VAL SUSA – All’ombra del forte di Exilles l’annuale raduno sezionale

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    La sezione Val Susa ha dato appuntamento ai suoi alpini ed a quelli delle Sezioni vicine alla cappella votiva di Exilles, eretta a ricordo dei Caduti del battaglione omonimo. Quest’anno si celebrava il 17° raduno sezionale e il 46° incontro degli appartenenti al 3° Alpini, alla presenza del presidente nazionale Corrado Perona e dei consiglieri nazionali Mauro Gatti e Mario Botteselle. Il sabato sera concerto della fanfara sezionale nella tensostruttura eretta nel centro del paese, e domenica mattina ritrovo presso la cappella, poi la sfilata fino in piazza Europa davanti al monumento ai Caduti.

     

    Moltissime le autorità e gli alpini, oltre ai 36 gagliardetti della Sezione e una trentina dei Gruppi vicini: 8 i vessilli sezionali. Le Associazioni combattentistiche e d’arma erano presenti con i nuclei di marinai, granatieri di Sardegna e avieri, folta la partecipazione di sindaci di alta e media valle, e da segnalare la presenza del sindaco di Briançon Gérard Fromm.

    All’alzabandiera, con l’Inno nazionale e l’onore ai Caduti, sono seguiti i discorsi del presidente sezionale Giancarlo Sosello, che ha presentato la forza: 36 Gruppi con oltre 3400 iscritti. Sono seguiti gli interventi del generale Blais, del col. Carlo Sardi, comandante del 3° alpini di stanza a Pinerolo, che ha portato il saluto del gen. Figliuolo, allora comandante della “Taurinense”, di Antonio Ferrentino sindaco di Sant’Antonino di Susa e del sindaco di Exilles Michelangelo Castellano.

    Infine l’intervento del presidente nazionale Corrado Perona, che si è richiamato a quel valore alpino che vuol dire senso del dovere e spirito di sacrificio. In conclusione, la Messa officiata da monsignor Piero Laterza, storico cappellano militare, e conclusa con la Preghiera dell’Alpino recitata dal novantasettenne maresciallo Giuseppe Rosatelli, uno dei promotori della cappella votiva di Exilles. Durante la manifestazione sono stati raccolti fondi per la casa di Luca Barisonzi, rimasto paralizzato durante una missione in Afghanistan.

    Elio Garnero