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lunedì, 10 Agosto 2020

La vita sospesa e la voglia di ricominciare

La vita al tempo del terremoto è sospesa tra la paura di una nuova scossa e l’incertezza del futuro. Ogni piccolo tremore riacutizza la sensazione di smarrimento e di provvisorietà. Il senso di precarietà regna negli oltre cinquanta borghi dell’Emilia colpiti dal sisma. Alcuni sono paesi svuotati e silenziosi, come Finale Emilia dove, sul vialone di accesso, gli abitanti fanno la fila alla postazione dei Vigili del Fuoco e prendono il numero, come dal salumiere, per prenotare l’ingresso nella zona rossa. Varcano le barriere con il caschetto protettivo e tornano con valigie e sacchi colmi di vestiti e di generi di prima necessità, sottratti alle proprie abitazioni pericolanti.

Cronaca dei soccorsi della Protezione Civile ANA

Le mie abitudini di alzarmi presto, e ciò per una serena e produttiva attività mattutina, mi fanno apprendere del sisma che ha colpito l’Emilia. Sinceramente mi ero svegliato alle 4 del 20 maggio, ma non ho immaginato che il risveglio fosse conseguente al sisma e mi sono rigirato nel letto. Sono le 5 e invio un SMS al nostro referente presso il Dipartimento di Protezione Civile (DPC), Roberto Giarola, dirigente del Servizio Volontariato dal testo ... “E il terremoto ?...”. Immediata la riposta ... “Massimo (La Pietra, n.d.r.) è già in Sala Italia, stiamo attivando”. Sala Italia è un centro operativo presso il DPC, attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, dove sono presenti tutte le più importanti istituzioni che possono avere un controllo del Paese per qualsiasi evento che lo possa interessare (Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia stradale, di Stato, Marina, Aeronautica, Esercito, gestori linee telefoniche, Enel, Ferrovie dello Stato, ecc.).

Il cappello sopra le ferite

L’appuntamento è al casello di Carpi. Ad aspettarci il consigliere nazionale Corrado Bassi. Con lui, Gianfranco Cenni, presidente della sezione Bolognese-Romagnola e Guido Manzini, referente Protezione Civile ANA dell’Emilia Romagna. Arrivi da fuori e sei un po’ impostato. Facce severe, con la dovuta smorfia di malinconia. Mica si va alla sagra, si va a vedere disgrazie, buondio! Ma bastano cinque minuti in loro compagnia per farti nascere una domanda. Ma da dove ha attinto ‘sta gente il Dna della cordialità, della bonomia, della voglia di sdrammatizzare? Quell’accento che ha la musicalità di un brano di Vivaldi, piuttosto che quella cupa di una Messa da Requiem?

Terremoto in Emilia: altri volontari per allestire i campi e aiutare la popolazione

Al 20 giugno è di circa 1700 il numero dei volontari che hanno portato il loro contributo all’emergenza connessa con il terremoto in Emilia, con turni dai 2 ai 7 giorni, programmati con cadenza settimanale, ai quali intervengono con regolarità volontari appartenenti al 1°, 2° e 4° Raggruppamento ANA. Le Regioni continuano ad operare con le proprie Colonne Mobili, sempre alimentate da volontari ANA (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Marche) e la presenza di volontari alpini sul territorio si attesta intorno alle 350 unità al giorno.

Militari in aiuto alla popolazione dell’Emilia

Su richiesta delle Prefetture di Ferrara e Modena le Forze Armate stanno impiegando nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna circa duecento militari e oltre 85 mezzi vari, tra cui figurano shelter bagni-doccia, autogrù, una pala meccanica, ambulanze, container lavandini e un’autocisterna.

Sottoscrizione per l’Emilia terremotata

Per aiutare le popolazioni colpite dal sisma, la Fondazione A.N.A. Onlus ha aperto una sottoscrizione sul conto corrente numero:

I volontari alpini in aiuto alla popolazione colpita dal sisma

I volontari della Protezione civile ANA sono impegnati in Emilia Romagna in soccorso alla popolazione colpita dal sisma. Nella notte di sabato 19 maggio, immediatamente dopo la scossa, sono intervenuti i volontari alpini dell’Emilia Romagna, attivati dai rispettivi Comuni. Qualche ora dopo la Regione ha sviluppato la sua organizzazione allertando la Colonna mobile di Protezione Civile. Da circa venti volontari con la penna presenti nelle prime ore del 20 maggio si è arrivati a 60-70 che operano nelle provincie di Ferrara e Modena. I volontari stanno rilevando danni sul territorio e stanno allestendo un campo di accoglienza, che potrà ospitare circa 250 persone, presso le strutture sportive di Finale Emilia.

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