Luci e ombre

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    Sono un artigliere da montagna e mi riferisco all’editoriale di febbraio. Concordo in buona misura con le considerazioni iniziali ed in particolare con l’esortazione rivolta verso le nuove generazioni “per educarle a frequentare la Storia”. Proprio per il rispetto della storia che, per onestà intellettuale, non si può studiare ignorando capitoli scomodi, mi permetto di ricordare che la nostra “millenaria civiltà cristiana” (che suona molto bene) è anche caratterizzata da vergognose ombre lunghe secoli e attribuibili alla religione cristiana.

     

    Dal 1252 (papa Innocenzo IV) e per 500 anni (70 papi) fino al 1816, la Chiesa promosse la “caccia alle streghe”. Milioni di donne anche bambine furono torturate e mandate al rogo (vedi caso, molte di loro anche violentate prima delle torture). Non è il caso di commentare ulteriormente. La chiesa non prese mai posizione netta contro la schiavitù che in Europa e specie in America perdurò fino a quasi tutto l’800, mentre gli schiavisti potevano tranquillamente accostarsi ai Sacramenti senza alcuna censura. Credo che anche in proposito ogni commento sia superfluo. Taccio sulle Crociate sempre volute dalla Chiesa. Davanti a simili e tragiche realtà storiche nasce lo scopo della mia lettera. Scrivere, cioè, che la Rivoluzione Francese, che contrastò per la prima volta nella storia ideologicamente quelle nefandezze, fu “spazzata via” è un’affermazione tutt’altro che condivisibile. No, non credo proprio che si possa usare quel verbo come per evento di scarso peso storico. È vero, vi fu la restaurazione, ma il seme dell’Illuminismo, che ispirò la Rivoluzione Francese e ne fu la culla intellettuale portò alla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 6 agosto del 1789, la cui enorme portata contribuì, sia pure gradatamente, ma definitivamente, a sancire finalmente dignità e libertà di pensiero e di culto per l’uomo, a combattere i totalitarismi ispirando le successive varie costituzioni dei Paesi democratici. Sempre per rispetto alla storia ricordo che la Dichiarazione Universale dei Diritti umani del 1948 fu promulgata dall’Onu e si ispirò quasi totalmente a quella francese del 1789.

    Vincenzo Anfossi

    Caro Vincenzo, non è questo il luogo, per mancanza di spazio ovviamente, per aprire il grande libro della storia che tu rileggi con categorie di giudizio contemporanee e un tantino anticlericali. La civiltà cristiana non è quella o solo quella dei vertici ecclesiastici con tutte le ombre di cui sono stati protagonisti. Se tu venissi una volta a visitare la Biblioteca Capitolare di Verona, che ha 1.600 anni e che ho l’onore di dirigere, potresti cogliere in maniera plastica cosa ha voluto dire la cultura cristiana che ha attraversato i secoli. Sono d’accordo che la cultura della ragione ci ha dato i diritti umani che, se ci pensi bene, sono i principi evangelici tradotti in linguaggio laico. Ma penso anche alle ideologie figlie della ragione. Impazzita, ma pur sempre ragione umana.