Il messaggio di saluto del presidente

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    Il saluto del presidente dell’A.N.A. Giuseppe Parazzini.

    Carissimi alpini,
    quest’anno l’Adunata un po’ pi lontana del consueto, ma sicuramente pi vicina al nostro cuore. Da molto tempo la terra di Sicilia ci aspettava. Lo meritano gli alpini di Sicilia, quelli delle gloriose batterie siciliane delle quali tutte le penne nere onorano la memoria e alle quali eretto lo splendido monumento a Messina. Lo meritano gli alpini siciliani in armi, che onorano il Tricolore in terra di Bosnia, in missione di pace. Lo meritano i tanti eroi siciliani di tutte le armi, che nelle guerre coloniali prima, e nelle due guerre mondiali poi, hanno servito l’Italia compiendo il loro dovere, versando il loro sangue accanto ai piemontesi, ai friulani, ai sardi, ai lombardi.
    Anche per questo l’Adunata a Catania conforme alla nostra convinzione che l’Italia una sola. Ritroviamoci dunque tutti a Catania, per ribadire che siamo gli eredi dei valori dei nostri padri e dei nostri eroi, valori che si traducono nel rispetto delle istituzioni, nel senso del dovere, nell’amore per la famiglia. E nel servizio alla Patria, inteso come sacro dovere, diritto, privilegio.
    C’ chi pensa che non sia pi cos, che servire la Patria non sia n un dovere n un diritto e neppure un privilegio. C’ chi pensa che sia pi moderno e in linea con i tempi rifarsi a modelli diversi.
    Noi preferiamo guardare al futuro tenendo conto delle nostre origini, delle nostre tradizioni e della nostra storia. La nostra modernit la manifestiamo nella solidariet e nell’esempio, continuando ad essere un preciso punto di riferimento di valori, di volontariato sociale e ad un tempo di memoria storica.
    Veniamo da una formazione che abbiamo acquisito prima nelle nostre famiglie e nelle nostre vallate, poi durante il servizio di leva, scuola di vita. Questa scuola ci ha insegnato che ci sono regole, sacrifici e doveri: regole, sacrifici e doveri che non sono n una tassa, n un cuneo nella nostra libert di uomini liberi e tanto meno sono monetizzabili.
    A Catania, dunque. Sfileremo davanti al nostro Labaro portando i nostri vessilli e gagliardetti, ma soprattutto il Tricolore, che onoriamo come sacro simbolo dell’Italia e per il quale chiediamo da tempo l’istituzione di una speciale Giornata: visti i pessimi esempi di qualche personaggio che riveste cariche istituzionali, la Giornata del Tricolore quanto mai necessaria e urgente per far recuperare a tutti l’orgoglio di essere italiani.
    Viva gli alpini, viva il Tricolore, viva l’Italia.

    Beppe Parazzini