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Il ponte dell'amicizia


  Argomento: Ponte Nikolajewka

«Avanti alpini, avanti, di là c’è l’Italia, avanti!». C’è chi racconta che fu questo uno degli ultimi incitamenti del generale Giulio Martinat prima di gettarsi nella mischia con i suoi uomini ed essere colpito a morte. Medaglia d’oro al Valor Militare, morì il 26 gennaio 1943 quando i resti delle gloriose Divisioni alpine superarono faticosamente il terrapieno della ferrovia di Nikolajewka uscendo dai sottopassi e si lanciarono a ovest, attraversando il ponte sul fiume Valuy, che si trova a circa 1 km. L’inferno sembrava alle loro spalle e “casa” una parola che avevano nuovamente l’ardire di sussurrare. Oggi quel ponte è un ammasso di ferraglia infestato dal muschio e dagli arbusti e i passeggeri che vi transitano a bordo dei veicoli non sanno se la loro meta sarà l’altra sponda o le sottostanti acque paludose. 

Già nel 2013, in occasione delle cerimonie per il 70º anniversario di Nikolajewka a Brescia, il sindaco di Livenka (attuale nome di Nikolajewka) aveva chiesto aiuto all’Associazione per sistemare il manufatto. Era nata così l’idea del “Ponte degli Alpini per l’amicizia”, approvata dal Consiglio Direttivo Nazionale che aveva avviato la raccolta dei fondi. Oggi dopo i dovuti sopralluoghi per valutarne la fattibilità siamo in dirittura d’arrivo.

Il ponte, ideato su progetto tecnico di Zeta Ingegneria del Consigliere nazionale Luciano Zanelli e su calcoli strutturali della Inte.co Srl è in acciaio e una volta finito avrà la lunghezza di 12 metri su unica campata, la larghezza di 6 e l’altezza di 4. Sui parapetti sono raffigurati degli alpini in marcia a ricordare la tragica ritirata ed è stato inserito il logo dell’Associazione e lo stemma della città di Livenka. La realizzazione è stata curata da Cimolai Spa, azienda altamente specializzata in costruzioni metalliche, il cui proprietario, Armando, ha voluto ricordare con l’opera il fratello Giovanni, classe 1919, alpino nella 12ª compagnia del Tolmezzo, reduce dai fronti russo e greco-albanese, “andato avanti” due anni fa.

Da San Quirino (Pordenone) dove è stato benedetto lo scorso 2 dicembre dal vescovo di Concordia-Pordenone mons. Giuseppe Pellegrini, il ponte sarà trasportato in Russia e poi assemblato e montato dai nostri soci volontari sotto la direzione tecnica dell’alpino Giovanmaria Rizzi, esperto imprenditore del settore, che da subito aveva condiviso e dato la sua disponibilità per portare a termine l’iniziativa, volendo così anche lui ricordare gli alpini e i soldati italiani Caduti e dispersi in Russia, compreso suo zio materno, di cui si onora di portare il nome.

Il ponte sarà inaugurato il 14 settembre 2018, in concomitanza delle celebrazioni del 75º di Nikolajewka e del 25º dell’Asilo Sorriso, donato dall’Ana alla popolazione di Rossosch. La tre giorni in programma sarà un momento importante per ricordare i nostri alpini in un luogo simbolo della ritirata, ma anche per rinnovare quello spirito di solidarietà, foriero di amicizia e collaborazioni tra i popoli.

QUESTO IL PROGRAMMA DI MASSIMA:

Venerdì 14 settembre 2018

  • Arrivo a Livenka, cerimonie civili e religiose con l’onore ai Caduti e la Messa;
  • Inaugurazione del “Ponte degli alpini per l’amicizia”;
  • A seguire, partenza per Rossosch.

Sabato 15 settembre 2018

  • Celebrazione del 25º dell’Asilo Sorriso a Rossosch. Domenica

16 settembre 2018

  • Celebrazioni del 75º della Campagna di Russia sul Don.

Sul conto corrente aperto dall’Ana per la raccolta fondi sono stati raccolti 60mila euro. Questi gli estremi per le donazioni per il “Ponte dell’amicizia”:

IBAN: IT82 F033 5901 6001 0000 0100 124

Banca Prossima, Ag. 05000, Piazza Ferrari 10 - 20121 Milano

intestato a: Associazione Nazionale Alpini, Via Marsala, 9 - 20121 Milano

Causale: contributo “Ponte degli Alpini per l’amicizia”


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  04/12/2017

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