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domenica, 25 Febbraio 2024

GERMANIA – Al Grünten con gli alpini di Marostica

Gli alpini della Sezione di Marostica, guidati dal Presidente sezionale Fabio Volpato e dai vice Presidenti Sbalchiero e Chiminello, sono stati invitati dalla Sezione Ana Germania al 67º Grüntentag, in Baviera. Le penne nere sono partite all’alba dalla Jägerkaserme di Sonthofen. Il cielo del mattino preannunciava una giornata splendida, senza nebbia in vetta. L’appuntamento era stato fissato in cima al monte Grünten, a 1.738 metri. 

Il gen. Manione al Corpo di reazione rapida Nato

Dopo più di tre anni al comando della Scuola di fanteria di Cesano di Roma il generale degli alpini Giovanni Manione ha ceduto il comando al generale Massimo Mingiardi per ricoprire un incarico al Corpo di reazione rapida della Nato a Solbiate Olona (Varese). Alla cerimonia, presieduta dal Comandante per la Formazione, dottrina e specializzazione dell’Esercito, generale Giorgio Battisti, hanno presenziato il vessillo della Sezione Ana di Roma e i gagliardetti dei Gruppi di Roma e Viterbo.

Una sanzione assurda

Caro direttore, siamo all’assurdo: leggo che il sindaco di Castiglione d’Intelvi ha multato il parroco, don Giovanni Meloni, per aver occupato abusivamente il suolo pubblico, durante la cerimonia di benedizione del monumento di Caduti. Commenti? Nessuno, la notizia si commenta da sé. Buon lavoro.

Giancarlo Angelini - Riva del Garda 

L’astigiano cileno

La storia di Vittorio Montiglio sembra ispirata alla novella “Dagli Appennini alle Ande” dal libro “Cuore” del De Amicis, letta però in senso inverso. Un giovane patriota italiano che va dal Cile all’Italia per arruolarsi e sarà il più giovane decorato con Medaglia d’Oro al Valor Militare tra le Truppe Alpine. Bisogna però fare un passo indietro e ricordare che anche il Piemonte, di cui la famiglia di Vittorio era originaria, è stato per decenni terra di emigrazione, in particolare dalle campagne. Fu la fillossera, malattia che causava la morte delle viti, a costringere decine di migliaia di famiglie contadine a cercar fortuna all’estero.

GERMANIA – Ricordo e solidarietà

Il Gruppo di Stoccarda ha ricordato i dispersi, le vittime del terrorismo internazionale e tutti i Caduti insieme alle Associazioni amiche tedesche.

VICENZA – Sulla strada del Monte Pasubio

Inizia così la famosa canzone dedicata alle meravigliose montagne che sovrastano il nostro paese, illuminate anche oggi da un caldo sole autunnale. Soldati che salgono verso il fronte, questo è ritratto nell’opera dell’ingegnere alpino Francesco Dal Molin che da qualche tempo campeggia in Val di Fassa a Staro e che ha avuto la sua inaugurazione ufficiale.

Non solo rumori di guerra

I bocia, si sa, spesso agiscono d’impeto sulla scia d’idee grintose e di progetti spavaldi, a volte anche poi difficili da realizzare nel concreto e tendono a galoppare sulle ali dell’entusiasmo che spesso fa fatica a tenere il passo più lento e maturo dei più temperati. Questo fa sì che, purtroppo, molte delle iniziative rimangano nella realtà semplici chimere sui verbali delle assemblee e, con il passare del tempo, vengano dimenticati, sepolti da altre carte. Qualcosa di diverso è successo durante una riunione di coordinamento “Giovani alpini” della Sezione di Bolzano, quando da una di queste tante idee è nato un progetto che ancora stupisce per la concretezza e il forte valore che ha assunto. 

Ricordo di giovantù

Egregio direttore, come abitudine al ricevimento de L’Alpino la pagina con l’editoriale da lei firmato è la prima che leggo. Così è stato anche nel mese di febbraio. La verità e la tenerezza delle prime righe mi ricordano i momenti felici della scuola, inizio della vita. 

Forza paralimpica

Quando lo sport incontra la solidarietà l’avversario diventa un compagno d’avventura, gli sci corrono più leggeri e la tensione agonistica, palpabile sui visi degli atleti prima della gara, si scioglie in ampi sorrisi. È stata questa l’aria che si è respirata alla 68ª edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine svolti a Sestriere, nel comprensorio che nel 2006 fu la punta di diamante delle Olimpiadi. Aver avuto la sensibilità di dedicarla agli atleti paralimpici «è un segno di vicinanza ad un mondo che tocca da vicino anche molti militari che hanno contratto lesioni o malattie invalidanti e permanenti nell’adempimento del proprio dovere», ha ricordato durante la cerimonia d’apertura il comandante delle Truppe Alpine, generale Federico Bonato.

CADORE – Divisi dalla guerra, uniti per la pace

Le candide nuvole che si trasformano e si dissolvono, rendendo ancora più profondo e intenso l’azzurro di un cielo cristallino, dopo la nevicata notturna che ha imbiancato le cime, l’umidità che evapora e l’aria frizzante che lentamente si arrende al calore del sole, incorniciano nella verde spianata di Landro una giornata speciale, sullo sfondo magico delle Tre Cime.

Il cammino senza fine di don Carlo

«Don Carlo, tutti gli alpini anche quelli che non sanno pregare, pregano per te». Qualche giorno prima di morire, don Carlo Gnocchi ricevette la visita di Giuseppe Novello che nell’andarsene, fece con la mano un cenno, come una carezza disegnata nell’aria e accompagnata da queste parole. Una sentenza vera che ogni alpino avrebbe sottoscritto. Lo conobbero e lo amarono fin dall’Albania quando partì volontario come cappellano della Julia per portare Dio in guerra. 

Alpino al… fronte

Il Coro dei congedati della brigata Julia ha appena finito di raccontare nel canto l’epopea della Grande Guerra, quando mi avvicina un metro e novanta di uomo: «Sono Mario Picech. Sono di Gorizia. Di Cormons, per l’esattezza». Non sono necessari i convenevoli per creare cordialità, perché un sorriso a trentadue denti sembra il biglietto di ingresso a qualche festa di nozze o rimpatriata tra amici. Quindi quattro battute di circostanza, giusto per dire qualcosa senza dire niente, ma sufficienti per realizzare che l’alpino che hai davanti è un puledro di razza. 

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