Stampa alpina: sarà un convegno all'insegna d'una grande vitalità

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    A Imola il 9 e 10 aprile l’appuntamento annuale con i direttori delle 150 testate associative.

    Come è stato annunciato, il Convegno itinerante della stampa alpina (CISA) si svolgerà a Imola nei giorni 9 e 10 aprile. È un appuntamento importante per gli operatori delle nostre testate associative, un momento di confronto e di discussione sui temi centrali per il momento storico che stiamo attraversando, un momento di grandi trasformazioni che ci impongono una non facile riflessione.

    Prima di tutto sul fatto, ormai definitivamente accettato, della scomparsa della leva; di quel serbatoio cioè che ha alimentato per 86 anni la nostra Associazione. E poi della professionalizzazione dell’Esercito e del suo diverso impiego che per assurdo, in tempi di pace, avviene in zone di guerra e di guerriglia e si traduce in missioni a rischio non prive di vittime, anche da parte italiana. Un servizio di leva in parte rimasto nei VFP1, i volontari a ferma programmata di un anno, che potremmo chiamare semi professionisti , destinati perlopiù a ferma conclusa ad affluire nelle altre specialità e armi delle Forze Armate. Un’aliquota di VFP1 è riservata alle truppe alpine: come comportarci con loro?

    Il secondo tema del CISA, individuato dal Comitato di direzione de L’Alpino, è in un certo senso collegato a quest’ultimo argomento: i giovani. Il convegno della stampa alpina si svolgerà poco dopo l’incontro a Milano del presidente nazionale e del CDN con i giovani iscritti e non iscritti: ci sarà dunque l’opportunità di discuterne i risultati e formulare proposte e programmi conseguenti. Per quanto di loro competenza, essendo operatori dell’informazione, i direttori di testata e i loro collaboratori potranno esporre la linea dei rispettivi giornali al riguardo: ne dovrebbe scaturire un interessantissimo dibattito.

    Ma il convegno, si sa, offre sempre tanti spunti di riflessione, non è mai né potrebbe essere un convegno strettamente tematico. Gli addetti alla stampa alpina potranno ovviamente trattare anche altri argomenti nell’ambito dei loro interventi. Ciò che non deve avvenire è trasformare il CISA in un surrogato della riunione dei presidenti di sezione: i quali sono i benvenuti, purché non occupino lo spazio dei direttori o dei collaboratori dei giornali ai quali è dedicato il convegno. E proprio perché esso dev’essere la tribuna di chi il giornale lo scrive, una tribuna per dibattere, confrontarsi, e perché no?, anche scontrarsi (da alpini!) e dunque sempre arricchendosi, si vuole evitare che si trasformi in una vuota espressione oratoria solo perché si ha un microfono a disposizione.

    Ne dovrebbe scaturire una sorta di linea guida che trova nella stampa alpina un comun denominatore con la linea del nostro mensile nazionale, del suo Comitato di direzione, del Comitato di presidenza nazionale e infine del CDN. Entro questo contenitore è tuttavia necessario che abbiano spazio opinioni le più diverse, anche non necessariamente allineate, che siano frutto di quella vitalità che spesso riscontriamo fortunatamente in tanti, tantissimi gruppi e sezioni. Del resto, solo chi non conosce gli alpini potrebbe pensare di impedire loro di esprimersi liberamente. Ebbene, incontriamoci anche per questo. Anzi, soprattutto per questo.