La fortuna di Accumoli
Un caro saluto a voi tutti da Accumoli e grazie della possibilità che mi date con il nostro giornale di ringraziare quelle tantissime persone che in tutti i modi hanno cercato di aiutarci. Ormai è trascorso un anno da quel brutto giorno che di fatto ha cambiato la nostra vita e se anche ancora adesso la terra non smette di tremare io penso che come hanno fatto altre genti un po’ in tutta Italia bisogna metterci coraggio, un nuovo progetto di vita e ricominciare.
Coraggio alpini!
Durante le nostre adunate sia locali che nazionali, sento sempre più spesso parlare dell’ineluttabilità del ridimensionamento, in termini di adesioni, dell’Associazione. La causa di ciò è nota a tutti. La sospensione della leva, la scarsa attenzione nella società attuale a parole come Patria e bandiera, sono sicuramente tra le principali responsabili di questa situazione.
Voci dall’Ortigara
L’Ortigara a distanza di cento anni è ancora capace di portarci le voci degli alpini che per sempre custodiranno questo luogo, un messaggio dentro una bottiglia lanciata nel mare del tempo. 10 giugno 1917. Nelle trincee di quota 2.012 della linea italiana, gli alpini osservano con trepidazione il bombardamento italiano che promette di distruggere i reticolati e i nidi di mitragliatrice che proteggono la linea austriaca. Tra loro vi è un muratore padovano, di Vigonza per la precisione. Il suo nome è Antonio Baratto, classe 1891, inquadrato nel battaglione Sette Comuni. Durante il gelido inverno, ha avuto la fortuna di essere scelto come attendente di un tenente di Biella, cugino del comandante della compagnia, un Capitano di Vercelli. Il giovane si fa subito voler bene dai suoi superiori.
Unificatore di culture
Nella sua risposta pubblicata sul numero di maggio lei cita Carlo Magno come unificatore di popoli e nazioni europee, le rammento che prima dell’Ottocento i Longobardi avevano riunito l’Italia sotto un’unica corona fatta eccezione per lo Stato Pontificio.
Il gen. Caruso al Comfose
Il generale Ivan Caruso lascia Bolzano per andare a Pisa dove ricoprirà l’incarico di comandante delle Forze speciali dell’Esercito Italiano, il Comfose, che ha il compito di selezionare, formare e addestrare il personale destinato al comparto delle operazioni speciali dell’Esercito e a garantire l’addestramento delle unità alle sue dipendenze, integrandone e uniformandone anche la dottrina. Dipende direttamente dal comando delle Forze operative terrestri, comando operativo dell’Esercito con sede a Roma.
La grandezza di uno “Scricciolo”
Da ormai diversi anni, per il coro Scricciolo di Cameri, il momento più emozionante è quello di animare la Messa in occasione del raduno del 20º corso Acs della Smalp di Aosta in cui ha militato anche il suo direttore, Armando Travaini. Ma ciò che fa venire i “brividi” al nostro gruppo vocale è quando la Messa è celebrata all’interno di un sacrario e l’omelia è tenuta da don Bruno Fasani al termine della quale, chi scrive, si è ritrovato a piangere, ma non è il solo. Per un attimo, in quell’ambiente, pare risuonare un eco: non sono i nostri canti o preghiere, bensì le voci di tutti quei ragazzi che ci hanno preceduto e, a uno a uno, ci stanno dicendo: “Presente!”.
Scritti… con la divisa
In attesa di altre lettere, torniamo dall’artigliere di montagna di qualche numero fa appena giunto al campo estivo in quel di Padola, frazione di Comelico Superiore, posta tra le Dolomiti di Sesto. Dall’accampamento osserva per la prima volta il Passo della Sentinella, un’ardita sella a 2.717 metri che si apre tra la Croda Rossa di Sesto e i torrioni di Cima Undici, luogo di cruenti scontri durante la Grande Guerra. Lassù, tra vertiginose cenge, vede serpeggiare l’ardita Strada degli Alpini che attraversa a mezza costa le pareti della Cima Undici e i contrafforti della Cresta Zsigmondy. Uno spettacolo impagabile che muta al cangiar del cielo. Per il nostro specialista al tiro i giorni trascorrono su per le pendici delle montagne circostanti.
CUNEO E MONDOVÌ – I Granata per gli alpini
Le Sezioni di Cuneo e Mondovì hanno ricevuto dai delegati di 18 club del Torino la somma di 22mila euro. La donazione è stata possibile grazie a una lotteria organizzata proprio dal Torino club presso il Gruppo alpini di Cervere e il ricavato consegnato in mani alpine per il successivo versamento alla Fondazione Ana Onlus - pro terremotati del Centro Italia.
Resterà indimenticabile
Comincia il regno del granito, spoglio e irregolare. L’aria è più leggera e nei pressi del Lago d’Avio, la sagoma della chiesetta e del rifugio Garibaldi sono miniature al cospetto dello Spigolo dei Bergamaschi che taglia come una lama affilata la Nord dell’Adamello. Qui tutto è storia.
VICENZA – La luce nel silenzio
Il paese di Lugo di Vicenza ha vissuto una giornata importante grazie alla presenza del Presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero, prima nella sede degli alpini di Lugo e poi alla presentazione del libro “Luce nel silenzio” del fotografo Gigi Abriani.
Anche l’alpino piange
Sono un amico degli alpini, fratello di un alpino classe 1932 che purtroppo già da parecchi anni è “andato avanti” mentre era ancora Capogruppo degli alpini di Cismon del Grappa. Ma veniamo al motivo di questa mia che vorrei dedicare a mio fratello Pasquale. Non se ne abbia direttore, se mi permetto di suggerirle il titolo: anche l’alpino piange. No, non è il nostro meraviglioso giornale, come avrà subito pensato. Bensì l’alpino in carne e ossa, descritto da molti come il meglio del nostro esercito italiano.
Impegniamoci per il nostro futuro
Siamo freschi reduci dalla nostra Adunata nazionale, quest’anno tenutasi a Treviso, dove abbiamo vissuto momenti intensi di ricordo del Centenario della Grande Guerra, proprio lì nei luoghi dove dopo la rotta di Caporetto sul Grappa, sul Montello e sul Piave i nostri soldati e l’Italia intera seppero riscattarsi, dove per la prima volta gli italiani si sentirono uniti. Fu allora, io credo, che l’Italia divenne una nazione e che gli italiani acquisirono una propria identità di popolo.
