Triveneto, un grande raduno

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    Gli ottant’anni del gruppo A.N.A. di Arzignano, sezione di Vicenza, intitolato a Mario Pagani, indimenticato capogruppo animatore di una realtà alpina ricca di tradizione e di storia, giustificano un raduno del 3º Raggruppamento, ma non bastano a spiegare l’importanza delle manifestazioni che si sono succedute il 15, 16, 17 giugno nella città del Grifo.

    La piccola capitale della Val Chiampo vanta un passato dalle memorie profondamente radicate nei meandri della preistoria e porta il peso di testimonianze che passano attraverso i Romani, un Castello dalle aggrovigliate vicende medievali, Scaligeri, Visconti, Veneziani. Non bastasse, annovera cittadini come Cazzavillan, garibaldino, Beltrame, artista illustratore delle copertine de La domenica del Corriere, Bedeschi, autore di Centomila gavette di ghiaccio e De Marzi, che accompagna ormai tutte le manifestazioni alpine con il suo Signore delle cime ed altre cante, ormai incamerate dalla mitologia alpina.

    Non è da stupirsi allora se Il Giornale di Vicenza, oltre alle cronache e ai servizi dedicati al Triveneto, sabato 17, ha dedicato all’avvenimento un inserto di quasi trenta pagine, curato sotto il profilo delle vicende alpine, dei suoi reparti, dell’attualità dell’A.N.A. e del programma dell’adunata. A solennizzare la manifestazione del raggruppamento più numeroso dell’Associazione ha contribuito la decisione del Consiglio comunale di Arzignano di conferire la cittadinanza onoraria all’A.N.A..

    La cerimonia, nella mattinata del 16, dopo una breve sfilata sulle note della fanfara militare e onori da parte di un picchetto dell’8º reggimento, brigata Julia, al Gonfalone della Città, accompagnato dal sindaco prof. Stefano Fracasso e al Labaro, scortato dal presidente Corrado Perona, dai consiglieri Botter, Spiller, Lavizzari, Munarini, Favero, Valditara e dal revisore dei conti Cadore, ha avuto il momento più significativo nella sala del consiglio comunale, con gli interventi dei consiglieri, dei capigruppo e del sindaco che unanimemente hanno espresso il consenso al conferimento della cittadinanza onoraria.

    Nella pergamena che sancisce la decisione si sottolinea che la storia degli Alpini s’intreccia con la storia della terra veneta degli ultimi cent’anni, con pagine di alto profilo patriottico e di grande sensibilità sociale. Particolarmente apprezzato il discorso del sindaco, che ha evidenziato lo sconcerto della famiglia alpina, cresciuta secondo le tradizioni e gli insegnamenti dei padri, a fronte di una società e di una gestione della cosa pubblica che somigliano tristemente al deserto di neve che gli alpini si sono trovati davanti agli occhi nelle steppe russe. E ha sintetizzato il suo discorso: I nostri sono tempi avari di saldezza morale . E ha concluso: Restate come siete: un riferimento importante per tutti .

    Perona nel ringraziare per l’onore concesso a tutti gli alpini dell’A.N.A. ha ribadito che l’azione della nostra Associazione, oltre al ricordo dei sacrifici di tanti giovani nelle guerre che hanno fatto l’unità d’Italia, è diretta a contribuire positivamente in settori della società civile dove c’è bisogno dell’umanità degli alpini. E allora fa piacere sentire la vicinanza delle amministrazioni comunali, vedere i sindaci sfilare con noi e ci gratificano giornate come queste che stiamo vivendo ad Arzignano .

    Nel pomeriggio, cerimonia davanti al monumento ai Caduti con deposizione di una corona e silenzio d’ordinanza. A seguire la Messa. Dire che la cerimonia religiosa è stata particolare può sembrare un’eresia. Nulla nelle nostre manifestazioni alpine è più formale del rito sacro e la presenza di Labaro, vessilli, gagliardetti dà solo un tocco di colore, perché in chiesa si va per ricordare e pregare, non per esibirsi. Eppure, nel duomo di Arzignano, chi ha partecipato al momento comunitario ha respirato subito un’atmosfera particolare.

    Un sottofondo musicale, con delicatezza e qualche elaborazione fantasiosa, diffondeva le note della notissima canzone Sul cappello . Poi con la presenza dei Crodaioli , schierati dietro l’altare, e alle tastiere del possente organo un personaggio come Bepi De Marzi, i momenti liturgici hanno toccato il profondo dell’anima alpina. La chiesa gremita ha cantato, come ormai non capita più, Signore delle cime, Sul cappello, Sul ponte di Perati e Mira il tuo popolo. Era il popolo di Dio con il suo pastore che a pieni polmoni lodava il Signore con il trasporto del nostro sentire popolare. Momenti indimenticabili. Le sera, gran concerto in piazza Marconi da parte della Fanfara della brigata Julia.

    Domenica 17, giornata limpida. Ammassamento, ingresso dei labari dei comuni e città presenti, tra i quali due decorati di Medaglia d’Oro al Valore Militare, Vicenza e Bassano del Grappa, del Labaro nazionale e alza bandiera. Erano presenti almeno trenta sindaci, rappresentanti del Parlamento, della Regione, della Provincia, ufficiali e militari in servizio e in congedo. A passare in rassegna il picchetto armato, la fanfara e le rappresentanze d’arma il senatore Giaretta per il Parlamento e il generale di divisione Enrico Pino.

    Con perfetto sincronismo inno di Mameli e alza bandiera, poi comincia a snodarsi la sfilata. Sei fanfare, tra cui quella della sezione A.N.A. di Vicenza in divisa d’epoca, sette vessilli fuori raggruppamento, di cui uno proveniente dal Sud Africa e poco meno di quaranta sezionali, oltre mille gagliardetti sono passati in due ore di sfilata ininterrotta davanti alle tribune. Sempre applaudito il reparto salmerie di Vittorio Veneto e particolarmente ammirata la sezione di Trento.

    Massiccia la presenza, centoventi gruppi, inquadrata militarmente in modo impeccabile, si muoveva compatta come un reparto in armi dei vecchi tempi. Alle tredici, rientrati i gonfaloni e il Labaro, le tribune svuotate in fretta, il capogruppo di Arzignano, Paolo Marchetti, dopo tre giorni di tensione e di interrogativi sull’andamento meteo, guardava la marea di alpini disperdersi per le vie della città con un’espressione di malcelato orgoglio, sotto lo sguardo compiaciuto del suo presidente, Giuseppe Galvanin. (v.b.)