Da Bolzano a Kabul: una risposta agli attentati

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    La Provincia autonoma altoatesina e il Comando Truppe alpine lanciano una campagna per una scuola e un reparto di emergenza sanitaria nella capitale afgana.

    Da Bolzano a Kabul: una risposta agli attentati .
    No, non è una ritorsione per la morte del capitano Manuel Fiorito e del maresciallo capo Luca Polsinelli, uccisi da una bomba che ha distrutto il veicolo sul quale si trovavano anche altri quattro alpini, rimasti feriti. E’ un impegno di solidarietà che si concretizzerà in due progetti: la costruzione di un fabbricato da destinare a reparto emergenze dell’ospedale Malalai di Kabul e la costruzione di un fabbricato con ristrutturazione di altri tre edifici che costituiranno un complesso scolastico presso l’istituto Mohammad Alam Faizal . In Afghanistan lo ricordiamo da circa un mese è impegnato, nell’operazione ISAF (la forza di sicurezza internazionale) il 2º reggimento Alpini che ha dato il mese scorso il cambio al 9º reggimento, unità alle quali appartenevano il maresciallo Polsinelli e il capitano Fiorito.

    L’iniziativa Bolzano Kabul è partita dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durndwalder, d’intesa con il generale Ivan Felice Resce, comandante delle Truppe alpine, ed ha un triplice scopo: una ulteriore presenza solidale da parte della Provincia altoatesina in una terra tormentata dalle guerre, la creazione di un largo consenso all’impegno dei reparti alpini che a Kabul, e in altre città dell’Afghanistan, svolgono una preziosa missione di protezione, sicurezza e assistenza nei riguardi della popolazione civile, e infine la possibilità di dare lavoro alla manodopera locale significa molto perché l’Afghanistan è uno dei Paesi più poveri del mondo avvicinandola quindi ancora di più ai nostri alpini.

    Il progetto è stato illustrato al Circolo di Presidio di Bolzano dal generale Resce, e dal presidente Durndwalder, alla presenza eccezionale quanto importante, perché significava il plauso a questa iniziativa congiunta fra Ente pubblico e Alpini del vescovo di Bolzano mons. Wilhelm Egger e del sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli. Presenti anche operatori del mondo industriale, economico e finanziario della provincia.

    La conferenza è proseguita con l’intervento del col. Ivan Caruso, comandante del 4º reggimento alpini paracadutisti, l’unico reggimento italiano cui è stata conferita la qualifica di ranger , ed è continuata con la relazione del ten.col. Michele Risi, capo di Stato Maggiore della Brigata Taurinense e già capo di Stato Maggiore dell’operazione ISAF (la brigata multinazionale di Kabul a comando italiano), del colonnello Ornello Baron, già comandante del 5º Alpini e infine del colonnello Federico Bonato, Capo di Stato Maggiore del Comando Truppe alpine. Hanno tracciato un quadro esaustivo dell’operato dei nostri reparti alpini in terra Afgana riscuotendo ciascuno larghi consensi e lunghi applausi.

    Il generale Resce ha chiamato a raccolta un po’ tutti, e particolarmente la nostra Associazione che è già intervenuta nel progetto Torino Kabul e Cuneo Kabul. Occorrono finanziamenti per la realizzazione di questi due progetti, che si concluderanno in un arco di tempo che andrà dai 70 (la scuola) ai cento giorni (l’ospedale).

    Ci sarà bisogno di ciascuno di noi , ha detto Resce, che conta sulla generosità del mondo economico ma anche dei singoli cittadini per la raccolta di fondi, mentre alle associazioni lascia il compito di provvedere alle forniture di indumenti, materiale didattico e quanto ancora serve per il mantenimento delle strutture e della frequenza dei bambini e ragazzi che potranno avere quanto necessita per frequentare la scuola in condizioni migliori.

    Gli ha fatto eco Durnwalder. Qui a Bolzano stiamo tutti abbastanza bene ha detto il presidente della Provincia Credo che dobbiamo fare qualcosa per aiutare chi sta molto meno bene di noi. Ha parlato dell’ospitalità che la Provincia dà a studenti afgani che frequentano l’Università altoatesina, in modo che possano tornare nel loro Paese ed aiutare la propria gente .

    La Provincia farà la sua parte ha proseguito il presidente Mi impegno sin d’ora a raddoppiare la somma che sarà raccolta dai cittadini . E dopo aver promesso che sarà reso conto di ogni euro che sarà speso, ha concluso con un elogio all’operato degli alpini, alla loro professionalità e all’umanità con la quale svolgono le loro missioni: Voglio ringraziare i soldati italiani per quello che hanno fatto e per quello che stanno facendo . Gratitudine agli alpini è stata infine espressa dal sindaco Spagnolli, per il quale queste missioni di pace devono poter continuare.

    Infine un’indicazione per la raccolta dei fondi che vanno versati su: cc. nr. 5003520 ABI 06045 CAB 11600, Cassa di Risparmio di Bolzano, intestato a Lions Club Distretto 108 TA 1 Causale: Progetto da Bolzano a Kabul , e l’aggiunta dell’ente, associazione, istituzione, azienda o persona che effettua il versamento.


    Da sinistra: il commissario del Governo Giuseppe Destro, S.E. Monsignor Wilhelm Egger, vescovo di Bolzano, il gen. C.A. Ivan Felice Resce, comandante dell Truppe alpine, il presidente della Provincia Luis Durnwalder e il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli.


    Una veduta della sala.