“Siete espressione di valori antichi e sempre validi”

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    “Tutta la città vi accoglie con affetto, riconoscenza, amicizia”. Il vescovo di Torino mons. Nosiglia non nasconde certo i suoi sentimenti per gli alpini. Celebra la Messa in una affollatissima Piazzetta Reale con una dozzina di cappellani e monsignor Bazzari, presidente della Fondazione Don Gnocchi. Ha sull’altare il cappello del padre, Divisione Cuneense, battaglione Ceva.

    “Vi confesso che sono orgoglioso di essere figlio di un alpino – dice all’omelia – sono certo che dal Cielo gioisce insieme a voi e ringrazio il Signore che mi abbia insegnato con la testimonianza della vita la strada dell’onestà e del sacrificio sul lavoro, in casa come in ogni situazione, senza mai cessare di credere nel bene e nella giustizia, nella fedeltà al proprio dovere e nell’assunzione fino in fondo delle proprie responsabilità nei confronti della comunità”.

    Si rifà al Vangelo, ricco di spiritualità e di significati, che racconta dei due discepoli in cammino da Gerusalemme ad Emmaus: sono sfiduciati e tristi per la morte di Gesù che invece, non riconosciuto, appare e cammina con loro, rivelandosi poi nello spezzare il pane. I due di Emmaus diventeranno testimoni di Cristo, “un compito – dice il presule – che abbiamo tutti noi, dandone testimonianza nella vita civile, favorendo l’unità e la fraternità in un tempo in cui ci sono divisioni, contraddizioni, guerre, violenze, scontri sociali, dove distruzione e morte sembra debbano sempre avere l’ultima parola e in cui, malgrado tante persone buone e oneste, la potenza distruttiva del male prevale, seminando odio e divisioni all’interno delle stesse nazioni”.

    È dunque necessario credere nel bene e nella pace e, se necessario, soffrire per conseguirli perché “la nostra fede ci spinge su strade diverse da quelle dominanti, ci dà la speranza di lottare sempre per la giustizia, ogni giorno”. Gli alpini ne sono testimoni. “Nella vostra gloriosa storia voi avete vissuto tante guerre, avete versato tanto sangue, non solo per il nostro popolo, ma per l’intera umanità”. Le stesse montagne che fanno corona a Torino e all’arco alpino parlano del sacrificio degli alpini.

    “Quanti eroi alpini hanno reso possibile il traguardo dell’Unità! – ha aggiunto con enfasi – A questi si aggiungono oggi gli alpini che si trovano in paesi in cui si svolgono conflitti armati e dove stanno offrendo un aiuto indispensabile alla popolazione civile per aiutarli a costruire un futuro su basi di giustizia e di pace”. Ed ha ricordato infine le tante calamità naturali nelle quali sono intervenuti gli alpini, come il terremoto a L’Aquila e l’alluvione del Veneto l’estate scorsa “alluvione che ho sperimentato di persona. In queste circostanze la presenza, il servizio generoso, molto apprezzato, competente degli alpini hanno dato una risposta sorprendente…”. Poi si corregge: “Ma non sorprendente, è normale, per gli alpini, offrire un servizio con la consueta umanità. E tutto ciò non avviene solo in qualche occasione straordinaria, ma sempre, giorno per giorno, nelle vostre Sezioni, nei vostri Gruppi, in tante città e paesi dove voi alpini siete promotori di un servizio generoso che aiuta la popolazione a sperare in un mondo nuovo, migliore”.

    Poi un richiamo morale: “Soprattutto, voi operate per cementare l’unità, per far superare le divisioni e le differenze che caratterizzano la vita sociale, politica, culturale del nostro popolo. Ma sappiamo bene quanto siano importanti i valori dei quali voi siete testimoni: il rispetto, il dovere, la responsabilità, la collaborazione fra tutti, la promozione del bene comune al di sopra e al di là di ogni interesse di parte, pur legittimo”. Quello che conta è ritrovare il senso e l’orgoglio di essere tutti parte di una stessa comunità civile, la nostra Patria italiana che affonda le sue radici, i suoi valori, di onestà, di democrazia, di giustizia e libertà nel messaggio e nella tradizione cristiana e civile.

    “Di questo voi siete testimoni: avete sempre espresso ed esprimete una delle componenti migliori e più vera e genuina della nostra società, radicata nella fede e nella tradizione cristiana, nei suoi valori di onestà, laboriosità impegno per gli altri, amore per la famiglia e per la Patria, dedizione e rispetto dei suoi principi costituzionali. Voi, carissimi alpini, rappresentate una seconda realtà di speranza per il domani della nostra Patria, perché siete portatori di valori antichi e sempre validi nella novità del mondo moderno, con la vostra capacità di inserire questi valori nel tessuto concreto della nostra realtà di ogni giorno. Desidero additare il vostro esempio alle nuove generazioni”.

    Ed ha concluso: “Avete portato tanta gioia a questa città, anche gioia solidale. La Chiesa vi stima perché trova in voi un valido esempio di quei principi cristiani e civili che necessitano di essere confermati con coerenza ogni giorno”. **