Le melodie dell’Adunata

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    Gentile direttore anche quest’anno si è chiusa una grande Adunata per noi alpini. Una città intera, seppur ancor ferita ha coralmente abbracciato un Corpo che ha fatto del dovere e della solidarietà la propria Bandiera. Lo stesso indimenticato Nardo Caprioli parlava delle nostre armi improprie: «Il cuore per amare e le braccia per lavorare» e L’Aquila ne è ulteriore testimonianza.

    Molti ricorderanno questa Adunata grazie anche all’opera dei nostri cori e delle nostre fanfare. Abbiamo assistito sin dal primo mattino di sabato, nella chiesa di San Bernardino, a dei canti struggenti (il coro Edelweiss dell’Ana di Bassano del Grappa, diretto da Flavio Gollin) che in quel luogo sacro hanno confermato e suggellato la religiosità alpina. Queste sono ricchezze che vanno conservate gelosamente e generosamente divulgate per il grande messaggio che lanciano ai giovani. L’Associazione ha necessità di aprirsi sempre di più alle nuove generazioni laddove c’è una ricerca di valori e tradizioni che in altri campi non si tutelano. Proprio per questo allontaniamo dalle nostre Adunate musiche sia pur rispettabili che nulla hanno a che fare con noi, la nostra è anche festa, ma alpina, per le altre musiche si vada in altri luoghi più consoni.

    Devis Bonato

    I cori nel panorama alpino costituiscono una fonte straordinaria di messaggi. La qualità delle esecuzioni e la competenza di chi presenta i testi delle canzoni costituiscono un’opportunità unica per veicolare messaggi straordinari.