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giovedì, 17 Settembre 2026

L’Adunata siamo noi

«Ma che cosa ci andate a fare tutti gli anni alla stessa trita e ritrita rappresentazione di voi stessi? È sempre la solita minestra!». La domanda di un amico privo di esperienza militare non mi stupisce. Capisco che da fuori l’Adunata possa sembrare ormai ripetitiva. Per tanti di noi e per me non è così.

Uomini di valore

Domenica 14 maggio, prima che iniziasse la sfilata, ho letto su un quotidiano un articolo che mi ha indignato per la ovvietà e la stupidità delle descrizioni fatte dall’autore su noi alpini. Come al solito, ma speravo che ormai nel terzo millennio certe posizioni preconcette fossero state rimediate da un minimo di informazione e di cultura, siamo definiti gli ubriaconi di sempre, pieni di alcol dalla mattina alla sera, un po’ buffoni di corte per il divertimento dei cittadini ospiti. 

Chi ha suonato per il reduce?

Mi piacerebbe che su L’Alpino fosse dato il giusto risalto a un episodio accaduto durante l’Adunata di Treviso. Mi riferisco agli onori tributati ad un alpino reduce di Guerra, quasi centenario, da una banda musicale che vedendolo ha suonato in suo onore l’inno degli alpini. 

Insieme si va lontano

È su questa terra, “dove Sile e Cagnan s’accompagna” che gli alpini sono tornati per difendere quel patrimonio etico e di memoria cristallizzato sulle pagine della letteratura alpina, nelle immagini in bianco e nero vecchie di un secolo. Cento anni fa le sofferenze degli uomini al fronte, delle donne tanto coraggiose, delle genti costrette al profugato. 

Ferrovie, che scandalo!

Volevo innanzitutto complimentarmi per l’attenzione rivolta alla tutela e alla pulizia che gli organizzatori hanno previsto in questo evento storico dell’Adunata città di Treviso. Sono stati veramente in gamba tutti i giovani che giravano sempre per la città a svuotare e ripulire le vie da residui vari lasciati non solo dagli alpini ma da tutta la gente che ha accolto ed enfatizzato questo evento. 

Su due ruote

Sotto lo sguardo severo della Grigna, ancora punteggiata dall’ultima neve, è andata in scena la seconda edizione del Campionato Ana di mountain bike, organizzato a Mandello del Lario. Sabato 29 e domenica 30 aprile, la cittadina in riva a “quel ramo del Lago di Como” immortalato dal Manzoni, si è vestita di Tricolore per ospitare i 236 atleti di 33 Sezioni, che hanno affrontato i due percorsi messi a punto dalla Commissione Sport nazionale. 

Pola, Fiume e Zara

Sono un alpino, figlio di un capitano dei bersaglieri, che combatté nell’ultimo conflitto mondiale, e di una istriana, esule in Patria, e nipote di un ufficiale degli alpini del btg. Cividale, che fu impegnato, tra gli altri, sul fronte greco. Ho prestato servizio di prima nomina come sottotenente, uscito dal 111º corso Auc della Smalp di Aosta, nel btg. Gemona, tra il 1983 e il 1984. Quando mi è possibile partecipo alle Adunate nazionali e, se ce la faccio, sfilo (anche e prima di tutto) con gli alpini di Pola, Fiume e Zara.

E gli Acs?

Ho una richiesta da farvi: lo speaker durante il passaggio della Smalp anche a Treviso ha commentato solo gli Auc ma vorrei rammentare che alla Smalp sono passati 50 corsi di Acs. Gradirei che il prossimo raduno durante la sfilata venissero almeno citati. 

Truppe Alpine in vetrina

Come ormai tradizione, anche nella splendida cornice della 90ª Adunata nazionale di Treviso il Comando Truppe Alpine ha allestito la “Cittadella degli Alpini”, vetrina espositiva dei mezzi ed equipaggiamenti in dotazione ai reparti alpini dell’Esercito Italiano. Diventata ormai luogo di incontro e punto di riferimento tra gli alpini di ieri e quelli di oggi, la Cittadella ha costituito anche quest’anno una speciale attrazione per gli oltre 130mila visitatori che nell’arco dei tre giorni dell’Adunata l’hanno popolata, interagendo con gli uomini e le donne in uniforme in un coinvolgente percorso tematico. 

Sentirsi… mai strac!

 Tutto comincia dal campo base. Quest’anno siamo a Treviso, e ci hanno “cacciato” nell’angolo nord-est della città, fuori le mura. Mi sembra di essere tornato a naja, la caserma in fondo al paese e prima di arrivare un cartello con su scritto a mano: “se non son matti non li vogliamo”. 

Un’Adunata da record

Gentile direttore, a poche ore dalla conclusione della splendida Adunata del Piave svoltasi nella mia città, sono a scriverti la mia grande soddisfazione e penso anche quella di tutti noi trevigiani, vittoriesi, coneglianesi e valdobbiadenesi, per un’Adunata veramente da record. 

Treviso bellissima e pulita

Faccio i doverosi complimenti al comitato organizzatore dell’Adunata di Treviso per la bellissima gestione della pulizia della città; ho notato da subito che i cestini e gli angoli delle vie erano sempre in ordine. Gruppi di ragazzi giravano con dei carrelli a pulire e svuotare i cestini, come li incontravo li ringraziavo e lo faccio tuttora.

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Nato a Como il 25 luglio 1964 è funzionario di pubblica amministrazione. Ha prestato servizio nella Fanfara della Brigata Orobica nel 1986-’87. Dal 1988 è...

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