Giovani idee

    0
    113

    Aosta città alpina: non ci sono dubbi a riguardo e l’aria alpina la si respira in ogni suo angolo, specie di fronte all’alzabandiera nel piazzale della caserma Battisti, circondato da verdi montagne. Passando da lì una domenica mattina di aprile, un alpino in servizio in quella caserma avrebbe potuto osservare con curiosità un folto drappello di giovani che indossavano le maglie verdi con la scritta “Dal 1919, l’impegno continua”, all’ombra di un’altrettanto densa schiera di vessilli sezionali, provenienti da tutte le parti d’Italia. Stiamo parlando del 4º Convegno nazionale Giovani alpini che si è tenuto ad Aosta, presso la Caserma Battisti il 7 e 8 aprile scorsi: un momento particolarmente importante per esaminare e valutare l’attività svolta e per gettare le basi per i passi futuri che riguardano questa componente associativa.

     

    Per chi non li conoscesse, i Giovani dell’Ana non sono riconoscibili tanto per l’età anagrafica, quanto più per l’obiettivo primario a loro affidato dall’Associazione che consiste nell’attività di ricerca e di coinvolgimento nell’Associazione di nuovi alpini, siano essi “dormienti” o in servizio. L’incarico venne loro affidato più di dieci anni fa dall’allora Presidente Corrado Perona, che con lungimiranza aveva inteso che «per attirare giovani, servono altri giovani ».

    Da sempre questa componente è stata una fucina di idee e nuove attività, più o meno riuscite, che hanno permesso a molti alpini non ancora iscritti di conoscere meglio l’Ana e prendere parte attiva nelle Sezioni e nei Gruppi su tutto il territorio nazionale. Ad Aosta si sono ritrovati circa un centinaio di giovani in rappresentanza di molteplici Sezioni, ospiti del Centro Addestramento Alpino comandato dal gen. B. Salvatore Paolo Radizza, e del col. Giovanni Santo, comandante del reggimento addestrativo, che ha messo a disposizione la sala del convegno, l’assistenza tecnica e ci ha dato la possibilità di visitare il museo e alcuni mezzi militari.

    Il convegno è stato aperto dal saluto del gen. Radizza e del Presidente della Sezione di Aosta, Carlo Bionaz. Importante, oltre che gradita, la presenza il sabato pomeriggio del Presidente nazionale Sebastiano Favero che ha ascoltato le relazioni dei quattro coordinatori di Raggruppamento (Federico Guadalupi per il 1º, Luigi Beretta per il 2º, Giulia Ossato per il 3º e Florindo Matticcoli per il 4º) e i successivi interventi che hanno sottolineato sia la necessità di proseguire nell’attività di ricerca e coinvolgimento di nuovi giovani soci, sia quella di portare il proprio contributo di idee e proposte all’interno dei Gruppi e Sezioni.

    Interessante la proposta di creare un’app digitale che consenta agli alpini (specie durante l’Adunata) di ritrovare con più facilità i propri ex commilitoni e per la promozione dell’Associazione e delle sue attività presso i reparti alpini. Si è anche riflettuto sulla scorta ai reduci, da sempre attività principale dei coordinamenti giovani durante l’Adunata e i raduni, che però deve essere riconsiderata, a causa della diminuita presenza di veci. In chiusura di serata la parola è passata al Presidente nazionale che ha spronato i giovani ad impegnarsi all’interno dell’Associazione, a coinvolgere i giovani iscritti, a continuare l’attività di ricerca di nuovi soci ed a lavorare in sintonia con i propri Capigruppo e i propri Presidenti sezionali, facendo loro proposte e ascoltandone i consigli, il tutto con lo spirito di servizio che contraddistingue la nostra Associazione.

    L’attività domenicale è iniziata con l’alzabandiera nella piazza d’armi della caserma Battisti. Una partecipazione vera e sentita quella dei Giovani, schierati in prima fila con molti vessilli e gagliardetti e il vice Presidente nazionale vicario Giorgio Sonzogni, a cantare l’Inno nazionale. È stato un onore potervi partecipare e per molti è stato un commovente ritorno ai tempi del servizio militare quando l’alzabandiera delle otto del mattino scandiva la ripresa delle attività. Il convegno è stato nel complesso positivo e anche necessario per serrare i ranghi; molti dei partecipanti sono tornati alle proprie case con nuova carica e nuove idee da presentare nelle proprie Sezioni.

    Qualcuno è tornato con più domande di quando era partito, ma un sano e costruttivo confronto può portare anche a questi risultati. Quello che è certo è che questa componente è sempre viva e operosa, grazie soprattutto ai referenti sezionali diffusi su quasi tutto il territorio nazionale, che si adoperano per portare e coinvolgere nuovi iscritti e per offrire nuove idee. Un sentito ringraziamento lo rivolgiamo al col. Santo che, portando esempi concreti tratti dalla propria personale esperienza, ha spronato i giovani, sottolineando quanto sia importante, proficua e positiva la collaborazione tra alpini in armi e alpini in congedo.

    La commissione nazionale Giovani