Giulio Bich, l'ultimo alpino del Polo

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    È andato avanti nel febbraio scorso, 96enne, aspettando l’Adunata.

    Alpino del Polo: così aveva personalizzato il suo cappello l’ultimo superstite della leggendaria pattuglia Sora, che nel 1928, partita alla ricerca della Tenda Rossa del generale Nobile, precipitato col dirigibile Italia sul pack, aveva commosso e stupito tutto il mondo. Con altrettanto orgoglio si calcava in testa il cappello da guida alpina a Valtournenche o a Cervinia, durante le sfilate societarie.
    Nel 1941 aveva accompagnato sulla Gran Becca la principessa Maria Josè e, come maestro di sci, insegnato i primi rudimenti all’attore Nino Manfredi.
    Aveva vent’anni e il congedo in tasca il caporale dell’Aosta, Giulio Bich, quando gli avevano proposto di partecipare alla spedizione con altri sette alpini.
    Non mi pareva vero che avessero scelto proprio noi e non vedevamo l’ora di imbarcarci . Sulla nave Città di Milano , in partenza da La Spezia per le Svalbard, avevano ritrovato i familiari letti a castello della caserma Beltricco , ma anche gli infidi oblò ( a volte, in caso di burrasca, prendevamo certe lavate… ).
    Sbarcarono dopo quaranta giorni di viaggio e si presentarono al capitano Gennaro Sora ( un diavolo sugli sci! ), che li mise subito sotto. Silavorava molto e si dormiva poco, perché il buio durava tre ore. Tutti li volevano, tutti li comandavano , scrisse l’inviato speciale Cesco Tomaselli, già capitano degli alpini
    erano otto ma sembravano un battaglione .
    Quando iniziarono le ricerche sulla banchisa, tra il 79º e l’80º parallelo, marciavano per 14 ore al giorno, con 30 kg di zaino, ben forniti di viveri. Dormivano nei sacchi a pelo con turni di guardia per tener lontano gli orsi bianchi ( Erano molto curiosi e credo che fossero loro ad aver paura di noi ). Ma la deriva dei ghiacci stava trascinando lontano la tenda rossa, dalla quale fuoriusciva, come un sottile albero maestro, l’antenna della radio, sulla quale garriva una piccola vela, il guidoncino verde e tricolore dell’A.N.A. Il raid di Sora e dei suoi alpini destò l’incondizionata ammirazione dei maestri scandinavi. Il caporale Giulio Bich sarà promosso sergente per meriti polari.
    Pochi giorni prima della sua scomparsa, avvenuta il 12 febbraio, novantaseienne, ha risposto di buon grado all’ultima domanda di una giornalista, in merito alla prossima Adunata Nazionale di Aosta: Avrà certamente successo, perchè gli alpini valdostani l’han costruita giorno per giorno col proprio lavoro e la volontà di collaborazione. Sarò lieto di essere presente . Ci sarà, e al posto d’onore. (u.p.)