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martedì, 15 Settembre 2026

La carica dei 13mila

Fine anno, tempo di bilanci, di considerazioni e di buoni propostiti per il futuro. Soprattutto numeri, da snocciolare, raffrontare e commentare, e nei quali spesso ognuno di noi riesce a vedere ciò che più lo esalta… o lo atterrisce. I numeri sono freddi, è vero, ma sono anche il banco di lavoro del Supporto VolA, piattaforma della Pc Ana, che mi ha inviato il resoconto al 31 dicembre 2017. Un traguardo che riscalda gli animi e ricarica tutti noi di entusiasmo; sono dati che è giusto condividere con la grande Famiglia alpina. Innanzitutto, siamo in tanti! 

Il pericolo delle notizie false

Quelli “studiati” le chiamano Fake News. Quelli cresciuti sentendosi dire: parla come mangi, e nella maggior parte dei casi si mangiava con semplicità da poveri contadini, le chiamano frottole, o più volgarmente balle. Se proprio siamo in vena di finezze stilistiche, le chiameremo notizie false. La prima, in ordine cronologico, secondo Papa Francesco, andrebbe cercata nientemeno che in un certo giardino, detto paradiso terrestre. 

Una provocazione

Suggerisco di organizzare uno dei prossimi raduni a Scampia, Napoli. Forse è la volta buona che le strade vengono pulite, i muri puliti ecc… Tutto quello che è il vivere civile ed una vostra presenza potrebbe solo che fare bene.

Marino Visentin

Cos’è una fanfara?

Sono un bersagliere, classe 1936, assiduo lettore de L’Alpino. Ho notato che fra le numerose lettere inviate al direttore, vengono approfonditi, fra tanti, anche interessanti argomenti storici. Ebbene, da sempre, i bersaglieri sostengono che il termine “fanfara” è specifico di un complesso musicale composto esclusivamente da ottoni, come è, appunto, la fanfara dei bersaglieri. 

TREVISO – Un nuovo acquisto

Novità importanti nella Sezione di Treviso: è arrivata in Sede sezionale una nuova motopompa in grado di operare efficacemente durante i frequenti allagamenti che si verificano nel territorio. Si tratta di un mezzo acquistato tramite il contributo messo a disposizione dal Dipartimento di Protezione Civile. 

Chissà perche

Alla Messa di commemorazione per i 70 anni dalla morte di re Vittorio Emanuele III presso il santuario di Vicoforte, dove di recente sono state posate le sue spoglie, era presente un signore che indossava il cappello alpino. Anche se solo a titolo personale credo che il cappello alpino vada indossato per altre occasioni.

Giuseppe Avico 

Per gli ultimi reduci

Sabato 13 e domenica 14 gennaio le Sezioni Ana della Provincia di Cuneo (Ceva, Cuneo, Mondovì e Saluzzo, cui spettava quest’anno l’organizzazione solenne della manifestazione) hanno ricordato il 75º anniversario della battaglia di Nowo Postojalowka, in memoria del sacrificio degli alpini della divisione Cuneense in Russia.

VARESE – Su due ruote

Di recente il missionario don Franco Beati, accompagnato da due suoi parrocchiani, è rientrato in Italia per qualche mese di riposo dalla Guinea Bissau, dove da circa dieci anni svolge la sua opera come missionario del Pime.

VERONA – Un fiore per i Caduti

Morire a ventun anni di malattia, a oltre mille chilometri di distanza da casa. Possono sembrare drammi di un passato remoto, ma succedeva appena cent’anni fa proprio a Verona, in uno dei tanti ospedaletti da campo allestiti dall’esercito impegnato a combattere nella Grande Guerra. Un conflitto su cui sono stati puntati i fari dell’Ana in occasione del ricordo del Centenario. Anche quest’anno, dopo il successo delle due precedenti edizioni, l’Ana ha lanciato il concorso “Il milite… non più ignoto” rivolto agli studenti delle scuole di tutta Italia. 

Ai piedi del Golico

Monti brulli, sassosi, con bassi cespugli che non offrono alcun riparo. Il sentiero ripido, salivo e pensavo. È aprile, noi con equipaggiamento leggero, tempo bellissimo; loro, i soldati italiani con zaini pesantissimi, l’inverno del 1940-1941 piovoso e nevoso. Noi dovevamo affrontare quasi 1.200 metri di dislivello, loro, partivano da Tepeleni, quindi percorrevano ancora più strada. Io salivo e cercavo di immedesimarmi con loro, anche se era impossibile. 

Zaino a terra, generale Krosel

Fino a pochi anni fa capitava spesso di vedere l’ultracentenario generale Egone Krosel a spasso a Grignano, vicino al Castello di Miramare, accompagnato dall’eritreo Tesfai, suo fido “attendente”, come lo chiamava Egone e “nipote di un ascaro”, come si definiva Tesfai.

Il bilancio economico dell’Ana

Lo scorso mese di luglio le ho spedito una mail in cui chiedevo come mai accanto alla relazione morale del Presidente, puntualmente pubblicata su...

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Moreno Ortelli

Nato a Como il 25 luglio 1964 è funzionario di pubblica amministrazione. Ha prestato servizio nella Fanfara della Brigata Orobica nel 1986-’87. Dal 1988 è...

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