Una mano dall’Italia

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    L’Italia sostiene la missione Unifil in Libano, comandata dal generale Luciano Portolano, con un contingente di oltre mille militari che partecipano alla missione “Leonte”. Dallo scorso metà ottobre il generale degli alpini Franco Federici è al comando del settore Ovest di Unifil e della Joint Task Force italiana, composta principalmente da militari della brigata alpina Taurinense e dalla 27ª brigata di fanteria da montagna francese.

    La parte più delicata della missione è relativa alla continua attività di mediazione e negoziazione tra Libano e Israele per sostenere un clima di reciproca fiducia, soprattutto per quanto concerne la “Blue line”, la linea di demarcazione dei confini tra i due Paesi, lunga 120 km. Grazie alla mediazione delle forze internazionali si è potuto concordare il posizionamento di alcuni pilastri di confine (i cosiddetti “barili blu”, nella foto), che costituiscono uno strumento indispensabile per monitorare la cessazione delle ostilità ed evitare incomprensioni e frizioni tra i Paesi. Altra parte fondamentale per la riuscita della missione è l’attività sul territorio libanese di cooperazione civile-militare, svolta quotidianamente dai nostri militari.

    SANITÀ – Grazie alla collaborazione con alcune aziende ospedaliere italiane e alcune associazioni il contingente italiano ha finalizzato la donazione di materiali ospedalieri e sanitari alla Fondazione Imam Sadr che sono stati distribuiti alle cliniche nel sud del Paese, unici presidi sanitari dell’area. Gli aiuti permetteranno anche l’allestimento di due nuove strutture per le cure delle insufficienze renali nei villaggi del sud, tra i più distanti dalle strutture ospedaliere di Tiro. Proprio a Tiro sono stati consegnati all’ospedale 15 posti letto e i materiali hanno consentito l’allestimento di una nuova sala degenza presso il centro dialisi per la popolazione più povera, i profughi palestinesi e i rifugiati siriani che non hanno possibilità di accedere alle strutture sanitarie private. Nella scuola inferiore per bambini diversamente abili ad Ayta Ash Sha’b, i nostri militari hanno costruito una cisterna coperta per la raccolta dell’acqua piovana che consentirà un miglior funzionamento e la razionalizzazione delle risorse idriche dell’istituto, fino ad ora sprovvisto di un dispositivo di accumulo dell’acqua.

    DIALOGO RELIGIOSO – Il contingente italiano ha organizzato e condotto, presso la base di Shama, un summit interconfessionale che ha coinvolto le maggiori autorità religiose dell’area: il Mufti sciita e quello sunnita, l’arcivescovo greco cattolico e l’arcivescovo maronita (nella foto a sinistra), in un clima sereno e cordiale hanno affrontato svariati argomenti, convenendo sull’importanza del dialogo e della convivenza pacifica tra i culti. Anche grazie all’impegno di Unifil e del contingente italiano, attento a promuovere e stimolare il dialogo tra le confessioni, si sono moltiplicate le dimostrazioni di rispetto reciproco, come lo scambio degli auguri dei rappresentanti musulmani nei villaggi cristiani in occasione del Natale, eventi che si ripetono a parti invertite in occasione delle ricorrenze islamiche. «L’auspicio – ha sottolineato il generale Federici – è che questa armonia tra confessioni possa oltrepassare i confini del Libano». Il periodo di stabilità che si vive in questa parte del Paese è uno dei più lunghi che si ricordi nella nostra storia recente e permette di rafforzare la cooperazione tra autorità civili, militari e religiose. Ultimo esempio in ordine di tempo è quello della moschea di Tiro dove i fondi italiani hanno permesso di costruire dei corridoi coperti agli ingressi principali del luogo di culto, funzionali per il deflusso e perfettamente integrati con i canoni estetici dell’edificio.

    INFRASTRUTTURE – L’energia elettrica nel sud del Libano è limitata poche ore al giorno. Per sopperire a questa grave carenza il contingente italiano ha realizzato due impianti di illuminazione a pannelli fotovoltaici nelle municipalità di Dair Ntar e Kafra, allestiti con lampade a led a basso consumo. Anche nelle basi dove operano i nostri militari sono stati installati generatori elettrici al fine di implementare l’erogazione di corrente elettrica presso i centri di comando e controllo delle forze della sicurezza. Il Reggimento logistico della Taurinense ha collaborato con le Forze Armate Libanesi nel trasporto e allestimento di numerosi moduli abitativi a Tiro, a sud del fiume Litani, al fine di realizzare postazioni di controllo semi permanenti in aree impervie, cruciali per il controllo del territorio.