Amicizia e solidarietà

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    Sabato 17 e domenica 18 ottobre Busto Arsizio ha aperto il cuore e le braccia agli alpini lombardi, emiliani e romagnoli. La città, cuore pulsante dell’industria tessile fino a qualche decennio fa ha dimostrato, oltre all’interesse per l’industria, anche una dimensione umana che sa apprezzare chi tramanda e diffonde quasi per osmosi quei valori che sono alla base di una serena e pacifica convivenza civile.

     

    Il raduno si è aperto sabato pomeriggio in piazza San Giovanni con gli onori al gonfalone del Comune di Busto Arsizio e al Labaro dell’Ana. Il corteo ha raggiunto piazza Trento e Trieste per la deposizione di una corona al monumento ai Caduti, portata da due alpini in uniforme storica. La Fanfara alpina della Taurinense ha accompagnato la cerimonia e ha eseguito uno spettacolare carosello suscitando commozione e ammirazione tra il pubblico.

    La Messa nella basilica è stata concelebrata da mons. Severino Pagani e dal cappellano della Sezione di Varese don Franco Berlusconi. In serata nel teatro sociale le penne nere hanno premiato i due studenti ideatori del bozzetto della manifestazione ed è stata proiettata l’anteprima di “La grande guerra di Mario” con Edoardo Sylos Labini e Debora Caprioglio, uno spettacolo liberamente ispirato al capolavoro di Mario Monicelli.

    Domenica 18 ottobre è stato il culmine della “due giorni”. La sede dello storico Museo del tessile è stata invasa già dal mattino da migliaia di alpini che, incontrandosi, si abbracciavano rievocando i bei momenti vissuti, una “clorofilla” che alimenta la vita della società diffondendo valori di solidarietà e amicizia. L’intervento delle autorità è stato all’insegna della sintesi e della sobrietà. Luigi Bertoglio, Presidente della Sezione di Varese, ha ringraziato il gruppo alpini di Busto Arsizio per l’impegno profuso nell’organizzazione e ha elogiato lo spirito di collaborazione fra gli alpini e le istituzioni, auspicando un ripristino, anche se limitato nel tempo, di un servizio civile che aiuti i giovani a maturare e ad essere sensibili a valori che purtroppo oggi sono parzialmente dimenticati o addirittura contrastati.

    Il sindaco Luigi Farioli ha reso omaggio agli alpini per quanto fanno sul territorio e ha ringraziato i concittadini bustocchi per l’accoglienza che hanno offerto in questa occasione: «Il cuore di Busto pulsa oggi per voi, cari alpini!». Sulla stessa linea il prefetto di Varese Giorgio Zanzi che ha puntualizzato la preziosa presenza degli alpini nel tessuto sociale italiano e particolarmente nel territorio varesino, auspicando di poter contare ancora per il futuro dell’Associazione. Il Presidente nazionale Sebastiano Favero ha elogiato il compito che l’Associazione ha nella società, con i suoi risvolti concreti: «Raduni come questo sono un modo semplice ma efficace per rinsaldare l’amicizia fra gli alpini e la popolazione, rafforzando le basi per una convivenza serena e pacifica, nonostante le difficili congiunture sociali».

    La sfilata di 20mila alpini, tra gli applausi della gente, ha coronato una giornata storica per Busto Arsizio, conclusa dal passaggio della stecca tra i Presidente degli alpini di Varese e Romano Micoli di Salò, Sezione che ospiterà a Desenzano del Garda il raduno del prossimo anno.

    Ferdinando Vanoli

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