da quegli eventi muove i primi passi, grazie alle intuizioni e capacità di colui che a buona ragione viene definito il “padre” della protezione civile nazionale, l’onorevole Zamberletti.

Negli anni successivi, piccoli gruppi ed a titolo personale, convinti fautori di un insieme operativo finalizzato a interventi sanitari in emergenza, partecipano ai soccorsi in nuovi eventi calamitosi, in particolare in Irpinia. Ed è al Ministro Zamberletti che il Presidente Leonardo Caprioli lancia l’idea di una struttura sanitaria campale da mettersi in cantiere da parte della Associazione Nazionale Alpini, che proprio nel Friuli aveva dato un’esemplare dimostrazione di efficienza e di abnegazione. “L’idea” viene affidata proprio a quei medici che, operatori partecipi del dramma e dell’impotenza ad affrontare eventi di quelle dimensioni, si mettono al lavoro.
Riunioni, programmi, progetti. Nel frattempo si aggiunge al binomio Caprioli-Zamberletti il nome del Generale Luigi Federici, così si apre la strada alla realizzazione di quella che sarà la tanto sognata e tenacemente perseguita organizzazione sanitaria campale.

I primi fondi messi a disposizione dalla Associazione Nazionale Alpini, i primi contributi dello Stato e nel 1986 in occasione dell’Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo, vengono presentate le prime grandi unità dell’Ospedale da Campo dell'Associazione Nazionale Alpini per la Protezione Civile.

Nel 1987 il “battesimo”, con l’impiego di unità mobili e di équipe nelle alluvioni della Valle Brembana in provincia di Bergamo e della Valtellina.
Ultimato e presentato a Milano nell’Aprile 1988 alla presenza del Ministro per la Protezione Civile Onorevole Vito Lattanzio, verificatosi il terremoto d’Armenia nel Dicembre dello stesso anno, una delle più grandi catastrofi dello scorso secolo con oltre 25.000 morti e 30.000 feriti, l’Ospedale da Campo viene inviato nel Caucaso dal Governo Italiano nell’ambito del “Villaggio Italia” e porta a termine nell’Agosto del 1989 una complessa e gravosa operazione che lo porta alla ribalta internazionale.
Nel Dicembre 1991 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga decreta il conferimento all’A.N.A. della Medaglia di Bronzo al Merito Civile per gli interventi di protezione civile dell’A.N.A. in Valle Brembana e Valtellina e dell’Ospedale da Campo in Armenia.

Tra il 1991 e il 1992, frutto dell’esperienza e dell’acquisizione di nuove tecnologie nasceva un secondo Ospedale Campale sostitutivo del primo lasciato agli Armeni che, completato e implementato di servizi, con una logistica molto potenziata, già rappresentava sul territorio nazionale quanto di meglio si poteva individuare nel settore delle grandi emergenze sanitarie. In schieramento esercitativo nella sede stanziale presso il 3° Rgt. di Sostegno Cavalleria Dell’Aria “Aquila” (allora “3° Rale”), agli inizi del 1994 veniva presentato alle massime autorità nazionali l’Ospedale ulteriormente potenziato in tecnologie sanitarie e logistiche.

In occasione dell’alluvione del Piemonte dello stesso anno (Novembre 1994), ad Asti e Alessandria veniva inviata la Colonna Sanitaria Mobile ed allestiti Posti Medici Avanzati nelle due città, operativi per oltre un mese.

Nel 1997 veniva stipulato il primo atto di convenzione con la Regione Lombardia, con importante sostegno economico e da quello l’atto deliberativo per l’impiego “istituzionale” nell’ambito del Sistema Emergenza Urgenza in caso di catastrofi ed emergenze minori regionali.

Il 26 Settembre 1997 il terremoto in Umbria e Marche; a distanza di poche ore dall’allarme e mobilitazione da parte del Dipartimento della Protezione Civile, la prima autocolonna sanitaria giungeva a Nocera Umbra (l’alba del 27). Successivamente e progressivamente potenziato per essere in grado di tutelare la salute pubblica in un territorio privato dai crolli di ogni struttura sanitaria, con personale sanitario locale non più in condizioni di operare e psicologicamente provato, l’Ospedale da Campo non avrebbe lasciato il territorio che dopo oltre quattro mesi d’impiego, nel Gennaio 1998. Con il Premio Umbria D’Oro, anche una targa: “Un Grazie a Quei Meravigliosi A.N.A. che per 104 giorni hanno liberato i Nocerini dall’Emergenza Sanitaria”.

L’attività dell’Ospedale Campale prosegue anche nell’aspetto scientifico con l’Università La Sapienza di Roma, con l’Università di Pisa sia per gli aspetti didattici che operativi e nell’attività sperimentale di Telemedicina Satellitare. Il motto “Hoc opus, hic labor” (questo è l’impegno e qui la fatica) ha il significato di una “fatica” tenace che supera tutte le difficoltà; un “impegno” di solidarietà e professionalità nell’ambito delle grandi emergenze sanitarie in protezione civile.
I periodi di “pace” vengono utilizzati per la costante manutenzione, per le migliorie tecniche e per il potenziamento della logistica, mantenendo con le esercitazioni la “prontezza operativa”. Viene ampliata la sede stanziale, si realizzano nuove unità per consentire ogni tipologia di intervento, internazionale, nazionale, regionale, provinciale.

I “venti di guerra” dai Balcani nel 1999 preludono a una nuova importante operazione; dal mese di Aprile alla fine del mese di Novembre, il Gruppo di Intervento Medico Chirurgico sarà impegnato con compiti diversificati a Durazzo, a Comiso, a Castelnuovo di Porto e con un importante schieramento in Albania a Valona, dove l’Ospedale degli Alpini si conquisterà sul campo i più alti apprezzamenti internazionali per gli interventi di assistenza generale ai profughi di guerra, a tutela della salute degli operatori civili e militari internazionali operanti nell’area, e per importanti emergenze che hanno messo a dura prova volontari e struttura. Una nota “azzurra” e “rosa”: in questo ospedale sono nati ben 22 piccoli Kosovari, dimessi in ottima salute con le loro mamme!
A distanza di pochi mesi dal termine della guerra, in Kosovo a Pec (1999 – 2000), con la Brigata Alpina Taurinense, impiegata in quella sede in missione di peace keeping, l’Ospedale da Campo realizzava un ambulatorio medico moderno e attrezzato con strumenti e arredi, donato alle locali autorità per la popolazione.

La colonna mobile dell'ospedale.
Il trasporto dell'ospedale in Albania.

Al termine di queste operazioni, con l’inizio del 2000, si realizza il terzo Ospedale Campale che raggiunge ora i migliori livelli internazionali e viene approntato un nuovo Posto Medico Avanzato Regionale, autonomo ed indipendente dal “grande” ospedale.

Il 2000 è anche l’anno del Giubileo. Per la Giornata Mondiale della Gioventù a Tor Vergata, in Roma, viene allestito un Posto Medico Avanzato con Colonna Mobile Sanitaria sotto l’egida della Regione Lombardia. In un mese di permanenza e nelle specifiche giornate si assistono molte centinaia di giovani in una “babele” di lingue, con momenti anche di grande tensione e impegno su più “fronti” nella circostanza dell’esodo di centinaia di migliaia di persone.
Da qui nasce anche l’idea, rapidamente messa in opera, di strutturarsi ed operare anche per l’assistenza sanitaria ai “Grandi Eventi” o ad eventi che pur minori, vedono l’adunarsi di centinaia o migliaia di persone. Negli anni successivi sarà data assistenza a numerosi di questi incontri.

Nel novembre del 2000, in seguito ad alluvione e successivo dissesto idrogeologico, Macugnaga con sette frazioni rimane isolata e raggiungibile solamente con elicottero. Si impone un presidio fisso a tutela della popolazione che con l’oscurità non è evacuabile nel caso di serie patologie. Richiesto dal Dipartimento della Protezione civile e dalla Regione Piemonte, viene installato un modulo di pronto soccorso in prefabbricato a geometria variabile il quale opera in quella sede per quattro mesi (Gennaio 2001) con personale e dotazioni rianimatorie, cardiologiche, di traumatologia e piccola chirurgia.

A seguire, in questi ultimi due anni, molte attività minori in importanti e qualificate esercitazioni tra cui quella di Pisa nel 2002 presso la base americana di Camp Darby con simulazione di incidente N.B.C. a sospetta matrice terroristica in collaborazione con i Vigili del Fuoco di Pisa / Regione Toscana e del Fire Department.

Nel maggio 2003, per richiesta delle Istituzioni Regionali Valdostane, in occasione del 76ª Adunata Nazionale degli Alpini, per la prima volta il Gruppo Intervento Medico Chirurgico ha prestato assistenza sanitaria all’Adunata dispiegando un dipartimento di urgenza - emergenza campale per contribuire al servizio dell’ASL e dell’ospedale di Aosta, in considerazione del grande afflusso di persone e del dimensionamento delle strutture sanitarie, atto a una regione con solo 120.000 abitanti.

Dal dicembre 2003 al gennaio 2004 viene presentata alle Autorità Istituzionali la rinnovata sala operatoria campale su 3 shelter assemblati, sicuramente tra le migliori in campo internazionale.

Il 1° gennaio 2004, in occasione della solennità civile della celebrazione dell’anniversario della entrata in vigore della Costituzione, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferisce la Medaglia D’Argento Al Merito Civile all’Ospedale da Campo della Associazione Nazionale Alpini, così motivata:
“In occasione di eventi calamitosi, verificatisi in Italia e in Paesi Stranieri, interveniva tempestivamente con uomini e mezzi per allestire strutture campali ed assicurare i primi soccorsi sanitari. L’elevata professionalità, l’encomiabile spirito di sacrificio dimostrati, l’impegno profuso nonostante le difficilissime condizioni ambientali, contribuivano a salvare numerose vite umane e ad alleviare le altrui sofferenze, riscuotendo l’incondizionata ammirazione e la gratitudine delle popolazioni colpite.”

Nell’Adunata di Trieste nel maggio 2004 con solenne cerimonia durante la sfilata, alla presenza di numerose autorità civili nazionali e delle massime autorità militari, innanzi le tribune viene assegnata la Medaglia d’Argento da parte del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri On.le Fini.

Dal 24 luglio all’8 agosto 2004, nell’ambito dei compiti dell’Ospedale da Campo inerenti anche l’assistenza agli Eventi Maggiori e Grandi Eventi si è prestata assistenza sanitaria al Campo Nazionale degli Scouts (2400 tra giovani e adulti) svoltosi nella Piana di Verteglia, Irpinia. Sono state eseguite un migliaio di prestazioni di pronto soccorso ambulatoriale facendo fronte anche a una contenuta epidemia di salmonellosi.

Domenica 5 settembre 2004, ore 13, in seguito alla nota strage compiuta da terroristi nella scuola di Beslan in Ossezia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, invia con urgenza un team di missione esplorativa. Ne segue una richiesta da parte del governo russo di aiuti per supportare gli ospedali locali invasi da centinaia di bambini e adulti con devastanti ferite da armi da guerra. Il capo del Dipartimento Dr. Bertolaso chiede pertanto un intervento urgentissimo da parte dell’Ospedale da Campo dell’A.N.A. In immediata successione avviene la diramazione di pre-allarme ai componenti del “pool emergenze” del nostro ospedale. Alle ore 15 a seguito dell’allarme operativo, gli stessi si trasferiscono all’aeroporto di Orio al Serio dove, con una notevole prontezza operativa, si predispongono personale e carichi per la missione.
Le apparecchiature radiologiche, rianimatorie, di monitoraggio, di laboratorio, con i relativi presidi e farmaci di emergenza già predisposte in contenitori di aviotrasporto vengono trasferiti ai bordi della pista per il caricamento. La pianificazione attuata negli anni scorsi e anche recentemente con la 46ª Brigata Aerea, consente tempi operativi quasi eccezionali. Da poche ore dal arrivo, il C130 J decolla per Beslan con il prezioso carico di uomini e tecnologie.
La missione è durata dal 5 al 13 settembre.

L'ospedale a Orio al Serio.

 Lo “Tsunami” del 26 dicembre nel sudest asiatico, la più grande catastrofe naturale a memoria delle nostre generazioni, ci mette immediatamente in preallarme all’arrivo delle prime notizie.
Immediatamente ci si allerta e nei giorni seguenti si è convocati a Roma da parte dell’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri e successivamente sempre dal Ministero degli Esteri, nell’ambito della Cooperazione Internazionale. Maturano le prime decisioni, le competenze passano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile.
Il giorno 10 gennaio lo stesso Dipartimento ci allerta - pronti a partire. Il giorno 11, decisione operativa. Il 12 gennaio (preparativi in h18!), la prima parte della struttura ospedaliera e la 1ª équipe con 13 componenti tra logisti e sanitari, decolla da Orio con un C130 della 46ª Brigata Aerea e da Malpensa con un volo civile. Destinazione finale Trincomalee nel nordest dello Sri Lanka devastato. L’Ospedale Campale sarà istallato nella penisola di Kinniya per vicariare il “District Hospital” distrutto e nel quale sono morti pazienti e sanitari.
Inizia così un importante ponte aereo che porterà l’Ospedale A.N.A., divenuto Ospedale Italiano di Kinniya, inviato e coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, a un buon livello di strutturazione con Pronto Soccorso Rianimatorio e Internistico, Chirurgico – Traumatologico, Area Materno Infantile, Ambulatori diversi, Radiologia, Laboratorio, Day Hospital, Degenze e altri servizi.

L'ingresso dell'ospedale allestito a Kinniya.

Tutte le competenze sanitarie in un area con circa 100.000 abitanti, dove ci sono state distruzione, morti e feriti, vengono affidate al nostro ospedale, ai nostri operatori coadiuvati dal personale sanitario locale.
Al personale sanitario locale vengono dedicate inoltre aree ambulatoriali e di degenza a loro diretta gestione, ben strutturate e dotate di tutti i necessari presidi perché possano continuare la loro attività così come condotta prima della distruzione dell’ospedale, secondo le loro impostazioni e tradizioni. Naturalmente essi si avvalgono della struttura, degli ambulatori e dei servizi gestiti dalla Sanità italiana, in particolare potendo affidarsi alle competenze specialistiche e al supporto diagnostico strumentale, da loro non presenti già prima dell’evento calamitoso.
Dai primi di gennaio al mese di luglio si sono alternate 9 équipe con 140 operatori, turni di 3 settimane oltre a quasi 4 giorni di viaggio di andata e ritorno. Coinvolgimento di volontari medici, infermieri e tecnici logisti dalle città e province di Aosta, Asiago, Bergamo, Crema, Cremona, Latina, Lecco, Merate, Milano, Pavia, Piacenza, Pisa, Reggio Emilia, Roma, Savona, Sondrio, Terni, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia.
Grande esperienza umana e professionale in quel lontano paese, grande impegno organizzativo e gestionale nelle sedi direttive di Bergamo, operativa agli Ospedali Riuniti – Matteo Rota e stanziale all’Aeroporto di Orio al Serio.
I nostri operatori accolti da prima con una comprensibile diffidenza e timidezza dalla popolazione locale, poi con grande calore umano e riconoscenza, sono stati e sono validissimi e instancabili, logisti e personale sanitario, molto professionali e con grande umanità. Tutti hanno operato e stanno meravigliosamente operando.
In 7 mesi sono passati attraverso l’Ospedale Italiano, nella struttura direttamente gestita dai nostri operatori, circa 15 mila pazienti con molte migliaia di prestazioni. Sono nati oltre 300 bambini. Altri 15.000 pazienti circa, sono stati curati direttamente dal personale locale con la nostra consulenza, in particolare negli ambiti della medicina di base, pediatrica e ostetrico-ginecologica.
A metà del mese di giugno è partito l’ottavo gruppo con il compito d’iniziare la fase di passaggio dal periodo dell’emergenza e dell’emergenza stabilizzata, a quello della cooperazione, alla quale è stata delegata l’AISPO (Associazione Italiana Solidarietà tra i Popoli) – Ospedale San Raffaele – Milano.

L’anno 2005 trascorre per la gran parte con l’impegno in Sri Lanka, che prosegue con la collaborazione all’AISPO, subentrata per l’aiuto agli operatori locali nella gestione dell’Ospedale da Campo e per altre opere di cooperazione, tra le quali alcune finanziate con la raccolta di fondi della Associazione Nazionali Alpini.

Nei primi mesi del 2006, come sempre dopo ogni operazione internazionale o nazionale importante, iniziano la ricostruzione e il reintegro di strutture e strumenti, lasciati per conto dello stato italiano nei luoghi operativi.
Quest’anno viene caratterizzato dall’operosa attività presso la sede stanziale, dai consueti interventi di assistenza ai raggruppamenti in esercitazione, dall’immancabile partecipazione alle attività didattiche e formative, ma principalmente da due importanti eventi che vedono l’ospedale ed i suoi operatori come protagonisti.

La 79ª Adunata Nazionale degli Alpini, celebrativa di date e fatti storici di grande importanza, avviene ad Asiago, nei “luoghi della memoria”. Il locale ospedale, dimensionato all’assistenza di poche migliaia di persone dell’altopiano, viene integrato da Posti Medici Avanzati di primo soccorso e da un importante e complessa struttura polispecialistica dell’Ospedale Campale A.N.A. Nel periodo di impiego dal 5 al 16 maggio, vengono occupati ben 100 operatori tra sanitari e logisti.
L’attività sanitaria è stata molto intensa con numerosi interventi salvavita.

Il Paese Italia è da alcuni anni molto impegnato in operazioni militari all’estero di peace-keeping e peace-enforcing, in interventi civili di soccorso per grandi emergenze. Sanità Militare e Sanità Civile che lavorano su percorsi paralleli, dopo alcune premesse decidono l’incontro. Per lo stesso viene scelta la Sede Stanziale dell’Ospedale da Campo dell’A.N.A. – Aeroporto di Orio al Serio (Bg) e organizzato dalla Direzione Generale Sanità Militare (Interforze : Esercito – Marina – Aeronautica – Carabinieri) e dal nostro ospedale. Si attua il I Stage per Medici Civili e Militari sulle Grandi Emergenze, partecipano 40 corsisti e molti uditori in 3 giorni di intenso lavoro per tutti. Docenti e relatori militari, ufficiali superiori e generali delle 4 Forze Armate, oltre a relatori civili tra i più qualificati del Paese, trattano gli argomenti principali dell’emergenza, dalla “golden hour” alla “standardizzazione degli interventi di soccorso”, alle diverse tipologie di incidenti fino al “bioterrorismo”, agli interventi di “soccorso nelle diverse fasi” a quelli “umanitari”. Vengono approfonditi tutti gli aspetti e problematiche “psicologiche, igienico sanitarie, veterinarie, trasfusionali, di evacuazione e di trasporto aereo protetto”.
Un avvenimento di grande importanza e interesse, destinato a ripetersi e continuare, realizzato in una cornice “campale” abilmente costruita e gestita da tutti i servizi logistici del gruppo.

Nel maggio 2007 è stata prestata assistenza sanitaria alla 80ª Adunata Nazionale degli Alpini a Cuneo. Successivamente nel mese di luglio il G.I.M.C. ha partecipato all’Esercitazione Nazionale di Protezione Civile “Valtellina 2007” (19 – 22 luglio) con l’impiego della Colonna Mobile Regionale e di Un Posto Medico Avanzato di 2° Livello.

Nel corso dei primi 6 mesi dello stesso anno, è stata gestita, sia dal punto di vista progettuale che di seguito operativa, la realizzazione del nuovo Posto Medico Avanzato (P.M.A.) di 3° livello per gli aiuti internazionali nella primissima emergenza. Tale unità è stata presentata nel corso del 2° Convegno Nazionale per Operatori Sanitari Militari e Civili sulle Grandi Emergenze (14 – 16 giugno), tenutosi all’Aeroporto di Orio al Serio presso il 3° Rgt. “Aquila”, Sede Stanziale dell’Ospedale da Campo in collaborazione con la Direzione Generale della Sanità Militare. Nel corso dello stesso Convegno e del 2° Stage si sono effettuate le prove di caricamento e aviotrasporto del nuovo P.M.A. con C130J della 46ª B.A. dell’Aeronautica Militare e successivamente è stata condotta un’esercitazione nazionale di Mass Cuasualty Triage.

Nell’anno 2007 e nei primi mesi del 2008 si è realizzato l’ambizioso progetto di telemedicina via satellite, originato dalla prima sperimentazione effettuata nel 1997, durante il terremoto Umbria Marche, presso il nostro Ospedale da Campo, da parte del Ministero Difesa e dell’Agenzia Spaziale Europea. Oggi con un sistema integrato che fa capo alla “Unità Direzione Mobile e Trasmissioni Satellitari” e alla Centrale Operativa presso la sede negli Ospedali Riuniti di Bergamo, si è in grado di attivare video conferenze, teleconsulti, scouting logistico da aree di emergenza, interfacciandosi anche con altre Sale Operative (Regione Lombardia).

Nell’anno 2008, come di consueto, è stata prestata assistenza sanitaria all’Adunata Nazionale degli Alpini a Bassano del Grappa con la partecipazione di un Posto Medico Avanzato di 2° Livello e della colonna mobile. Per l’occasione è stata ufficialmente inaugurata “l’Unità Direzione Mobile e Trasmissioni Satellitari” divenuta operativa.

Dal 21 al 28 giugno 2008 si è prestata assistenza sanitaria al Campionato Italiano di Ciclismo, con un Posto Medico Avanzato di 1° Livello e VM medicalizzati.

Proseguendo la fattiva collaborazione con la Sanità Militare Interforze dal 11 al 13 settembre 2008 si è partecipato al Corso di Aggiornamento “L’emergenza sul Territorio” presso il Comando Logistico dell’Esercito – Dipartimento di Medicina Legale a Padova, con la partecipazione di relatori, squadre sanitarie e logistiche e colonna mobile dell’Ospedale da Campo.

Dal 30 novembre all’ 8 dicembre 2008, si è tenuto presso la Fondazione Scientifica Ospedale San Raffaele di Milano il Corso “BioHaza – Milan 2008” organizzato da “NATO Science for Peace and Security Programme”. Al corso, per la preparazione di manager internazionali per le grandi emergenze, l’Ospedale da Campo dell’A.N.A. era inserito a pieno titolo con relatori e parte pratica con visita alla struttura operativa installata in alta Valle Seriana. Al corso e alla visita hanno partecipato docenti e corsisti provenienti da molti paese del mondo.
Un’operazione di notevole rilievo è stata attuata in alta Valle Seriana dal 28 novembre al 25 dicembre con interventi di emergenza – urgenza in sostituzione dell’Ospedale San Biagio di Clusone.
Per la prima volta in Italia un’ospedale campale sostituisce un presidio sanitario del territorio al di fuori di una vera emergenza. L’operazione ha consentito un rapido trasferimento da un vecchio ospedale in via di dismissione a un nuovo ente in tempi brevissimi, garantendo la nostra struttura l’assistenza alla popolazione per l’emergenza – urgenza del territorio, per circa un mese, chiudendo le operazioni il giorno di Natale. All’operazione hanno partecipato 131 volontari tra sanitari, tecnici e logisti.
Durante le operazioni docenti e corsisti del corso NATO hanno potuto visionare per una giornata le operazioni dell’Ospedale da Campo in piena attività.

Lungo l’anno 2008 si sono tenuti presso le sedi Direttiva e Stanziale dell’Ospedale da Campo, corsi di formazione professionali, ad opera di qualificati docenti su temi di interesse logistico, di igiene sanitaria e di prevenzioni.

Alcuni dei mezzi di soccorso e trasporto in zone accidentate.

Nel gennaio del 2009 l’Ospedale da Campo rientra nella sede stanziale di Orio al Serio dall’Alta Valle Seriana.
Nei primi mesi dello stesso anno in funzione dell’assistenza al G8 in Sardegna richiesta dal Dipartimento della Protezione Civile, viene progettato e successivamente attuato, un ampliamento degli ambulatori polispecialistici dell’Ospedale da Campo.

Dal 30 aprile al 6 luglio 2009, in seguito al sisma che ha colpito la Regione Abruzzo, viene installato un modulo di pronto soccorso h.24 in prefabbricato a geometria variabile (MAPI - H) il quale opera nel Campo della Regione Lombardia “Monticchio 1”, con assistenza anche ai campi “Monticchio 2” e “Paganica”.
L’attività viene svolta da personale medico, infermieristico e logistico per l’assistenza agli sfollati, in particolare come pronto soccorso medico - chirurgico.

Nel maggio 2009 è stata prestata assistenza sanitaria alla 82ª Adunata Nazionale degli Alpini a Latina con l’impiego di un Posto Medico Avanzato di 2° Livello.

Nei mesi novembre e dicembre 2009 il GIMC – Ospedale da Campo si fa carico di potenziare con strumenti, materiali e mezzi l'Ospedale Celestino V - Missione Benedittine Celestiniane di Bimbo, Banghi - Rep. Centrafricana, per il tramite dell’alpino bergamasco Alberto Rota che da molti anni con la moglie presta la sua opera in quella sede.
Per richiesta dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia viene presa in carico la distribuzione del vaccino antinfluenzale H1N1 agli enti sanitari istituzionali deputati (ASL e ospedali), utilizzando veicoli refrigerati ed altri automezzi dell’Ospedale A.N.A.

Nel maggio 2010 in occasione della 83ª Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo è stato schierato un importante presidio sanitario in collaborazione con gli Ospedali Riuniti di Bergamo e SUEm118.
In concomitanza vi è stata la partecipazione alla Giornata Nazionale della Donazione e Trapianti d’organo e allestita una mostra fotografica sulla storia dell’Ospedale da Campo.

Dal 24 al 28 settembre 2010 in occasione della Settimana della Protezione Civile è stato schierato totalmente e per la prima volta in Italia il grande Ospedale da Campo della Associazione Nazionale Alpini presso l’Ippodromo di San Siro - Milano.
Durante l’evento si è svolto il Convegno Nazionale “La Sanità in Emergenza – Esperienza a Confronto” a cura del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

Nel 2010 - 2011 il GIMC – Ospedale da Campo in collaborazione con gli Ospedali Riuniti di Bergamo ha attuato una efficace azione di sostegno alla Brigata Julia 5° Rgt. Alpini con donazione di farmaci e dispositivi medici durante il periodo di missione in Afghanistan per l’assistenza sanitaria alle popolazioni dei villaggi.

Nel maggio 2011 è stata prestata assistenza sanitaria alla 84ª Adunata Nazionale degli Alpini a Torino con l’impiego di un Posto Medico Avanzato di 2° Livello. Stessa tipologia d’intervento nel maggio 2012 e 2013 in occasione della 85ª Adunata Nazionale degli Alpini a Bolzano e della 86ª Adunata Nazionale degli Alpini a Piacenza.

Dal 26 maggio al 26 agosto 2012, in seguito al sisma che ha colpito le regioni Emilia – Lombardia - Veneto, viene installato un modulo radiologico a supporto dell'Ospedale di Mirandola – Modena.
Già dopo un solo mese, dal 26 maggio al 24 giugno, nel modulo radiologico, a conferma della sua utilità, erano stati eseguiti 1239 esami radiologici e 311 esami ecografici.
Il modulo radiologico dell’Ospedale da Campo A.N.A. che per ben 90 giorni ha proseguito la sua attività, ha consentito il proseguo dell’assistenza sanitaria, specificamente in campo radiologico per una popolazione numeroso in un area vasta.

Nel maggio del 2012 in seguito all’aggravarsi della situazione in Siria sfociata poi in aperta guerra civile, il Ministeri degli Esteri Italiano ha deciso un intervento umanitario a favore dei profughi siriani in territorio giordano. E’ stata richiesta al Dipartimento della Protezione Civile la disponibilità di una struttura ospedaliera da installare in un campo profughi prossimo alla frontiera siriana. Dopo le necessarie premesse, accordi e sopralluoghi è stata inviata in Giordania con il nostro personale una struttura campale dotata di attrezzature e strumenti sanitari.
Una 2ª équipe medica ha avviato le attività affiancando i sanitari locali. Di seguito l’Ospedale è stato ceduto alla sanità militare giordana per proseguire l’attività di assistenza ai profughi enormemente aumentati di numero, dedicando in particolare la nostra preziosa struttura all’assistenza di donne e bambini. Il campo profughi è stato definitivamente posizionato ad Al Zaatari, Giordania.

L'ospedale in Giordania.

L’Ospedale da Campo A.N.A. con i suoi operatori del Gruppo di Intervento Medico Chirurgico, ha prestato assistenza nelle diverse operazioni a decine di migliaia di pazienti guadagnandosi sul campo numerose benemerenze nazionali ed internazionali, la sua attività sempre più impegnativa spazia dalle emergenze nazionali e internazionali, all’assistenza ai grandi eventi, all’assistenza alle opere di prevenzione sul territorio eseguite dai raggruppamenti regionale della Protezione Civile dell’A.N.A., alle attività esercitative, alle attività di studio e pubblicazioni, a quelle promozionali, alle attività di supporto e vicarianti a enti ospedalieri nazionali contribuendo a risolvere situazioni di necessità emergenti presso gli stessi. Supporta attività missionarie in campo sanitario e per ultimo mantiene costante il livello di preparazione del proprio personale con attività didattica e di formazione, al pari passo adegua le tecnologie sanitarie e logistiche con importante impegno economico della Associazione Nazionale Alpini – Fondazione A.N.A. onlus e i contributi, secondo convenzione, della Regione Lombardia.

I moduli dell'ospedale, quasi al completo, allestiti a Milano.

  26/05/2016

Commenti 0

 

2002/2017 © Ana.it. Tutti i diritti riservati. Questo sito è di proprietà della Associazione Nazionale Alpini
P.IVA/C.F. 02193630155
L'uso degli indirizzi mail riportati su questo sito è esclusivamente finalizzato ad usi associativi. E' vietata la riproduzione anche parziale - Marchio registrato
FAQ - Privacy - Credits