LUINO – Un museo e un libro a Castelveccana

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    Dopo sette anni dalla posa della prima pietra, in occasione del 90° anniversario di fondazione del Gruppo, a Castelveccana è stato ultimato e inaugurato il museo degli alpini. Dopo l’alzabandiera e l’omaggio floreale al cippo di Giacomo Albertoli, martire della libertà, al quale è dedicata la sede del Gruppo, quattro reduci hanno tagliato il nastro tricolore, inaugurando ufficialmente il museo, poi benedetto dal diacono alpino Armando Caretti. Ecco i loro nomi: Stefano Passera classe 1923, Bruno Spozio del 1922, Germano Comini classe 1924 e Livio Dellea del 1917.

     

    La sera prima è stato presentato il libro “La stazione di Caldè – I fratelli Albertoli e altri eroi”, di Alberto Boldrini, già presidente della sezione di Luino (le modalità di acquisto sono indicate in questo numero nella rubrica “Biblioteca”). È la storia dei quattro fratelli Albertoli, uno reduce della Campagna di Russia, un altro partigiano, catturato e fucilato, gli altri due impegnati a favorire la fuga in Svizzera dei prigionieri alleati evasi dopo l’8 settembre. Verso la conclusione il libro accenna alla storia di Albertoli e a quella dei fratelli Zampori, arruolati a forza nella Divisione Monterosa e fucilati in Garfagnana.

    Nel corso della ricerca per la stesura del volume, Boldrini ha scoperto che il padre dei fratelli Zampori, Clemente, era colonnello degli alpini, medaglia d’Argento al Valor Militare, socio fondatore dell’ANA e componente della prima giunta di scrutinio. Pur essendo seppellito nel cimitero locale, nessuno conosceva la sua storia. Il capogruppo Sergio Fochi e il sindaco alpino Luciano Pezza stanno operando per edificare un piccolo monumento che ne perpetui il ricordo.