CADORE A scuola di storia nel museo alpino di Auronzo

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    Ad Auronzo c’è un museo che racconta la storia meglio di un libro. E’ allestito nel palazzo Corte Metto ed è opera paziente di Ottavio Molin, nei suoi trentatré anni di direzione del locale gruppo alpini. Molin, oltre che alpino, è anche un bravo fotografo: non c’è dunque da stupirsi se il museo sia costituito soprattutto da raccolte di grandi fotografie (circa duecento), molte delle quali inedite, che documentano momenti della Grande Guerra.

    Una guerra che è ben viva nella memoria della gente cadorina, perché combattuta in questi luoghi, fra queste montagne che continuano ancora oggi a raccontarla con i manufatti, trincee, caverne e rovine provocate dalle mine. Ovviamente ci sono anche cimeli ed altre testimonianze che stupiscono ancora. Ci sono, poi, scudetti, medaglie, diplomi, e le foto dei comandanti delle brigate alpine e del 4º Corpo d’Armata alpino, comandanti la cui storia è un tutt’uno con quella di migliaia e migliaia di alpini. La mostra è spesso visitata da scolaresche.

    Non mancano, né sono mancati personaggi illustri quali Francesco Cossiga quand’era presidente della Repubblica. La mostra fu inaugurata nel 1983 dal vescovo di Feltre e Belluno monsignor Gioacchino Muccin, capitano degli alpini, e da allora è andata via via arricchendosi di cimeli, foto e testimonianze. Ultimamente è stata visitata anche dal nostro direttore, gen. Cesare Di Dato, che ha donato a Ottavio Molin gli scudetti di tre reggimenti che mancavano alla collezione. La raccolta è bella, interessante e, per un certo verso, commovente; vale la pena, per i nostri gruppi, organizzare una gita in Cadore per visitarla: sarebbe un omaggio agli alpini che combatterono duramente nella prima guerra mondiale al cospetto delle Tre Cime di Lavaredo.