Gioia alpina

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    Il 20, 21 e 22 luglio le 12 Sezioni Ana del Centro-Sud Italia, Sardegna e Sicilia si sono ritrovate nella cittadina di Leonessa, ai piedi del Monte Terminillo – la cui vetta più elevata supera i 2.200 metri d’altitudine – in Provincia di Rieti, nel Lazio. Il raduno è stato curato dalla Sezione di Roma, in particolare dal locale gruppo alpini.

    La manifestazione è iniziata venerdì pomeriggio con la salita dai 1.000 metri di Leonessa a i 1.600 del Monte Tilia, dove si trova un piccolo laghetto e da dove partono numerosi sentieri per il trekking e l’escursionismo, diverse discese per il downhill e un’area di lancio per il parapendio, tramite una seggiovia che, rapidamente, copre i 600 metri di dislivello. Questo è stato il primo momento d’incontro tra il gruppo alpini di Leonessa, l’amministrazione comunale e i vertici dell’Ana.

    Dalla vetta si poteva ammirare distintamente il tricolore di 330 metri quadrati che il Gruppo ha collocato sui fianchi del monte, visibile a chilometri di distanza. Dopo l’inaugurazione di una mostra sugli alpini e di quella curata dai ragazzi delle scuole primarie sui cento anni della Grande Guerra, la serata si è conclusa con una conferenza dedicata al cappellano del 39º battaglione alpini don Concezio Chiaretti, parroco a Leonessa, dove fu fucilato il 7 aprile 1944.

    Sabato è iniziato con le cerimonie alla chiesetta dedicata alla “Madonna della Vittoria” e al sacrario degli alpini Caduti durante la guerra d’Africa, edificato in località Pian de Valli sul Terminillo, dove il Presidente nazionale Sebastiano Favero ha deposto una corona. La chiesetta di proprietà dell’Associazione venne benedetta il 18 luglio 1937 e aperta al culto con una sontuosa cerimonia. Sempre sabato in mattinata è iniziato ufficialmente il raduno con l’arrivo del Labaro e con l’alzabandiera. Il sindaco di Leonessa Paolo Trancassini ha ricevuto il Presidente nazionale Favero, alcuni Consiglieri nazionali e i Presidenti sezionali.

    Quindi la toccante cerimonia al sacrario dell’eccidio del 7 aprile 1944 in ricordo delle 51 vittime di Leonessa fucilate dalle truppe tedesche, tra le quali anche il parroco don Chiaretti. Particolarmente commovente la cerimonia in omaggio ai Caduti ai piedi del monumento completamente restaurato la primavera scorsa dagli alpini dell’Ana. La Messa nella bella chiesa di San Francesco, gremita di gagliardetti, vessilli e tantissime penne nere, è stata officiata dal vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, affiancato da Padre Orazio, instancabile parroco di Leonessa, che per tutti i giorni della manifestazione (come fa regolarmente durante l’anno) è stato di supporto spirituale e materiale agli alpini del luogo. La giornata si è conclusa con il concerto congiunto della corale San Giuseppe da Leonessa e dei cori Ana Roma e Marco Bigi del Gruppo Ana di Viterbo.

    Al contempo nella piazza principale si esibiva la Fanfara dei congedati della Julia che ha animato tutti i tre giorni della manifestazione, sia nelle cerimonie ufficiali, sia allietando la cittadina con concerti e caroselli nelle piazze e nelle vie. Domenica Leonessa era vestita di tricolore. In apertura gli onori al Labaro dell’Ana e al gonfalone del Comune e la deposizione di una corona al monumento agli alpini, alla presenza del comandante del 9º, colonnello Marco Iovinelli, e di un picchetto armato agli ordini del tenente Federico Franceschini. La sfilata è stata aperta dai ragazzi delle scuole di Leonessa che indossavano delle magliette bianche rosse e verdi, a rappresentare il futuro dell’Italia sotto il tricolore, tra due ali di folla che hanno accompagnato gli alpini dall’ammassamento, alla piazza principale del paese dove sì è svolta la cerimonia del passaggio della stecca tra Leonessa e Cosenza che il 28 e 29 settembre 2019 ospiterà il raduno del 4º Raggruppamento, a cura della Sezione Napoli- Campania-Calabria.

    L’ammainabandiera e l’Inno nazionale cantato dall’intera piazza ha concluso ufficialmente la manifestazione, continuata con il rancio alpino nel palazzetto dello sport, nei ristoranti e trattorie, preludio di un pomeriggio di canti e di festa con la popolazione di Leonessa. È stato particolarmente importante realizzare, in queste terre colpite dal sisma, un grande raduno che ha portato alla popolazione giorni di allegria, di fratellanza e opportunità al territorio per le tante penne nere venute da tutta Italia a visitare Leonessa e i territori limitrofi. Questo è stato il vero successo della manifestazione.