Sul Grappa, per recuperare un pezzo della nostra storia

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    I volontari della P.C. della sezione di Milano hanno ripristinato alcune postazioni della Grande Guerra.

    Ripetendo l’esperienza fatta al Montozzo, a Passo Tonale, qualche anno fa nel ricupero di trincee e gallerie della prima guerra mondiale, il nucleo di Protezione civile della sezione di Milano ha accolto l’invito dell’Associazione Musei all’Aperto
    di Romano Ezzelino ed ha continuato l’intensa attivit di quest’anno con una settimana di lavoro sui contrafforti del Monte Grappa, in localit Casera Andreon.
    Un intervento perfettamente in linea con gli obiettivi dell’A.N.A, i cui scopi sono anche quelli di tenere vivo il ricordo di chi ci ha preceduto in pace e in guerra.
    L’associazione Musei all’aperto, stata costituita nel 1998 dopo la scoperta di una galleria, che ospit il comando ed il gruppo telefoni del 38 Artiglieria obici pesanti campali con l’intento di ripristinare trincee e siti allestiti e occupati nella zona del Grappa dalle truppe italiane e austro ungariche durante la Grande Guerra.
    Al termine dei lavori di recupero (e di bonifica, giacch possibile imbattersi ancora in qualche ordigno inesploso) sar disponibile un tragitto trekking che parte da Bassano del Grappa ed arriver a Feltre, con un percorso di 50 chilometri nel corso del quale si incontreranno posti comando militari, postazioni, ricoveri e trincee.
    Da qualche anno si incominciato a lavorare nel versante vicentino per liberare da rovi, sterpaglie e detriti una ventina di siti, lungo un percorso che si snoda per ben 27 chilometri, fino alla Cima Grappa. Parecchio lavoro gi stato fatto, ma moltissimo ancora da fare e l’Associazione Musei all’aperto con in testa il suo presidente Alberto Casalmiglia e il segretario Olinto Passarenti hanno chiesto l’aiuto di tutti i gruppi che volessero contribuire a questa grande opera di recupero.
    Gi i gruppi alpini di Romano d’Ezzelino, Due Ville, di Lodi, di San Marco di Bassano del Grappa, hanno lavorato nel corso di questi anni e continuano a lavorare, riportando alla visibilit luoghi e gallerie caduti nell’oblio, e da quest’anno anche il nucleo di P.C. della sezione di Milano ha dedicato una settimana di lavoro, con il proposito di ripetere l’esperienza anche nei prossimi anni. I problemi logistici sono stati facilmente superati: quello dell’alloggio con l’utilizzo della Casera Andreon, restaurata negli anni scorsi dall’associazione Musei all’aperto, quello della cucina con la disponibilit del gruppo di Lainate, quello dei bagni e della doccia grazie all’amico Zampieri.
    Restava il problema dell’acqua potabile. Il responsabile PC della sezione Roberto Polonia ha contattato col segretario Ostacchini e Bergna i funzionari del Consorzio Acque Potabili di Milano Peterlongo e Vitali, che hanno garantito la fornitura di contenitori di plastica sigillati. La richiesta era di trecento litri, ne sono arrivati, con un autocarro, duemila! Serviranno per dissetare anche le altre
    squadre che si alterneranno nei lavori.
    Partenza da Milano domenica 7 luglio, con tutto l’occorrente: motoseghe, decespugliatori, generatori, compressori, attrezzi vari caricati sul bel camion officina della sezione, seguito da un altro mezzo con un piccolo scavatore, messo a disposizione da Zampieri, e dal camion cucina del gruppo di Lainate.
    L’area assegnata quella adiacente la Casera Andreon, dove era il comando del 38 Artiglieria inquadrato nella 17 Divisione. Il recupero interessava tre piazzole, due adibite a postazioni di obici ed una a ricovero della truppa.
    Le intemperie e l’incuria avevano gravemente compromesso queste opere, sepolte sotto una fitta vegetazione, pietrame e terra trasportata durante le piogge.
    Il primo lavoro stato quello di liberare il terreno dai cespugli e piccole piante spontanee per permettere alla escavatrice di poter lavorare, quindi sono entrate in azione le motoseghe con al seguito una squadra che ha provveduto a sistemare i tronchi e le ramaglie in cataste ben divise e sistemate.
    Il bel tempo ha favorito il lavoro, consentendo agli alpini di lavorare per l’intera settimana senza intoppi e di fare pi di quanto avevanoprogettato. Piacevolissimi sono stati gli incontri serali con gli alpini di Romano d’Ezzelino.
    Al termine della settimana, prima di prendere la via del ritorno, gli alpini sono andati al Sacrario del Grappa, per onorare le migliaia di Caduti.


    Alberto Valsecchi