Asiago e Bassano

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    Critico la scelta dell’Adunata nazionale a Bassano nel 2008. Non ho nulla contro Bassano, anzi, ma è pur sempre una città piccola e potevano almeno aspettare che avessimo digerito quella di Asiago. Mi pare che per questi consiglieri nazionali non abbia alcuna rilevanza la dimensione della città ospitante un’Adunata nazionale, non considerando che è pure impossibile voler riempire un fiasco con il contenuto di una botte. Ad Asiago abbiamo trovato una zona di ammassamento inesistente e gli orari di partenza dei settori non sono stati rispettati per l’impossibilità degli alpini ad arrivarci, per altro la cosa era già successa anche ad Aosta.

    Cesare Poncato Ponte nelle Alpi (BL)

    Non entro nel merito delle critiche che muovi al CDN per la scelta di Bassano 2008. C’è libertà di manifestare opinioni, consensi, dissensi. È soprendente però che un ex consigliere nazionale dimentichi che la candidatura è uscita dal Triveneto con una votazione libera e regolare. Il CDN ha preso atto della documentazione delle sezioni in concorso, del parere della commissione competente, della presentazione dei consiglieri di riferimento e ha votato. Nel rispetto delle nostre regole.


    Vi sono state polemiche sull’aggiudicazione di Bassano per l’adunata del 2008, probabilmente per la vicinanza con Asiago. A tal riguardo devo dire, l’unica speranza è che non sia come Asiago, qui la logistica ha avuto qualche lacuna, creata soprattutto dalla viabilità angusta oltre che dalla pioggia, in quanto moltissimi non sono riusciti a raggiungere il punto di ammassamento e a sfilare. A Bassano non si dovrebbe, sempre meglio usare il condizionale, verificare tale inconveniente, in quanto la conformazione geografica offre diverse vie di fuga e di smaltimento del traffico, perciò ben venga anche Bassano del Grappa.

    Francesco Manigrasso

    Polemiche sulla scelta di Bassano ce ne sono, ma gli alpini capiscono che a 90 anni dalla fine della prima guerra mondiale la città del Grappa, come avrebbe potuto essere Trento, consente di rendere un doveroso omaggio ai 650mila Caduti dall’Adamello al Carso.