Ai reduci: “Impariamo da voi virtù e coraggio”

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    Per la sessantaduesima volta sul Colle di Nava sono stati ricordati i 13.470 Caduti e dispersi della Divisione Cuneense e onorati i reduci presenti al pellegrinaggio. Sotto un bel cielo azzurro spruzzato qua e là dalle nuvole si sono dati appuntamento domenica 3 luglio tantissimi alpini del 1° raggruppamento, con 20 vessilli (tra cui quelli di Francia e Brasile) e oltre 150 gagliardetti.

    Hanno sfilato verso il Sacrario con in testa la fanfara della Julia, gli alpini in armi, il gonfalone della Provincia di Imperia decorato di Medaglia d’Oro al V.M. e quelli dei paesi limitrofi. Ha aperto la sfilata il vessillo di Imperia – come alfiere un alpino in armi – scortato dal presidente sezionale Enzo Daprelà e dal comandante della Taurinense gen. B. Francesco Figliuolo, con il vice presidente nazionale Luigi Bertino e i consiglieri nazionali Stefano Duretto e Giovanni Greco, il gen. Donato Lunardon, il comandante del 1° da montagna col. Costigliolo e un picchetto d’onore del 2°.

    A seguire, le crocerossine, gli alpini delle sezioni del 1° raggruppamento e gli Chasseurs des Alpes. E poi c’erano loro, i reduci della Divisione Cuneense, quelli che sono tornati, quelli che quando ti avvicini si commuovono e ti tengono la mano raccontandoti ciò che hanno vissuto, che hanno patito. Dopo l’alzabandiera, la Messa al campo concelebrata da due benedettini, don Pier Damiani e padre Benedetto che nella sua omelia ha parlato delle qualità degli alpini, della fede, dei valori che trasmettono ai giovani “innamorati e quindi custodi della natura, delle tradizioni e dei costumi, umili e amici di tutti”. Dice di essersi commosso ascoltando le testimonianze dei reduci che gli hanno trasmesso, a lui giovane sacerdote, virtù e coraggio.

    La sua omelia si è conclusa citando a memoria la parte finale della preghiera dell’Alpino, quella rivolta alla Madonna, “E tu, madre di Dio, candida più della neve…”. La Messa è stata accompagnata dalle fanfare della Julia e Colle di Nava e dal coro alpino Monte Saccarello di Imperia. Speaker della manifestazione Gian Paolo Nichele, direttore del coro. Poi gli interventi, iniziati dal presidente della sezione Daprelà seguito dal sindaco di Pornassio Raffaele Guglierame, l’on. Eugenio Minasso, il comandante della Taurinense gen. Figliuolo che si è detto “fiero e orgoglioso di essere erede di ciò che i reduci hanno fatto”.

    Il presidente emerito sezionale col. Arrigo Emanuelli, oratore ufficiale della manifestazione, ha ringraziato i reduci di Russia che sono stati suoi comandanti nella vita militare. Ha concluso il vice presidente nazionale Luigi Bertino, che ha portato il saluto del presidente Perona impegnato a Cervinia, con altri reduci al raduno del btg. Monte Cervino. Bertino ha ricordato la vicinanza dei veci con gli alpini in armi e l’impegno nel 150° dell’Unità d’Italia per costruire una casa per Luca Barisonzi. Infine la lettura della preghiera dell’Alpino da parte del reduce Medaglia d’Argento Giacomo Alberti, la deposizione di una corona al monumento ai Caduti e di fiori alla tomba del generale Emilio Battisti, ultimo comandante della Divisione Cuneense.

    Il pellegrinaggio al Colle di Nava era incominciato sabato sera con il “Cantamontagna” – la 13ª edizione della rassegna di cori, nel cortile del Forte Centrale di Nava – al quale hanno partecipato il coro ANA del gruppo di Collegno e il coro alpino Monte Saccarello. Il pubblico ha cantato in chiusura, assieme ai cori, l’Inno di Mameli. Arrivederci ad Imperia al raduno del 1° raggruppamento, il 10-11 settembre.

    Valeria Marchetti

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