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mercoledì, 23 Settembre 2026

VOCI DALLA STEPPA

Questo volume dal suggestivo titolo “Voci dalla steppa” è doppiamente interessante: per il contenuto e per l’allegato CD che contiene una ricostruzione in ambiente GIS delle operazioni del Corpo d’Armata alpino in terra di Russia. Le “voci” narranti non sono soltanto alpine, ma anche di tanti militari italiani di altri Corpi e specialità ugualmente mandati allo sbaraglio in quella guerra voluta dal regime e per la quale il nostro Esercito non era affatto preparato né motivato. Il che rende ancora maggiormente il senso dell’onore e del sacrificio dei nostri soldati e comprensibili - anzi, considerati normali - i tantissimi episodi di umanità e di generosità nei riguardi della popolazione ripagati, come sappiamo, dall’aiuto di tante donne russe durante la tragica ritirata.

Al “Gotico” con i soldati di montagna

L’incontro istituzionale con le realtà all’estero è stato celebrato sabato mattina nello splendido salone del Palazzo Gotico di Piacenza. Presenti le delegazioni ANA provenienti da oltre trenta Paesi, i rappresentanti della International Federation of Mountain Soldier e i militari stranieri.

Un fraterno saluto

Cari alpini, è con una forte emozione che vi mando questo mio primo caloroso e fraterno saluto. Innanzitutto un grazie dal cuore, credo interpretando anche il vostro pensiero, a chi mi ha preceduto, a Corrado Perona con cui ho avuto modo di condividere i sei anni della mia presenza in CDN. Ne ho apprezzato le doti umane, il grande attaccamento ai nostri valori e la capacità di saper comunicare e trasmettere i sentimenti che scaturivano dal profondo del suo animo.

Gocce di generosità

Sono arrivati di buon mattino. Tute gialle, pale in mano, hanno iniziato a lavorare nel giardino del quartiere. Dalle finestre dei palazzi i più curiosi si erano affacciati, mentre i passanti elogiavano l’intervento, perché da troppo tempo quel pezzo di verde circondato dagli edifici era lasciato a se stesso e all’incuria dell’uomo: arbusti cresciuti in modo incontrollato, vialetti resi invisibili dalle erbacce, fango ovunque.

“Alzabandiera!” ed è già Adunata

La storica Piazza Cavalli, cuore civico di Piacenza, si è trasformata in un suggestivo palcoscenico tricolore in occasione dell’alzabandiera, la cerimonia che venerdì mattina ha dato il via all’86ª Adunata nazionale degli Alpini. Sulla piazza erano schierate, davanti al palazzo del Comune, la Fanfara della brigata alpina Taurinense con una batteria del 1° reggimento artiglieria da montagna.

Il plebiscito, come fosse ieri

L’Adunata nazionale degli alpini a Piacenza è stata l’occasione per la città emiliana di ripassare un’importante pagina della propria storia. Le penne nere piacentine, nelle sfilate, si fanno precedere dalla scritta “La Primogenita”, intesa d’Italia, che ricorda la scelta che la loro città ha fatto nel maggio 1848: 37.089 votanti, pari al 98 per cento degli aventi diritto al voto, scelgono di aderire al Piemonte, che com’è noto si era assunto il compito di ridare la libertà all’Italia.

“Coraggio, fede e passione”

L’incontro in programma per il sabato sera dei rappresentanti delle istituzioni con presidente e il Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione segnala, come un termometro ideale, il calore dell’Adunata, con le sue pulsioni, i colori, i suoni, la gioia che sprigiona e che finisce per coinvolgere tutto e tutti. È una festa di popolo, alla cui riuscita concorrono alpini e cittadini, negozianti e forze dell’ordine, baristi e cittadini. Perfino gli incontri ufficiali sembrano animati da sana allegria, com’è stata, appunto, al teatro Municipale la cerimonia di benvenuto agli alpini da parte delle autorità.

Buon lavoro presidente

Chissà perché, caro Presidente, nel momento in cui l’Assemblea dei delegati proclamava l’esito delle votazioni che ti hanno visto eletto, mi tornava alla mente la scalata al monte Emilius che feci con la mia Compagnia nell’estate del 1968. È uno dei ricordi più nitidi dei cinque mesi trascorsi alla SMALP, che si accompagna a quello dell’odore delle erbe di Pollein, rimasto impresso nella memoria olfattiva, così come il sapore amaro dell’alluminio della gavetta, dove ci servivano ranci semifreddi nelle giornate gelide e nevose del campo invernale a La Thuile.

“Ci siamo anche noi”

Hanno un cuore alpino tanto quanto i loro uomini. Sono le donne degli alpini, sono mogli, madri, figlie che, nonostante non abbiano svolto il servizio militare, potrebbero portare senza alcun dubbio il cappello con la penna nera.

L’ammainabandiera pensando a Pordenone

Gli ultimi a sfilare sono stati gli alpini del Servizio d’ordine nazionale e i 141 – un alpino in servizio e uno in congedo – delle bandiere che testimoniano gli anni trascorsi dalla istituzione del Corpo degli Alpini, avvenuta nel 1872.

I Rotariani alpini all’86ª Adunata

Nello splendido clima di partecipazione dell’Adunata gli alpini rotariani, guidati dal presidente generale di C.A. Franco Cravarezza, hanno celebrato il secondo anniversario di costituzione della Amicizia (Fellowship) all’insegna di valori comuni, rotariani e alpini, e dei progetti di solidarietà e di collaborazione di mutuo interesse.

Btg. Cividale: appuntamento il 7 luglio sul monte Matajur

Nel 2012 è stato inaugurato il cippo a memoria del “Cividale” sulla cima del Matajur ed è stato deciso di organizzarvi, ogni anno nella prima domenica di luglio, un incontro informale del battaglione. La zona è bellissima, il panorama splendido.

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Nato a Como il 25 luglio 1964 è funzionario di pubblica amministrazione. Ha prestato servizio nella Fanfara della Brigata Orobica nel 1986-’87. Dal 1988 è...

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