Non è questione di firma
Ho letto la tua risposta su L’Alpino di febbraio “L’autorizzazione a pubblicare” e ti ringrazio delle delucidazioni come sempre ben chiare e che condivido al 99%, ecco il perché: tutti gli alpini giustamente possono scrivere al direttore, è un diritto, nulla da eccepire, ma l’aggiunta del rafforzativo Gruppo o Sezione nella firma delle lettere involontariamente coinvolge i Gruppi e le Sezioni in situazioni che a volte non riescono a giustificare davanti alle rimostranze dei loro soci in merito alla pubblicazione.
L’autorizzazione a pubblicare
SICILIA – Incontro a Nicolosi
L’annuale incontro per gli auguri di Natale quest’anno ha avuto luogo a Nicolosi, paese che sorge alle pendici dell’Etna, a sud del vulcano attivo più alto d’Europa. Gli alpini siciliani, con i familiari, si sono incontrati nella chiesa Madre di Nicolosi per assistere alla Messa. Poi in corteo sono arrivati in Piazza degli Alpini, alla presenza del sindaco di Nicolosi Angelo Pulvirenti e dell’assessore alla Cultura Letizia Bonanno, dove è stata deposta una corona di alloro al monumento dei Caduti. La giornata si è conclusa in amicizia e allegria in un ristorante della cittadina etnea. Giuseppe Avila
Note d’autore
“Quello là sulla destra, sotto il golfo delle colline impicciolite che fuma è il mio paese. Bisogna sedersi per terra, aspettare che sembri tutto vero” (da “Libera nos a Malo” di Meneghello 1922- 2007). Il nome del paese così meravigliosamente descritto dal grande Meneghello è Malo, un gioiellino incastonato tra le vallate, ricco di storia, arte, cultura; una corona superba di cime lo circonda più in alto, il Pasubio, il Carega.
MARCHE – Raduno sezionale a Macerata
La bella Macerata ha ospitato il 97º raduno della Sezione Marche. Nel corso della cerimonia di apertura le penne nere hanno reso omaggio agli alpini “andati avanti”, ricordati nel monumento all’Alpino, una struttura in ferro lavorato, benedetta dal parroco della chiesa dell’Immacolata. All’inaugurazione hanno partecipato, insieme a tanti alpini, numerose autorità civili e militari.
Scritti con la divisa
In attesa di altre lettere riprendiamo la pubblicazione della corrispondenza dell’artigliere del Gruppo Pieve di Cadore. Sembra quasi un vero e proprio diario redatto a quattro mani dalla mamma e dal figlio che si scrivono anche due o tre volte alla settimana.
Vittorio Emanuele III
La salma di Vittorio Emanuele III è rientrata in Italia, da Alessandra d’Egitto, per essere collocata a Mondovì accanto a quella della moglie regina Elena. La notizia ha suscitato immediatamente dissenso, proteste e anche inquietudine per coloro che, come Israele, non dimenticano la legge razziale, firmata purtroppo dal re nel 1938. Ad alimentare lo sconcerto di molti italiani ci ha pensato il pronipote, (invitato e chiamato principe dal conduttore in Tv di Porta a Porta). Emanuele Filiberto, infatti, ha sostenuto che “il posto della salma del bisnonno è al Pantheon”. Personalmente ritengo che il corpo di un essere umano, anche se responsabile di decisioni delittuose va rispettata, ma collocarla al Pantheon o alla cripta reale di Superga è un inaccettabile tentativo di sovvertire la storia.
Sul ponte di Perati
Ho letto su L’Alpino il ricordo della visita sul ponte di Perati dell’alpino Giovanni Zarpellon e il tuo commento sulla necessità “di investire maggiormente sullo studio di quanto accaduto in quelle terre”. Concordo quando scrivi che “Baskim, con gli alpini, riesce sempre a far rivivere momenti di grande intensità”. Anch’io sono stato lì con Baskim e in quel posto per noi sacro, vi ho posto un guidoncino del Gruppo di Riva del Garda.
Sulla nostra Preghiera
Ci risiamo con la Preghiera dell’Alpino. Ma quando finisce questa storia? Possibile che questo problema esista solo nella provincia di Treviso? Forse i sacerdoti trevigiani seguono un altro culto o un altro Vangelo che è diverso dal resto d’Italia?
L’acropoli degli alpini
La montagna di Trento, il suo “Doss”, è nel cuore dei trentini e durante l’Adunata ospitata dalla città sottostante sarà anche scenario di eventi ed emblema di storia e cultura. In attesa del nuovo Museo nazionale storico degli Alpini, che sarà ristrutturato e ampliato. Il Doss Trento o Verruca è un massiccio che si eleva sulla spianata dell’Adige con un’altezza media fra i 290 e i 300 metri. È caratterizzato da pareti verticali che l’hanno reso, sin dai tempi più antichi, una fortezza naturale quasi inespugnabile.
Non scandalizziamoci
Quando leggo su L’Alpino qualche lettera che disquisisce sull’uso o abuso del cappello alpino o esibisce un patriottismo che mal nasconde un anacronistico nazionalismo o peggio un razzismo, mi viene la tristezza e lo scoraggiamento. Ma poi vado avanti e leggo del ponte dell’amicizia di Nikolajewka e dell’Asilo Sorriso di Rossosch e della ricostruzione in Centro Italia e mi rinfranco e mi riconcilio con la mia Associazione, con il mio Paese, con tutti i paesi del mondo.
IVREA – Mezzo secolo e un monumento
In occasione del cinquantesimo del Gruppo di Bairo, si sono dati appuntamento numerosi Gruppi e alcune Sezioni. Erano 80 i gagliardetti accanto ai vessilli di Ivrea, Torino, Saluzzo, Pinerolo, Cuneo, Acqui Terme e Genova; numerose anche le autorità civili e militari e le associazioni d’Arma.


