Alpini spettacolo, sulle pareti a strapiombo

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    L’esercitazione degli alpini sulle Torri del Falzarego, che per qualche settimana è rimasta nel limbo delle eventualità per mancanza di fondi, si è resa infine possibile grazie all’intervento risolutivo dello Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito. Il teatro, come ormai da tradizione, aveva come proscenio la cornice ineguagliabile delle Dolomiti ampezzane che, dopo la giornata da diluvio universale di giovedì 7 luglio, si esaltava col contrasto tra le nuvole bianchissime e il colore delle rocce.

     

    I percorsi delle cordate, ben marcati da fumogeni, evidenziavano i vari livelli di capacità operative dei militari impegnati in un’esercitazione caratterizzata da condizioni ambientali estreme e completo assetto da combattimento. L’alpino Farina, della Scuola di Addestramento Militare di Aosta, superava con agilità ed eleganza un tetto classificato di settimo grado superiore, mentre varie squadre e plotoni si cimentavano su pareti a strapiombo, creste, passaggi da vertigine in una sequenza di operazioni che ben interpretavano le capacità e l’addestramento delle Truppe alpine, il livello tecnico raggiunto, la qualità dei materiali impiegati nel pieno rispetto della montagna.

    Assistevano alla manifestazione una folta rappresentanza di alpini in congedo e in armi, cadetti dell’Accademia di Modena, rappresentanze militari straniere, i più alti livelli di comando delle Truppe alpine con in testa il gen. C.A. Primicerj che ha accolto il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. C.A. Valotto, il comandante del COMFOTER gen. C.A. Tarricone, il magg. gen. Buhler dell’esercito tedesco, il gen. B. svizzero Schellenberg e il presidente dell’ANA Perona. Mentre le cordate in parete davano prova della loro preparazione, il 2° reggimento Trasmissioni effettuava collegamenti che venivano trasmessi sul web, anche sul nostro sito ANA, e il 24° rgt. Logistico di manovra Dolomiti con il 4° rgt. Aves “Altair” concorreva in una simulazione di operazioni combinate di liberazione di ostaggi in ambiente ostile.

    Il 3° reggimento artiglieria da montagna dava dimostrazione dell’impiego tattico in terreno sconnesso di un mortaio da 120 mm. Il gen. Primicerj nel suo indirizzo di saluto ai presenti ha messo in evidenza “l’antica capacità delle Truppe alpine di sapersi comunque muovere appiedati su terreni impervi di alta montagna, che costituisce anche per il futuro la base dell’operatività e dell’addestramento… La pratica dell’alpinismo e l’amore per la montagna costituiscono la palestra ove si forma soprattutto il carattere delle Truppe alpine”. Di rimando, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Valotto affermava di ritenere “tanto l’esercitazione Falzarego, quanto i campionati sciistici delle Truppe alpine due ottime occasioni per rafforzare ulteriormente la coesione delle unità e la formazione dei leaders…

    Le difficoltà dell’ambiente alpino rappresentano una concreta e severa palestra di vita, che antepone il fattore umano a qualsiasi altro elemento organizzativo o tecnologico”. Nel concludere Valotto ha rivolto un ringraziamento a “Corrado Perona e a tutti voi per quanto quotidianamente fate. Siete per i bocia di oggi un esempio di come lo straordinario spirito alpino sia uno stile di vita… Basta pensare a quello che fate a favore di un nostro collega sfortunato, il nostro alpino Luca Barisonzi”. Sotto il grande tendone, dove veniva distribuito il rancio, era ospite anche una scolaresca di Follina (TV) presente all’esercitazione.

    In parecchi tavoli i bambini hanno pensato di porre, invece dei fiori, rigorosamente rispettati, un bel po’ di bottiglie di prosecco. E per una volta la guerra sulla qualità enologica del Valdobbiadene e del Conegliano si è trasformata in una tregua d’armi. Anzi, di più. (v.b.)