L’altro papà degli alpini

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    Il Risorgimento fu il periodo storico nel quale visse e fu protagonista Cesare Francesco Ricotti Magnani, prima nella vita militare che lo portò a diventare generale già in giovane età, solo 42 anni, e successivamente chiamato alla vita politica come Ministro della Guerra. Nacque il 30 gennaio 1822 a Borgolavezzaro, vicino a Novara, paese che lasciò nel 1830, a soli 8 anni, per entrare nell’Accademia militare di Torino.

     

    Divenne colonnello nel 1860, tenente generale nel 1864 e collocato a riposo nel 1895; in questo arco temporale combatté nelle tre Guerre d’Indipendenza e ricoprì diversi incarichi tanto da guadagnarsi la Medaglia d’Argento al Valor Militare; fu anche insignito del Sacro collare della SS. Annunziata, onorificenza che rendeva di fatto il suo possessore cugino del Re. La sua carriera politica lo portò ad essere nominato Ministro della Guerra nel 1870, carica che ricoprì più volte in vari governi.

    Profondo conoscitore e amante della montagna, fu socio fondatore del Club Alpino Italiano nel 1863, e nel 1872 con intelligenza da stratega e con sottigliezza di politico, decise di costituire un nuovo Corpo ricorrendo ad un’abile scappatoia: nelle pieghe di un decreto reale che già prevedeva l’allargamento del numero dei distretti da 53 a 62, stabilì che tali nuove entità fossero istituite in zone alpine e che ognuna avesse una propria Compagnia distrettuale secondo particolari compiti di montagna. Morì a Novara il 4 agosto 1917 all’età di 95 anni, proprio mentre il Corpo che aveva istituito combatteva vittorioso sul fronte della Grande Guerra.

    Le esequie furono solenni: venne trasportato al cimitero su un affusto di cannone inviato da Torino e la Regina inviò una corona di fiori con una sola parola, “Margherita”. Dopo la sua morte in Senato gli fu concesso l’onore di un busto marmoreo. Già da qualche anno gli alpini della Sezione di Novara avevano in mente di celebrare solennemente il centenario della morte del generale e hanno iniziato un cammino che ha coinvolto diverse realtà locali, tra cui le amministrazioni comunali di Borgolavezzaro e di Novara, l’Associazione Amici del Parco della Battaglia e l’Atl di Novara. Il ricco programma si è ben estrinsecato nella “Novara Risorgimentale”, manifestazione a cura degli “Amici della Battaglia”, che tutti gli anni ripropone il ricordo della Battaglia di Novara del 23 marzo 1849.

    La cerimonia di apertura si è svolta a Novara il 23 marzo, con la commemorazione dei Caduti della battaglia presso il Sacrario-Ossario della Bicocca mentre all’Archivio di Stato di Novara è stata allestita la mostra “Stampe del Risorgimento novarese” della collezione Franco Guerra. Tra i tanti appuntamenti collaterali segnaliamo la giornata all’Istituto comprensivo “Fornara- Ossola” di Novara a tema “Cesare Magnani Ricotti, la montagna e il Club Alpino Italiano”. Il programma proposto dalla Sezione di Novara ha avuto inizio il sabato successivo presso la Barriera Albertina con l’inaugurazione della mostra storica da parte del Prefetto di Novara Francesco Paolo Castaldo. La rassegna, in gran parte dedicata al gen. Ricotti Magnani, ha dato la possibilità di ammirare alcune copie di lettere autentiche scritte dalla Crimea alla sorella Lucia e al fratello Carlo, futuro primo sindaco di Novara.

    Un percorso della mostra è stato dedicato alla Prima Guerra Mondiale con l’esposizione dei roll up de “La Quiete Violata”. Un’ultima sezione è stata dedicata agli alpini, in particolare alla Sezione di Novara e alle sue Medaglie d’Oro, senza trascurare il Labaro dell’Ana. Ma la mostra ha raccontato anche della Protezione Civile e del Libro Verde della Solidarietà. Il più ammirato è stato un cimelio unico, concesso gentilmente dalla Sezione di Domodossola: la bombetta indossata dai primi alpini con il numero 10 sul fregio, distintivo della Compagnia del distretto di Novara stanziata proprio a Domodossola. Domenica a Borgolavezzaro è andata in scena la rievocazione della Battaglia della Bicocca che vide gli austroungarici prevalere sui piemontesi e chiudere così la Prima Guerra d’Indipendenza, che portò Sua Maestà Carlo Alberto ad abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II.

    Borgolavezzaro è stato il paese che ha dato i natali a Cesare Ricotti Magnani per cui è stato sede di più eventi dedicati a questa manifestazione. Il 31 marzo, nella sala polivalente del Comune è andata in scena la Conferenza dal titolo significativo: “Cesare Magnani Ricotti da Borgolavezzaro agli Alpini”. La serata è stata ben partecipata e ha permesso di conoscere meglio la figura del Generale; ben quattro i relatori presenti, Irene Gaddo ha presentato uno studio sul Risorgimento, Paolo Cirri, ha ripercorso brevemente la vita del generale, Giuseppe Del Re, discendente di Ricotti Magnani, ha parlato della sfera familiare e, infine, il gen. Franco Cravarezza ha spiegato come era strutturato l’esercito prima della Riforma Ricotti e gli effetti che ha comportato.

    Il 1º aprile il Presidente nazionale Sebastiano Favero ha tagliato il nastro tricolore e inaugurato la nuova sede sezionale. Nel pomeriggio, alla presenza delle autorità civili e militari, presso il cimitero cittadino, sono stati resi gli onori al gen. Ricotti Magnani e al cap. Mario Fregonara Medaglia d’Oro al V.M. a cui è intitolata la Sezione di Novara. Quindi in serata a Borgolavezzaro la sfilata, accompagnata dalla fanfara della Banda Nazionale di Confienza, gli onori ai Caduti e il concerto, seguitissimo, del coro Cai di Novara. Il giorno seguente, in una giornata di pioggia, un migliaio di alpini hanno sfilato per le vie di Novara alla presenza del Labaro dell’Ana scortato dal Presidente Favero e dai Consiglieri nazionali; a far da cornice una ventina di vessilli del Piemonte e della vicina Lombardia e una cinquantina di gagliardetti.

    Dopo l’alzabandiera al monumento degli Alpini e gli onori ai Caduti, il vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla, ha celebrato la Messa. Gli interventi delle autorità sono stati chiusi dal Presidente Favero che ha richiamato in maniera forte all’identità degli alpini e ai valori collegati alla leva, ormai sospesa da anni. La giornata si è conclusa nel bellissimo cortile del Broletto, palazzo storico novarese, con l’ammainabandiera. Tutti i momenti della sfilata sono stati accompagnati dalle note della Fanfara Storica di Vicenza e dalla fanfara “La Baldoria” di Busto Arsizio anch’essa in divisa d’epoca per suggellare il momento particolare, dedicato a chi ha contribuito alla nascita degli alpini.

    Mario Gallina
    novara@ana.it