Login
Emergenza
Articolo di tipo Editoriale pubblicato nel numero di Marzo 2012 dell'Alpino
Emergenza. Ormai questa parola ha perso ogni significato. Sbarchi di clandestini, carceri sovraffollate, rifiuti, spread, malavita, malcostume o calamità e potremmo continuare con le opere d’arte fino alle pale per lo sgombero delle strade e tutto diventa emergenza. Pochi centimetri di neve bastano a paralizzare la capitale e a far tremare i palazzi. Cose da far uscir di senno le persone di buon senso, ma tranquilli: fra qualche mese le azalee di Trinità dei Monti riporteranno serenità sui colli della Città Eterna.
Eppure non sono pochi i cittadini di buon senso che avvertono un moto di ribellione a questi giochetti allo scaricabarile quando succede qualcosa un po’ fuori norma. Non andiamo con la memoria ai sette metri di neve caduti sui combattenti dell’Ortigara nel 1917 o alle unità di misura della bianca coltre usate ancora oggi dalle mie parti (Altipiano dei Sette Comuni, n.d.r.), ma estensibili a tante realtà italiane: “una scarpa, un denocio (ginocchio), o alta un omo”. E non parliamo del Giappone dove rientrano nella normalità scosse di terremoto che sconvolgerebbero intere regioni italiane.
Si dirà che non sono situazioni comparabili perché tempi e ambienti sono diversi. Verissimo, purché si riconosca che è quasi sempre l’uomo il primo protagonista della gestione delle situazioni critiche. Difficile comprendere le convulsioni dei responsabili della cosa pubblica generate dalla lettura dei bollettini meteo, nonostante avvertano con precisione di tutto quello che scende dal cielo e del freddo che farà. È incontestabile che la vita d’oggi è complicata dalle nostre comodità. Le strade devono essere sgombre, i treni funzionare; la corrente elettrica, il gas, i medicinali e via dicendo non possono mancare. Ma il problema non è la neve: sono coloro che hanno la responsabilità di governare il benessere che abbiamo raggiunto.
Non neghiamo che spesso ereditano situazioni disastrose sotto il profilo organizzativo e non dispongono di uomini e mezzi sufficienti a fronteggiare le crescenti richieste dei cittadini. È altrettanto vero che siamo lontani dalla saggezza antica che sapeva misurarsi con gli eventi organizzandosi con lungimiranza e utilizzando con parsimonia le risorse della collettività. Manca una gestione corretta della normalità. Troppi capi e un esercito che, quando c’è, non sempre è guidato con direttive precise e mano ferma.
Tutti sanno cosa devono fare gli altri, pochi si assumono le proprie responsabilità lavorando in silenzio, e se le cose si complicano ecco la parola magica: emergenza.. Nel corso di un dibattito televisivo un noto economista ha riconosciuto che da quando non c’è più la leva obbligatoria è venuto a mancare nella gestione dei grandi eventi un sistema educativo e formativo che abituava i cittadini all’organizzazione e alla disciplina. Si scopre con un po’ di ritardo che la ristrutturazione dell’esercito, necessaria per gli impegni dell’Italia in politica estera, non poteva non tener conto che il dovere di tutti riguarda anche la tutela del Paese.
Su questa linea gli alpini hanno fatto la loro battaglia. A tempo scaduto nessuno pensa di tornare indietro. Di sicuro restano ancora forti lo spirito e la disponibilità delle penne nere che, come quelle della copertina, senza telecamere, interviste o giri di parole, testimoniano l’esistenza di un’Italia diversa, operosa, solidale.
Vittorio Brunello
21/02/2012
Effettua il login e lascia il tuo commento
Commenti 0
Favero nuovo presidente dell'Associazione
Il 1° giugno verrà inaugurata la scuola materna costruita dagli alpini
E' morto Vittorio Trentini, grande alpino bolognese
Alpini in pellegrinaggio, mezzo secolo di Adamello
Dichiarazione dei redditi: 5 per mille dell'Irpef alla Fondazione ANA Onlus
Il 33° Premio fedeltà alla montagna a Riva Valdobbia
Preghiera dell'Alpino
La Madonna del Don
Pellegrinaggio sull’Ortigara il 13 e 14 luglio
Perona insignito dell’Ambrogino dell’Esercito
"Road to Kabul" su Rai3 e Rai Storia
UTENTI REGISTRATI - ISTRUZIONI PER EFFETTUARE IL "LOG - IN" AL NUOVO PORTALE
Trafugamento Medaglie D'Oro al Valor Militare
Pordenone è la città dell'87ª Adunata
Nel ricordo degli alpini deceduti nel terremoto del 1976
Kronbichler e Faustini “Giornalisti dell’anno 2012”
Nastro giallo per i fucilieri del San Marco: invia una cartolina ai marò
Il Calendario Storico dell'ANA 2012
Un fumetto per la solidarietà
I gadgets dell'ANA
Il Servizio d’Ordine Nazionale dell’ANA (SON)
Albi d'oro: Alpiniadi invernali
I Giovani dell'ANA
IFMS
Salvatore Robustini
Luigi Cailotto
Renato Cisilin
Frequently Asked Questions (FAQ)
Albo d'oro: sci alpinismo
DVD ADUNATA DI BERGAMO 2010
Dai nostri reparti
La storia dell'Ana
La nostra stampa
Albo d'oro: fondo
Albo d'oro: fondo varie
Dvd Adunata
L'Alpino
Premio fedeltà alla montagna
Premio Stampa alpina Vittorio Piotti
Obiettivo sulla montagna
Orso Grigio
Per noi un grande ritorno
Cattolici e non
L’orgoglio dell’appartenenza
Primicerj: un commosso grazie!
Una stampa di sostanza
Direttori tv, per elezione
In breve - maggio 2013
Facile volergli bene
Un abbraccio a tutti
Valori vissuti con l’esempio
Gli alpini su Facebook
"La speranza dalle azioni inutili": bravo!
Don Bepo Gonzato
Aria nuova, in Sezione
Onestà e solidarietà
“Alpini a Gorizia”
Un coro racconta…
Il coraggio di annunciare il bene
2004-2007: zaino in spalla
2002/2013 © Ana.it. Tutti i diritti riservati. Questo sito è di proprietà della Associazione Nazionale Alpini ® P.IVA/C.F. 02193630155 L'uso degli indirizzi mail riportati su questo sito è esclusivamente finalizzato ad usi associativi. È vietata la riproduzione anche parziale - Marchio registrato FAQ - Privacy - Credits