Il saluto del comandante delle Truppe alpine

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    Il saluto alle penne nere del tenente generale Roberto Scaranari.

    Sono veramente lieto di porgere il mio saluto piu’ affettuoso come comandante delle Truppe alpine e a nome anche di tutti gli alpini in armi, agli amici alpini non pi in servizio che si incontreranno a Catania, per onorare anche quest’anno il cappello alpino che portano con tanta fierezza.
    Ogni Adunata nazionale diventa un riferimento per le successive e offre occasioni di incontro e di confronto per ricordare le esperienze vissute insieme, accomunati dagli stessi ideali, nell’ambito delle nostre gloriose Unit. E’ ancora vivo in me il ricordo della scorsa Adunata nazionale a Genova, ed eccoci gi ad un nuovo appuntamento, a Catania, citt lontana dalle nostre Alpi ma vicina ai nostri cuori.
    Questa Adunata assume un significato tutto particolare perch per la prima volta tante penne nere affluiranno tutte insieme nella calda ed ospitale terra di Sicilia e per la prima volta i siciliani avranno la concreta opportunit di far sentire il loro sostegno e l’apprezzamento per la nostra specialit.
    Mi rendo conto che per molti la Sicilia non proprio dietro l’angolo di casa ed pertanto con particolare simpatia che sono vicino a tutti coloro che affronteranno viaggi lunghissimi per trovarsi a Catania per ribadire la loro fede nella cultura dell’incontro, del sostegno reciproco e della solidarieta. Del resto, la fantasia e l’inventiva degli alpini tradizionalmente nota e so che Catania sar invasa da migliaia di volenterosi da terra, dal cielo e dal mare.
    Proprio in virt di queste capacit, gli alpini sono stimati ed apprezzati non soltanto quali ottimi soldati, affidabili e capaci di assolvere compiti delicati e di assoluto valore tecnico militare, ma anche per la loro umanit e per la predisposizione ad aiutare e sostenere i popoli in cerca di una civile convivenza. Questa propensione rimane evidentemente impressa indelebilmente nel DNA di ogni alpino che, una volta terminato il servizio militare, mette volontariamente a disposizione dell’Associazione Nazionale Alpini le proprie potenzialit. Non ci sono dubbi sulla bont della nostra preparazione professionale, nata e potenziata nel culto della montagna che , e rimane, una insostituibile palestra di vita per la formazione del carattere e per fornire le basi che il soldato moderno, e l’alpino in particolare, deve possedere per assolvere tutti i compiti che la societ e il mutato panorama geopolitico richiede loro.
    Oggi le Forze Armate, e gli alpini con esse, stanno cambiando per reggere da protagonisti e con riconosciuta professionalit il confronto con le altre realt militari europee. Nei nostri reggimenti affluiscono molti giovani provenienti da regioni non tradizionalmente alpine, come la Sicilia, ma la cultura della nostra specialit tale da far acquisire anche a loro, come ai colleghi provenienti dalle vallate alpine e prealpine, in tempi relativamente brevi, quelle virt di dedizione, sacrificio generosit, altruismo e spirito di servizio che hanno sempre contraddistinto tutti gli alpini.
    Sono certo che anche gli alpini di oggi e quelli di domani continueranno a confermare, come hanno fatto finora, di essere degni custodi delle tradizioni e dei valori che appartengono agli alpini da sempre, e che i radunisti che accorreranno a Catania, ed i siciliani che li accoglieranno, sapranno incoraggiare i giovani indecisi a trovare la giusta motivazione per servire le istituzioni con consapevole coinvolgimento nel solco radicato delle tradizioni scolpite dai nostri predecessori.
    Viva l’italia, viva gli alpini, viva Catania.

    ten. gen. Roberto Scaranari