BERGAMO – Grande festa della gente bergamasca

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    Bergamo città alpina: con la 28ª Adunata sezionale si è festeggiato anche il 90° anniversario della fondazione della sezione di Bergamo. E ad un anno dall’Adunata nazionale da record la città si è stretta intorno al Tricolore. Quindicimila le penne nere che hanno sfilato domenica 11 settembre davanti a una folla entusiasta e a una tribuna da cui le autorità civili e militari hanno reso omaggio alla Sezione più numerosa d’Italia.

     

    In testa alla sfilata lo striscione “Berghem de sass” (poteva essere diversamente?) e dietro le fanfare, i rappresentanti del Comune e della Provincia e almeno duecento sindaci che hanno confermato l’affetto e la riconoscenza delle comunità verso gli alpini. E poi i gruppi, la Protezione civile, gli atleti, le unità cinofile, i rocciatori, l’antincendio boschivo, l’ospedale da campo. A rappresentare il presidente Corrado Perona a Bergamo c’era il vice presidente vicario Sebastiano Favero (oltre al vice presidente bergamasco Antonio Arnoldi e ai consiglieri nazionali Nino Geronazzo, Mariano Spreafico e Gianbattista Stoppani).

    «Bergamo? È la Sezione per eccellenza, non solo per le dimensioni numeriche (è la più grande d’Italia), ma anche per l’impegno da sempre dimostrato», ha commentato Favero. E Bergamo è davvero una sezione speciale: 269 Gruppi, oltre 28mila iscritti tra alpini e aggregati; bergamaschi sono inoltre i responsabili nazionali della Protezione civile Giuseppe Bonaldi, dei cinofili Giovanni Martinelli, del gruppo antincendio Francesco Morzenti, oltre al direttore dell’ospedale da campo Lucio Losapio.

    “È stata una grande festa della gente bergamasca che ama gli alpini” ha commentato Antonio Sarti, presidente della Sezione. E che questa adunata potesse diventare un momento di gioia per tutta la popolazione lo si è visto nel pomeriggio e nella serata di sabato: una grande folla ha ascoltato nelle strade del centro le esibizioni di fanfare e cori che si sono alternati in una sorta di grande concerto all’aperto. Durante la giornata, il pomeriggio, sono andate a ruba le gubane vendute dagli alpini dell’8° reggimento per il progetto “Una casa per Luca”. Gran finale a mezzanotte con fuochi d’artificio sparati dalle mura di Città Alta e un emozionante bis dell’Inno di Mameli. In chiusura di giornata la Messa celebrata dal vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi.

    Molte le manifestazioni collaterali: la mostra «Montagne bergamasche ed alpini», con le foto di Tito Terzi, la mostra degli IFMS, lo spazio dedicato ai 25 anni dell’Ospedale da campo, la cerimonia ad Endine Gaiano per ricordare il 35° della fondazione della Casa Alpina a cui non ha voluto mancare il “presidentissimo” Leonardo Caprioli.

    Ma il regalo più grande che la Sezione si è fatta per il suo compleanno è senza dubbio il Museo Alpino, inaugurato venerdì 9 settembre alla presenza del presidente nazionale Corrado Perona che così si è rivolto agli alpini orobici: “Bravi bergamaschi! La vostra Sezione ha sempre avuto una marcia in più: è prima non solo per numeri ma anche per cultura alpina. Bergamo ha segnato una strada nuova per tutta l’ANA con Leonardo Caprioli, allora presidente sezionale e poi nazionale, prendendo la direzione che anche oggi deve essere seguita: mettersi a disposizione della comunità”.

    A fare gli onori di casa al museo Antonio Arnoldi, che ne è stato il principale artefice: “Oggi – ha detto – prende vita un’idea, un progetto sul quale dovremo lavorare a lungo, soprattutto per farlo conoscere ai più giovani”. (Per informazioni 035-311122).

    Laura Arnoldi