Una fedeltà relativa
Ho letto con interesse l’articolo su Cesare Battisti del signor Matricciani e la sua risposta. Condivido in pieno che trattasi di punti di vista l’avere opinioni diverse ed anche per me Battisti è un traditore. Tuttavia lo ammiro per aver agito secondo i suoi sentimenti e lo rispetto perché ognuno è libero di agire secondo i suoi ideali. Tuttavia per me, rimane sempre un traditore che ha abbandonato le sue genti passando al nemico.
FIRENZE – Grande entusiasmo per la nuova sede
Il 2016 è stato un anno importante per la Sezione e il Gruppo di Firenze: nel 95º anno di fondazione, hanno avuto l’onore di inaugurare un ponte dedicato agli alpini nella propria città e dopo quasi 25 anni, hanno lasciato la caserma Cavalli, sede storica del reclutamento fiorentino, per la nuova sede nella caserma Morandi, sempre nel centro di Firenze.
La lezione di Ugo
Come reduce sono andato spesso nelle scuole medie e superiori della Lombardia e dell’Emilia a portare testimonianze vissute come soldato combattente. Quasi sempre gli studenti mi hanno espresso una loro convinzione: la storia insegna un tubo. Per prima cosa chiedo loro. “Non è che siete voi che non avete voglia di studiare?”. Se così fosse tutte le materie dello scibile umano vi insegnerebbero un tubo. Vivrete tranquilli e ignoranti.
Manteniamo la memoria
Sono un alpino congedatosi nel 1969 e da allora mantengo l’orgoglio di appartenenza. Tale orgoglio, in questi giorni ha avuto un sussulto, leggendo sui quotidiani nazionali, La Stampa e Il Secolo XIX, che l’organismo dell’Esercito, Onorcaduti, sta abbandonando le ricerche su una vasta area dove è stata trovata una enorme fossa comune contenente i resti di tanti soldati caduti dopo innumerevoli sofferenze.
La naja che arricchisce
Mi definisco alpino, perché ho avuto il privilegio di servire il mio Paese nel 5º Alpini, btg. Tirano, 48º Assaltatori caserma Wachernel a Malles, Val Venosta, nel lontano 1979/1980. Stento a riconoscere il mio Paese, perché sono scomparsi valori importanti per poter convivere con tante persone, e sono emersi solamente interessi personali in tantissime persone, purtroppo per colpa di scelte insensate che sono state fatte nel nostro Paese in questi decenni.
Ricordi di famiglia
È lì tra i ricordi più nitidi della mente, dove si concentra la forza visiva. Basta chiudere gli occhi e riappare con i suoi contorni irregolari. Una tavolozza di colori dall’oro al rosa s’alternano sulla lunga cresta che dalla Forcella Staunies, cala rapidamente tra mughi e lariceti della Val Padeon. Il Gruppo dolomitico del Cristallo abbraccia Cortina e pare immacolato. Sono invece numerosissimi gli alpinisti che lo percorrono in sicurezza, grazie alle vie ferrate, agli aerei percorsi su esigue cenge che tagliano le crode, oltre la quota degli alberi.
L’Ana dal Presidente Mattarella
Lo scorso 23 novembre al Quirinale si è svolta un’udienza privata con il Presidente della Repubblica in occasione della presentazione della 20ª edizione della Colletta Alimentare. Una iniziativa che vede protagonisti, da sempre, centinaia di alpini impegnati nei punti di raccolta in tutta Italia.
Divieti della burocrazia ecclesiastica
Nel numero di novembre nelle lettere al direttore risuona a voce alta quella di Dario Burresi sulla lettura della Preghiera dell’Alpino alle cerimonie religiose, invitando gli alpini (giustamente) a interloquire prima con l’officiante su cosa e come adducendo poi di cambiare chiesa o parroco (come se fosse facile) in presenza di qualche ostracismo. Per mia curiosità ho sentito in merito il parroco di un Comune vicino al mio, il quale, con sermone ben preciso, motivato e supportato pure da documentazione di canonica si è espresso categoricamente per il no.
Orgogliosi della nostra identità
Da molti anni sono amico degli alpini, iscritto al Gruppo di Rubiana, Sezione Val Susa. Le ho già scritto tempo fa segnalando una manifestazione svoltasi al Lingotto di Torino, con la presenza del vostro Presidente, manifestazione che lei gentilmente mi informava che sarebbe stata oggetto di un articolo su L’Alpino. Dopo aver letto l’editoriale di novembre, la cui chiarezza e profondità mi hanno spinto a raccontarle in breve una mia personale esperienza di vita. Nel 1982 sono stato trasferito dalla mia società in Libia e precisamente a Misurata dove ho lavorato come residente per tre anni, con brevi rientri in Italia.
BIELLA – Nuovo monumento a Occhieppo
Le penne nere di Occhieppo Superiore hanno inaugurato il nuovo monumento agli alpini, nell’omonima piazza. Già nel 2001, in occasione del 70º anniversario di fondazione del Gruppo, era stato posato un cippo; a 15 anni di distanza si è voluto dare una nuova collocazione e un maggior risalto a un’opera che onora e ricorda “gli alpini di sempre”, come recita la targa posta sopra al granito.
A difesa della Patria
Bellissimo e godibile il tuo editoriale di novembre. Che, siccome in Italia non si parla d’altro da mesi che di cambiare la Costituzione, riporta in auge l’articolo della Carta del 1946 che recita “La difesa della Patria è sacro dovere di ogni cittadino”. Sacro tanto più per gli alpini.
La stele di San Giusto
Sul numero di novembre avete dedicato alla strage di Vergarolla del 18 agosto 1946 una lunga lettera di Norberto Ferretti, in cui si pone chiaramente in luce la matrice slavocomunista di quel delitto contro l’umanità, autentico colpo di grazia alle ultime speranze di Pola italiana, che non a caso avrebbe visto il 92% dei suoi cittadini prendere la via dell’esilio rinunciando ad affetti, beni, e persino alle tombe dei propri cari, in nome dell’Italia e della vita. Spiace, peraltro, che vi sia ignorata l’esistenza della grande stele commemorativa installata a Trieste nella zona sacra di San Giusto, coi Nomi e l’età delle 64 vittime identificate, ad iniziativa della Federazione Grigioverde e della Famiglia di Pola in Esilio, e del loro Presidente, il compianto gen. Riccardo Basile.


