L’animo alpino di Acqui

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    Nel 2005 veniva ricostituita la Sezione di Acqui Terme, detta “La Cìta” (per i non piemontesi “la piccola”) perché ultima nata e per il numero dei soci, una Sezione agguerrita con un ben preciso obiettivo: lasciare un segno. E la sfida è stata vinta nell’organizzare il 18º raduno del 1º Raggruppamento.

     

    Oltre 25mila alpini hanno pacificamente invaso la città termale con un grande abbraccio che difficilmente Acqui riuscirà a dimenticare. Per un intero fine settimana, in una città perfettamente imbandierata, si sono susseguiti appuntamenti con la storia, concerti, momenti d’emozione e di svago culminati la domenica nelle oltre tre ore di sfilata che ha visto, tra gli altri, la partecipazione del comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Federico Bonato.

    Il corteo si è snodato per le vie del centro tra cittadini pronti ad applaudire al passaggio di vessilli, delle fanfare e delle penne nere. Se gli alpini riescono sempre a fare breccia nel cuore della gente è perché la loro è una filosofia di vita: generosità, amicizia, collaborazione, coraggio e sacrificio sono solo alcune delle parole scritte sugli striscioni che le Sezioni hanno portato in sfilata e che meglio definiscono il nostro Corpo.

    Tra i momenti più toccanti si annoverano gli onori resi alle tombe del colonnello Luigi Pettinati a Cavatore e all’alpino Francesco Cazzulini, Medaglie d’Oro al Valor Militare, resi il venerdì, in apertura del raduno, seguito dal concerto dei cori Ana “Acqua Ciara Monferrina” di Acqui Terme, “Alpi Cozie” di Susa e “Stella Alpina” di Berzonno, nella chiesa di San Francesco.

    Così come il concerto della Fanfara della brigata Taurinense e della Fanfara storica Ana di Vicenza, svoltosi sabato sera in un centro congressi gremito. Interessante anche la mostra allestita a palazzo Robellini in collaborazione con il Museo degli Alpini di Savignone della Sezione di Genova e visitata da molte scolaresche che hanno potuto così avere la possibilità di conoscere più da vicino la storia degli alpini.

    Sabato sono iniziati i momenti ufficiali della manifestazione: l’arrivo e gli onori al Labaro, scortato dal Presidente Sebastiano Favero e dai Consiglieri nazionali in Piazza della Bollente affollata all’inverosimile, la sfilata con il gonfalone della città di Acqui Terme, seguiti dai vessilli e dai gagliardetti delle Sezioni e dei Gruppi del 1º raggruppamento, con una folla che faceva da cornice allo sfilamento e che non ha mai cessato di applaudire e salutare calorosamente gli alpini.

    Al termine della Messa, celebrata nel Duomo da mons. Pier Giorgio Micchiardi vescovo di Acqui, sono intervenuti il Presidente sezionale Giancarlo Bosetti e il Presidente nazionale Favero che ha sottolineato quanto possa essere di esempio la nostra Associazione, in un momento come quello attuale, povero di quei valori morali che sono la base per ritrovare la forza necessaria per uscire da questo momento di crisi economica e, soprattutto, di crisi di coscienza.

    Nella Sala consiliare della città si è celebrato un altro momento particolarmente emozionante: la brigata alpina Taurinense è diventata cittadina onoraria di Acqui Terme. Il sindaco Enrico Bertero ha consegnato l’onorificenza al col. Serafino Canale, vice comandante della brigata. La Taurinense, attualmente in missione in Libano, ha ricevuto la cittadinanza «per il ripristino della pace, la devozione e l’impegno incondizionato spesi a favore della Patria, per l’esempio nel salvaguardare i valori della nostra società». Domenica mattina la fanfara della Sezione Abruzzi ha aperto la sfilata, seguita dai gonfaloni della provincia di Alessandria e della città di Boves decorate di Medaglia d’Oro al V.M., dai sindaci dei Comuni della zona e dai gruppi storici in uniforme della Prima e Seconda Guerra Mondiale.

    A seguire la Fanfara della Taurinense con il Labaro, il nucleo della Protezione Civile Ana di Raggruppamento. Via via tutte le Sezioni, accompagnate dal suono del “Trentatré” e della “Marcia dij Cuscrit”, si sono immerse in un bagno di folla accalcata ai bordi dello sfilamento per salutare gli alpini, sotto l’occhio attento del Servizio d’Ordine Nazionale che per l’occasione ha dato un indispensabile aiuto nel coordinare tutte le varie fasi della manifestazione.

    L’ammainabandiera e il passaggio della stecca tra i Presidenti di Acqui Terme e Susa, città che nel 2016 ospiterà il 19º raduno di Raggruppamento, sono stati i momenti conclusivi della manifestazione, ottimamente riuscita grazie alla collaborazione degli acquesi, per natura brontoloni e bastian contrari – come nelle migliori tradizioni monferrine – che hanno potuto osservare con orgoglio il cuore alpino battere nella loro città.

    Roberto Vela

     

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