Un sogno per lo Scerscen

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    Ci sono cerimonie che più di altre, per diversi motivi, ci colpiscono. Quella che si svolge alle pendici del ghiacciaio dello Scerscen è una di queste. La storia forse non è nota a tutti: qui il 1º aprile del 1917 una valanga travolse il rifugio Musella, morirono otto alpini del 5º reggimento, un sopravvissuto riuscì a raggiungere il sovrastante rifugio Marinelli da cui partì in soccorso una colonna di alpini skiatori che fu travolta da una successiva valanga.

     

    Morirono altri sedici alpini. La vicenda ebbe all’epoca una forte eco. Ogni anno gli alpini del Gruppo di Lanzada organizzano una cerimonia in ricordo. Ci si ritrova ad anni alterni, o presso il piccolo cimitero allestito nel luogo dove furono rinvenuti i corpi o dal punto dove si staccò la valanga. Non ci sono strade carrabili, è una meta per camminatori.

    Quest’anno il tempo era incerto, le previsioni davano forti temporali. Siamo partiti di buon’ora non senza un po’ di apprensione, il percorso in uno scenario sempre stupendo si snoda prima fra boschi e pascoli poi via via si fa più aspro e ci porta in vista del ghiacciaio. Spettacolo nello spettacolo la varietà delle rocce, è una valle unica al mondo per molteplicità di minerali. Il tempo ci assiste, echi di temporali intorno, eppure su di noi splende il sole.

    Arriviamo al piccolo cimitero, un breve riposo, poi la cerimonia semplice e toccante. La Messa, i nomi dei Caduti scanditi. Recito la “Preghiera dell’Alpino” e davanti a me i versi sono immagini vive: le nude rocce, i perenni ghiacciai, il dovere pericolosamente compiuto, le glorie dei nostri avi, la fede e l’amore da sempre le nostre armi.

    Impossibile non commuoversi. Iniziamo la discesa quando cominciano a cadere le prime gocce di pioggia, troviamo il sentiero bagnato, ma il sole è sempre lì, sopra di noi. Forse un segno. Un grazie di cuore agli alpini di Lanzada per avermi fatto vivere una giornata indimenticabile, prometto di tornare e rivelo un sogno… vedere lassù tra due anni, nel Centenario, tutte le Sezioni degli alpini i cui nomi rimarranno legati per sempre a quella tragedia.

    Mariano Spreafico