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Morto in Afghanistan un alpino del Susa


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Un mortale incidente ha funestato la missione in Afghanistan del battaglione Susa di stanza a Pinerolo, del 3º reggimento alpini. Il caporal maggiore Giovanni Bruno è morto in un incidente stradale nel quale sono rimasti feriti altri quattro suoi commilitoni.

L'incidente è avvenuto domenica pomeriggio, 3 ottobre, verso le 15 nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul, l'ex roccaforte del signore della guerra Gulbuddin Hekmatyar, alleato dei talebani. Un reparto del Susa , che per tre giorni aveva distribuito aiuti umanitari e indumenti invernali donati da alcune sezioni della nostra Associazione, stava rientrando a Kabul unitamente a una unità di fucilieri del battaglione che avevano presidiato i seggi elettorali.

Lungo la strada stretta e tortuosa, incassata fra le montagne luogo ideale per le imboscate dei mujaheddin durante l'invasione russa uno dei VM è uscito di strada precipitando nella scarpata. Il veicolo si è schiantato sulla fiancata e il caporale Bruno, che era alla guida, è morto sul colpo. Immediati i soccorsi ai feriti: gli alpini della colonna hanno fatto l'impossibile per estrarre i loro compagni feriti: quattro in tutto. A braccia hanno spostato il pesante autocarro, quel tanto che bastava per estrarre i loro commilitoni intrappolati. Immediato anche l'intervento del medico, in special modo nei riguardi di uno dei feriti che appariva in gravi condizioni e che è stato più tardi giudicato fuori pericolo. Feriti meno gravemente altri tre, le cui condizioni non destano preoccupazioni.

La salma di Giovanni Bruno, accolta con tutti gli onori e scortata dai suoi compagni, è giunta lunedì 4 ottobre all'aeroporto di Grottaglie, e avviata a Crispiano, in provincia di Taranto, da dove Bruno era partito quattro anni fa per arruolarsi negli alpini. Martedì 5 ottobre sono stati celebrati i funerali, in un intero paese con le serrande dei negozi abbassate per il lutto cittadino decretato dal sindaco Giuseppe Laddomada.

Ancora una volta gli alpini hanno pagato un estremo tributo alla causa della pace. Ancora una volta la tristezza per la morte di una giovane penna nera colpisce tutti gli alpini. Giovanni Bruno aveva accettato di andare in una terra lontana per portare serenità e speranza, senza voler apparire, senza retorica. Era un Alpino, ed è morto facendo il suo dovere. I suoi compagni dicono di lui che parlava sempre della sua terra e che si commuoveva quando gli veniva concessa una licenza per tornare a casa. Ora il suo nome figura fra quelli dei Caduti per la causa più nobile: la pace.

Il battaglione Susa è in Afghanistan per rafforzare il contingente ISAF. Con il Susa ci sono anche una compagnia di alpini paracadutisti del battaglione Monte Cervino (recentemente trasformato in reggimento), un plotone del 2º reggimento trasmissioni, di Bolzano, due distaccamenti acquisizione obiettivi della brigata paracadutisti Folgore. A Kabul è anche, dai primi di ottobre, il 1 reggimento della Taurinense.

Redazione L'Alpino   05/10/2004

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