9.5 C
Milano
domenica, 25 Febbraio 2024

Un ricordo che conforta

Ecco quello che hanno saputo fare gli alpini del Gruppo Valpotenza della Sezione Marche con sede a Castelraimondo, piccolo paese di 4mila anime nel cuore dell’Appennino marchigiano. Alle spalle del monumento del paese troneggiano 54 pennoni, tanti quanti sono i nostri figli caduti in Afghanistan. In questi mesi, con pazienza e costanza smisurate gli alpini e le autorità del posto hanno chiesto e in buona parte ottenuto i vessilli delle città di appartenenza dei 54 Caduti.

Intelligenza e cuore

Trentatré anni trascorsi in via Marsala 9, a Milano. Una storia di vita, vissuta a incontrare gli alpini, ad ascoltare le loro voci, richieste, brontolate… Una sensibilità che lentamente ha indossato nel cuore, prima ancora che sugli spazi di una scrivania, operando per i colori dell’Ana. Detta così, con i toni sbrigativi di un commento, che deve obbedire agli spazi e alle logiche delle battute sul computer, anche la vicenda di Giuliana Marra rischia di ridursi, sfilacciata, a un resoconto formale.

Trentatré anni trascorsiin via Marsala 9, aMilano. Una storia di vita,vissuta a incontrare gli alpini,ad ascoltare le lorovoci, richieste, brontolate…Una sensibilità chelentamente ha indossatonel cuore, prima ancorache sugli spazi di unascrivania, operando peri colori dell’Ana. Dettacosì, con i toni sbrigatividi un commento, che deveobbedire agli spazi e allelogiche delle battute sul computer,anche la vicenda di Giuliana Marrarischia di ridursi, sfilacciata, a unresoconto formale. In realtà, in questomomento, in cui sta per prenderecongedo dalla redazione de L’Alpino,per reinventarsi nuovi giornida… pensionata, lievita intorno anoi il senso di un vuoto tutto da riempire,non facilmente colmabile.E non sarà facile, detto fuori dallaretorica di circostanza. Vuoi perchéGiuliana era una sorta di Wikipediadel giornale, per via della sua lungaesperienza, vuoi per il singolareacume di cui la Provvidenza l’haDOPO 33 ANNI GIULIANA MARRA LASCIA LA REDAZIONEdotata. La sua razionalità composta, lucidae stringente era un sicuro punto diriferimento per le generazioni più giovaniche con lei lavoravano e si misuravano.Ed era il suo senso dell’humour,sottolineato da una sonora e coinvolgenterisata, che si imponeva comecollante, oltre le diversità generazionali.Non era un caso se tra colleghe sichiamavano con un generico e reciproco“Sabbry”. Giusto per indicare unaconfidenza e una familiarità che sapevaandare oltre le differenze di anagrafe equelle ovvie dei punti di vista. Giulianaha visto succedersi molti direttorialla testata de L’Alpino. Di ognuno sapevacogliere l’originalità,che rispettava, adattandosicon l’elasticità mentaledi cui è detentrice.Quando arrivò il mio turno,quasi quattro anni fa,mi guardai intorno appenaappena spaesato, pensandodi dovermi adeguare amodi di fare che, ad esserepessimisti, potevano apparirecome incrostazionidifficili da intaccare. Devoringraziare soprattuttoGiuliana se il mio ingresso,scandito dalla sua sorridenteaccoglienza, mi sembrò un ritornoa casa. È banale dire che il valoredelle persone si scopre soprattuttoquando ci mancano. Ma questa nonè una epigrafe. È un sottile dispiacere,come la neve di Lucio Battisti,che cade senza fare rumore. In fondoGiuliana la vedremo e la rivedremo,forse più rilassata e riposatadi adesso. Per cui non ci resta chedirle un grazie senza misura. Per ciòche ha dato all’Ana e a L’Alpino. Eper ciò che ci ha dato, umanamenteparlando. Un abbraccio, Sabbry.Il direttore

Per la nostra difesa

Caro direttore, basta un attimo di distrazione; incappare in uno scivolone di stile può capitare a tutti. È ciò che penso sia capitato anche a lei nella seconda parte della risposta alla civilissima lettera dell’alpino Luciano Busca, sul cui contenuto concordo in toto.

Operare per il mondo

Buongiorno, sono il maresciallo Ceratto e vorrei fare alcune precisazioni in merito alla lettera del signor Edoardo Pezzutti sul nostro giornale di novembre. Anzitutto ringrazio il direttore per la spiegazione del significato dei nastrini, che pone nella giusta ottica il valore di tali riconoscimenti. Ma vorrei far presente al signor Pezzutti una situazione comune a tutti i militari che partecipano alle missioni all’estero. 

Nastrini e medaglie

Ho letto su L’Alpino di novembre 2015 la lettera “Eroi di un tempo”, scritta da Edoardo Pezzutti, del Gruppo di Fontanafredda, Sezione di Pordenone. Non conosco questo alpino, né so quando e in quale reparto ha prestato servizio. Forse, durante i mesi di servizio, i suoi superiori non gli hanno spiegato bene il significato dei nastrini, che sono sempre portati sull’uniforme, né delle medaglie, portate in circostanze particolari.

Umanesimo e illuminismo

Caro direttore, negli ultimi secoli, sino all’Unità d’Italia, il nostro Paese fu colonia e dominio di Austria, Spagna, Francia e Stato della Chiesa, ancor prima fu ripetutamente violato e depredato da barbari e invasori venuti dal nord e dall’est Europa, dal Medio Oriente e Africa mediterranea. L’occupazione da parte della Germania nazista e i bombardamenti delle nostre città ad opera degli inglesi e degli americani sono ancora vivi nella memoria di alcuni di noi. 

Prenderla con un sorriso

Caro don Fasani, sicuramente Luciano Busca continuerà a pregare e a recitare la “Preghiera dell’Alpino” secondo il suo sentire. Penso, però, che forse per un attimo - spero per non più di un solo attimo - gli sia venuta la voglia di cessare di farlo, dopo aver letto la tua risposta alla sua lettera, riportata sul nostro mensile nel numero di novembre. 

MILANO – Antonio Rezia compie 100 anni

Lo scorso 22 ottobre, presso la sede del Gruppo di Cinisello Balsamo, la Sezione di Milano ha festeggiato i cento anni di Antonio Rezia, già Presidente sezionale di Milano e vice Presidente nazionale Ana. Antonio, persona schiva, ha brindato stretto intorno alle sue due famiglie: quella naturale e quella d’adozione degli alpini dei gruppi di Milano. L’emozione è stata grande per il festeggiato e per tutti gli altri. 

Passato, presente e futuro

Domenica 22 novembre i Presidenti delle Sezioni in Italia hanno risposto all’annuale invito che rappresenta un momento di confronto importante nella vita associativa. Erano presenti 79 Sezioni su 81. Il Presidente Sebastiano Favero ha aperto i lavori con il saluto alla Bandiera, che caratterizza e apre ogni nostro incontro alpino. Anche per la riunione di quest’anno lo spirito è stato sostanzialmente quello di un momento di confronto aperto, basato su un approccio squisitamente alpino, ovvero franco e sincero, soprattutto costruttivo. 

SALUZZO – La Grande Guerra in mostra

 A Saluzzo, nelle sale della ex caserma dell’artiglieria da montagna, gruppo Aosta, è stata allestita una mostra sulla Grande Guerra nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della morte - a Cima Puartis in Carnia, il 15 settembre 1915 - del capitano Medaglia d’Oro al V.M. Mario Musso, comandante della 21ª compagnia del btg. Saluzzo, 2º Alpini, a cui è intitolata la caserma.

MASSA CARRARA ALPI APUANE-REGGIO EMILIA – Raduno a Cerreto

Oltre mille alpini hanno pacificamente invaso Cerreto Laghi in occasione del grande raduno organizzato dalle Sezioni di Massa Carrara, Reggio Emilia e dai Gruppi di Fivizzano e Collagna, in concomitanza con l’11º anniversario del percorso monumentale delle Divisioni alpine. Quest’ultimo ha una storia intrigante: uno dei massi di arenaria che lo formano è affiorato al passo del Cerreto durante alcuni lavori di scavo, con le insegne delle sei Divisioni che hanno combattuto su diversi fronti durante l’ultima guerra: Taurinense, Tridentina, Julia, Cuneense, Pusteria e Alpi Graie.

TREVISO – Sessant’anni di Villorba

Il Gruppo di Villorba, guidato dal Capogruppo Alvaro Mariotto, ha raggiunto il traguardo dei sessant’anni come tanti altri Gruppi della Sezione, segno di una realtà alpina longeva e piena di vitalità. Popolazione e penne nere hanno accompagnato i festeggiamenti già da sabato, al concerto di cori alpini nella chiesa parrocchiale. 

ULTIMI ARTICOLI

Chiuse le Alpiniadi invernali 2024: grande festa di sport, amicizia, solidarietà...

Una grande festa di sport, amicizia, solidarietà e inclusività: è il ritratto delle Alpiniadi invernali 2024 organizzate dalla Sezione Alto Adige e concluse con...